Vivere una favola

 Ricevo da Antonio Leo e pubblico.

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 Vivere una favola: Il ragazzo del “Sud”

Il ragazzino discolo, figlio di un quartiere popolare nel quale tutto è difficile , tutto è negato fa di necessità virtù e scopre di possedere una dote tutto sommato rara, quella di saper scagliare la palla nel sacco comunque e dovunque. Quel ragazzino dai grandi occhi neri e spiritati che ha fatto tutti i mestieri, anche i più umili, come il garzone nella bettola del nonno ed il gommista pur di raggranellare qualche liretta. La sua  più che una storia è una magica favola, probabilmente irripetibile. Dalle mille angustie nel popolarissimo quartiere CEP di Palermo alle Notti Magiche. E sicuramente conferma quanto possa essere un autentico pozzo di miracoli la gloria che ti assicura un goal. Un’ arrampicata a suon di reti nella quale l’ex ragazzo dei borghi siculi diventò eroe nazionale. Coppe, medaglie e premi sull’eroe per caso . L’abbraccio del sindaco antimafia Leoluca Orlando, i pianti della gente. Una magica estate contaminata da cerimonia di tutti i tipi, bagnata dallo champagne e dal sudore di milioni di persone che lo hanno amato, lo hanno sostenuto, lo hanno stretto in un assedio d’amore!

Il ragazzo venuto dal CEP di Palermo, ora diventato uomo, esce dal Quirinale con la nomina di Cavaliere della Repubblica omaggiato dall’allora presidente non ancora “picconatore” Francesco Cossiga. Poi la festa di popolo che presto si trasforma in un rito, essa si consuma nelle strade del capoluogo siciliano. Si sprecano coppe riconoscimenti, fuochi d’artificio, 50 mila persone attendono ore, gli abitanti del suo quartiere sono poveri, ma si tassano per regalargli una targa da 10 milioni di lire, anche questo è il “profondo sud”. Il sindaco consegna inoltre una medaglia d’argento, poi l’accoglienza sarà ancora più calda, cariche della polizia comprese.

Una lunga e interminabile estate di feste ed imprevisti. Da queste giornate ne è uscito un uomo felice, ma anche un campione venuto dal nulla che è poi diventato simbolo di riscatto e di orgoglio per un “Sud” spesso bistrattato,  umiliato e deriso dal resto d’Italia, ma che allora ebbe il suo momento magico grazie a quell’omino dagli occhi vispi, uomo semplice ed umile come la maggior parte dei cittadini del meridione, ragazzo che ha vissuto a lungo ai margini della notorietà e della normalità e che di colpo si ritrova ad essere una star planetaria.

Di chi stiamo parlando ? Chi è insomma questo benedetto “Salvatore” della patria partito come Garibaldi dalla Sicilia, questo girasole impazzito di luce…..Non è difficile indovinare chi è costui ! Stiamo parlando dell’ex ragazzo di latta di Palermo al secolo Salvatore Schillaci detto più comunemente Totò oppure Turiddu come lo chiamava il grande Gianni Brera.

Questo bomber tascabile che doveva essere la mascotte dell’Italia di Azeglio Vicini dietro sua maestà Gianluca Vialli e che invece come nelle favole e dimostrando che a volte le favole si avverano, egli divenne l’eroe di quel mondiale tutto italiano che fece sognare cinquanta milioni di tifosi e gioire non solo il sud ma l’intera penisola!

ANTONIO  LEO

Collepasso, 15/1/2012

 

 


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