SGARBI ISTITUZIONALI

SGARBI  ISTITUZIONALI

            Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha convocato al Quirinale il pregiudicato Silvio Berlusconi. E, inevitabilmente, Grillo non ha perso tempo, stigmatizzando, a modo suo, l’accaduto.

Sul suo blog con un post, Beppre Grillo, tanto manda a dire agli interessati: “È come se Herbert Hoover, Presidente degli Stati Uniti, negli anni trenta, avesse invitato Al Capone per discutere del mercato degli alcolici”. Aggiungendo che “il leader del PDL ha come amico Marcello dell’Utri, condannato in secondo grado a sette anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa”. Ricorda anche:  “Berlusconi, inoltre, è stato iscritto alla P2 con la tessera 1816.”  E che ha “un numero impressionante di procedimenti giudiziari. È stato condannato in secondo grado a quattro anni di reclusione e all’interdizione dai pubblici uffici e cinque anni per frode fiscale e, in primo grado, a sette anni di carcere e interdizione perpetua dai pubblici uffici per concussione prostituzione minorile”. E aggiunge ancora: “Questo signore, che altrove sarebbe in fuga da tempo verso paesi senza l’estradizione è stato invitato a colloquio e ricevuto dal Presidente della Repubblica.”

E COME DARGLI TORTO ?????

            Eh sì, ho l’impressione anch’io che il Presidente della Repubblica gli sia rimasto in testa solo la governabilità a tutti i costi, e non bada ad altro, compreso il rischio di mandare ad escort anche gli equilibri tra le diverse Istituzioni della Repubblica. Non è forse questo un modo pericoloso che potrebbe finire per essere inteso come se il Presidente della Repubblica Napolitano, che è anche Presidente del CSM, desse torto alla Magistratura e ragione al pregiudicato? Beh, di certo non è un’operazione salubre per la vita delle istituzioni e delle loro indipendenti prerogative. Infatti, mentre il CSM con il suo vice presidente Michele Vietti cerca di porre qualche difesa nei confronti della magistratura contro lo sproloquiare del pregiudicato, il nostro presidente lo convoca al Quirinale. Eh no, anche a mio modesto avviso questa è una discutibilissima decisione a danno di un’Istituzione dello Stato a vantaggio di un pregiudicato. Fin qui ciò che andava detto sul conto della massima carica dello Stato.

E GRILLO È INNOCENTE?

Niente affatto! Non parlare delle responsabilità di questa deriva Istituzionale senza assegnare anche a Grillo la sua parte, è un po’ come mentire. Chi se non Grillo dai palchi e dal suo blog e i grillini in Parlamento con il loro rifiuto a convergere e realizzare, insieme al PD, un Governo alternativo e di cambiamento rispetto al passato ha permesso a Berlusconi di continuare a contare ancora in Parlamento? Un Governo diverso, un Governo senza PDL, sarebbe stata una buona volta la fine di quest’individuo impresentabile.

E son finiti, Grillo e grillini, a lacerarsi, anzi sbranarsi su diarie sì, diarie no, espulsioni sì espulsioni no. E ieri, 28/6, anche la Senatrice Fabiola Anitori, la settima, lascia il movimento per il gruppo misto. In una lettera spedita al Presidente del Senato Pietro Grasso, tanto sostiene: “Non riconosco più l’impostazione iniziale del Movimento che è diventato proprio quel partito personale dallo stesso tanto criticato, con un sistema feudale di fedeltà che respinge o espelle chi dissente, chi non si allinea”. Quindi, fra espulsioni, dissidenze e crisi politiche, “ne resterà solo uno”. Gli hacker di Anonymous attaccano il sito di Casaleggio, il teorico della democrazia telematica, con queste affermazioni: “state diventando il cancro che vi eravate ripromessi di eliminare”. Intanto il nuovo padrone di un nuovo Movimento, insiste sullo stesso tasto per giustificare i fuorisciti dal movimento: “È questione di soldi, è questione di diaria da restituire”. Tentativo maldestro, non ci crede più nessuno, il problema è ben altro e chi vuol capire ha capito.

F.to gaetano paglialonga

Collepasso, 28/6/2013

 

 

           

 

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