VITE STRAORDINARIE

VITE STRAORDINARIE

-Un eroe moderno, Giorgio Ambrosoli.

Sono passati oramai anni dal giorno in cui è stato assassinato a Milano. Assassinato sulla porta di casa al termine di una lotta impari fra Giorgio Ambrosoli e la rete di poteri sommersi che proteggevano Sindona, la Mafia, la P2, la finanza vaticana della IOR, i circoli americani più reazionari. Ambrosoli, era un avvocato milanese serio ed intransigente come dicevano quelli che non riuscivano a comprarlo. Una di quelle persone che da sole contraddicono la società in cui vivono, i suoi vizi, le sue paure. E che non fanno disperare nella pianta storta dell’uomo. Cinque anni di lotta in cui Giorgio Ambrosoli sa che la sua vita è appesa a un filo. Ma lo fa per servire lo stato che gli ha affidato la banca privata italiana di Michele Sindona piena di enormi debiti. E sembra, anzi è quasi certo che alla fine, proprio lo stato gli sia rivolto contro….Un cittadino e un uomo lasciato quasi solo. Ucciso per aver fatto politica bancaria per conto e in nome dello stato. Lui invece credeva che la politica fosse coscienza civile, rispetto del diritto e delle regole, difesa della libertà, lotta agli abusi. Quelli che erano i suoi valori, Giorgio non rinunciò a difenderli dal pericoloso intreccio di affari e politica  che si era formato nel nome di Sindona e per questo pagò con la vita . Ma Ambrosoli ha vinto o perso la sua scommessa sull’onesta? Personalmente l’ha vinta, storicamente l’ha persa. Negli anni passati dalla sua morte l’integrazione e la facilità del male sono purtroppo aumentate non diminuite.

-Il giudice ragazzino, Rosario Livatino.

Rosario Livatino, più che essere un eroe, faceva semplicemente il suo dovere. E lo faceva coniugando le ragioni della giustizia con quella di una incrollabile fede nella sua professione, quella di giovane giudice. E lui infaticabile e determinato, firma sentenze su sentenze ed entra irrimediabilmente nel mirino di Cosa Nostra. Diventa quindi un faro ed un esempio da seguire. Scopre infatti numerosi intrecci tra mafia , politica e imprenditoria. Il suo convinto senso del dovere, e l’amore per il prossimo lo portano a lavorare instancabilmente. Una vita caratterizzata da una seria preparazione dal punto di vista giuridico . era stato etichettato come il giudice ragazzino, ma non era affatto un pivello e nonostante la giovane età si era messo in mostra per la sua competenza, il suo coraggio e la sua grandissima professionalità. Uomo semplice e molto discreto , che non amava le luci della ribalta. Venne ucciso dalla mafia mentre stava per compire 38 anni. Un martire della giustizia, Rosario Livatino da morto parla ai giovani e alle coscienze, ancora oggi dopo tanti anni dal suo assassinio, più di quanto lo fece in vita con le sue sentenze e il suo agire quotidiano.

-Il Corsaro dell’oro nero, Enrico Mattei.

Quando si guarda da vicino alla vita di Enrico Mattei ci si rende conto di quanto l’Italia degli anni 50 fosse ancora un paese sottosviluppato, umiliato e animato tuttavia da un profondo desiderio di affermazione. Sembra di scorgere la continuazione del nazionalismo italiano del ventennio, ma ben diverso , perché convertito in modo soft in una forma di nazionalismo energetico. Indubbiamente, si osserva inoltre il proseguimento di uno statalismo propulsore. L’obiettivo statuto dell’Italia di allora, uscita sconfitta dalla guerra, ridimensionata dalla perdita di parte del territorio, e quella di un paese frustrato, ma che non può esprimere apertamente questa frustrazione , perché inserita in un nuovo scenario internazionale , quello della guerra fredda di cui il paese è frontiera. Ma l’Italia continua ad aspirare ad uno sviluppo che l’avrebbe messa almeno sullo stesso piano degli altri paesi occidentali. Quella aspirazione a contare di più  che si è potuta sentire anche in questi ultimi decenni. Mattei attraverso la sua epopea, espresse quindi una sfida per risollevare l’Italia dallo stato minoritario in cui si trovava allora. E fu questa una prima resistenza all’impero americano, quello delle sette sorelle e un iniziale scossone all’ordine nuovo nato dal secondo conflitto mondiale. Sicuramente bisognerebbe mettere in parallelo la parabola di E. Mattei con quella dell’Italia. In Italia con Mattei, era rimessa in questione la supremazia economico e finanziaria dell’America nel campo occidentale. Ma Enrico ha significato anche la capacità italiana di produrre nuovi concetti e nuovi propositi fuori dagli schemi comuni pur di arrivare ad uno scopo proprio che coincideva con quello dell’Italia. La sfida di Enrico Mattei, garantì all’Italia una sicurezza energetica a basso costo che contribuì in modo decisivo al cosi detto miracolo economico italiano!

-Il difensore delle istituzioni, Carlo Alberto dalla Chiesa

L’Italia onesta non potrà dimenticare l’eroico sacrificio di un eroico difensore delle istituzioni, lasciato solo dallo stato nella sua ultima battaglia contro la mafia. La guerra al fascismo, al terrorismo e a Cosa Nostra, in difesa della libertà, della democrazia e del primato delle istituzioni, lo hanno innalzato a eroe civile e punto di riferimento per i cittadini onesti. Molti, spesso trascurano o non conoscono il suo primo impegno a favore della collettività, quello profuso nella lotta di Liberazione. In seguito Carlo Alberto Dalla Chiesa, esattamente negli anni 70 è protagonista nel combattere e stroncare il Terrorismo. L’ultima sua missione che è quella che gli costerà la vita, è quella in terra di Sicilia per combattere la mafia. Ma senza poteri e senza mezzi , quasi o più che altro come simbolo, fu infatti abbandonato a se stesso dal governo dell’epoca. Attese invano sino alla morte a causa di resistenze politiche, la codificazione di quei poteri operativi di lotta alla mafia che gli erano stati promessi. Fu il prefetto dei 100 giorni, cento giorni a Palermo prima della morte per mano mafiosa. I cittadini italiani devono rendere omaggio e onore a uomini come Dalla Chiesa, che per il loro bene per il futuro ha coscientemente pagato l’adempimento del suo dovere col prezzo più alto, quello della propria vita!

ANTONIO LEO

Collepasso, 18/6/2012

  1. Questi personaggi; appartengono al passato, al mondo di ieri. Il mondo di oggi infatti, non è più quello di ieri, e non solo entro i confini dello stivale…..Attualmente, i valori si sono sovvertiti, il favore fa aggio sul merito, i gusti sono cambiati e anche i disgusti. Le copertine dei settimanali, sono diventate appannaggio degli eroi dello spettacolo, della moda. Le veline, le show girl, le modelle, tengono campo, dopo averlo invaso. I nuovi Soloni sono i tronisti che, non sapendo niente di niente, possono parlare e parlano di tutto. Il gossip dilaga, il senzazionalismo è la materia prima della televisione. Se non fai scandalo, non sei nessuno. Un fondoschiena ben esibito vale più di un cervello che funzioni. Lo star system impera e i suoi fan, sempre più fanatici, non si contano. Che fare? Niente. Prendere atto, che il mondo di oggi non è più quello di ieri e augurarsi che quello di domani sia un pò meglio di quello di oggi!

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