VITE DA CORSA

VITE DA CORSA

-       bandini

BANDINI, la speranza d’Italia

 

Le aveva tutte per farsi amare. Era bruno, bello, aitante e questo non guasta mai anche per un pilota. Era nato povero e la favola del giovane povero che sposa la principessa (nel suo caso, la figlia dell’impresa meccanica presso cui lavorava) ma, non pago di una buona sistemazione domestica, lotta con tutte le sue forze per affermare il proprio valore. Per questo, la mancanza del lieto fine fa ancora più rabbia, pare ancora più incomprensibile. Lorenzo Bandini, una sicura promessa spezzata, uno degli ultimi eroi italiani dell’automobilismo sportivo  e niente pare retorico o fuori luogo parlando di lui.  Anche Enzo Ferrari per cui correva non potè fare a  meno di ricordarlo. Si può affermare che era amato, che sarebbe diventato il più grande, che è morto per troppa passione, per troppo coraggio, che ha lasciato un vuoto incolmabile  e queste parole, riferite a lui, sembrano riscattarsi e trovare un significato nuovo e vero. Tutto ciò è sempre affascinante. Chi ha avuto la fortuna di incontrarlo e di lavorarci insieme conferma che fosse un uomo davvero onesto, semplice e cortese. Un uomo che da semplice meccanico seppe risalire la scala che conduce all’olimpo della Formula Uno. Era di estrazione meccanica e tecnica, poi dedizione, gentilezza, caparbietà lo renderanno molto amato all’interno della squadra. E in questo non cambiò mai, nemmeno quando la sua popolarità diventò mondiale. Una vita di lealtà che va di certo raccontata e amplificata per le generazioni più giovani e per quelle future. Lorenzo Bandini, morì tragicamente dopo 60 ore di agonia, tragico epilogo del drammatico incidente verificatosi al Gran Premio di Monaco del 67, quando la sua auto andò letteralmente in fiamme . Era il 10 maggio del 67. Fu rimpianto da tutti gli sportivi che vedevano in lui il continuatore della grande scuola italiana dei Farina, degli Ascari e soprattutto di Tazio Nuvolari. Una cosa è certa Lorenzo Bandini non verrà dimenticato!

i simmonson

-         KISS, i mascherati del rock

 

Per i fan dei Kiss, il 2014 comincia a tutto gas e di corsa come tutta la loro vita e naturalmente a tutto volume. L’amatissima rock band americana formata da Gene Simmons, Paul Stanley, Eric Singer e Tommy Thayer, ha segnato la storia del rock anni 70 con pezzi indimenticabili come “God give rock’n’roll” e “Rock’n’roll all nigth. Ecco, questi pezzi a edizione limitata sono in vendita nei rock cafè. Il ricavato sarà devoluto a City of Hope, come voluto dai Kiss, uno dei maggiori centri di assistenza medica che lottano contro malattie come il cancro e l’AIDS. Negli hard rock cafè, la presentazione dell’iniziativa verrà associata a speciali serate dedicate ai Kiss con la loro musica live e una mostra fotografica. Per chi ama inoltre assaporare i momenti iconici della storia del Rock sarà allestita una mostra visiva on stage  catturata durante l’ultima tournèe mondiale della band made in Usa. L’esposizione, oltre a celebrare il gruppo rock e il proprio impegno in favore di City of Hope (La città della speranza), celebra la ricorrenza dei 41 anni del loro primo concerto vissuti assolutamente di corsa.

chaplin

-         CHAPLIN, il vagabondo gentiluomo

 

Attore, regista, comico, sceneggiatore, produttore e tra i più importanti e influenti cineasti del 20° secolo. Ma certo, il personaggio attorno al quale costruì larga parte delle sue sceneggiature e che gli diede fama universale fu quello del “Vagabondo”:  un omino con baffetto, dall’andatura ondeggiante, dalle raffinate maniere e la dignità di un gentiluomo, avvolto da una stretta giacchetta con pantaloni e scarpe più grandi della sua misura e la bombetta in testa; in poche parole CHARLOT. Dalla nascita di quel personaggio che rappresentò la storia dell’icona del cinema è trascorso un secolo. L’emotività sentimentale e il malinconico disicanto di fronte alle spietatezze e alle ingiustizie della società moderna, fecero di Chaplin-Charlot  l’emblema dell’alienazione delle classi sociali più emarginate nell’era del progresso economico e industriale. Così, Chaplin diventò una delle personalità più creative del cinema muto. Star mondiale del cinema, Chaplin fu oggetto di adulazione , nei primi anni 50. Però, durante la persecuzione del Maccartismo, le sue idee di forte stampo populistico lo avversarono alla maggior parte della stampa. Fu inviso al governo federale statunitense: mentre si trovava a Londra gli fu negato il permesso di rientro negli Stati Uniti. Visse il resto della sua esistenza- di una vita vissuta velocemente e di corsa- in Svizzera riabilitato dall’opinione pubblica americana solo all’inizio degli anni 70 quando tornò in patria per ritirare l’Oscar alla carriera.

F.to. ANTONIO LEO

Collepasso, 12/2/2014

 

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