Violenza sulle donne, tra retorica e indifferenza

     Per i media e le istituzioni è necessario un fatto di sangue per accendere, per il tempo del consumo della notizia, in po’ di luce su quel cono d’ ombra che è la condizione nella quale vivono tante donne nel nostro civile Paese e nella nostra regione. Violenza  sessuale, abuso di potere e di controllo,  fisico, psicologico, economico sono l’ incubo che si consuma in solitudine nelle case nostre e dei nostri vicini. Non è un problema “delle donne”, è un gigantesco problema sociale, che va affrontato nella sua dimensione pubblica e chiama in causa il ruolo delle istituzioni. A Bari fino a molti, troppi mesi fa, funzionava un centro antiviolenza, che, pur fra tante  difficoltà economiche e burocratiche, offriva alle donne vittime di violenza un aiuto psicologico, consulenza legale,  sostegno concreto. Ebbene, la convenzione è scaduta e il Comune di Bari, nelle more di una nuova gara, ha sospeso il servizio e chiuso il centro, a differenza di altri servizi, ugualmente in scadenza,  ma evidentemente ritenuti di maggiore utilità sociale. Alle molte donne che vivono l’ incubo della violenza si può sempre dire di aspettare l’ esito della gara e consigliare, nel frattempo, di resistere e mettersi in lista di attesa, cercando di non farsi uccidere. Il che non è scontato, visto che l’ omicidio, l’ uxoricidio, sono la prima causa di morte delle donne europee: non il cancro, l’ Aids o gli incidenti stradali, ma la morte per mano di mariti, fidanzati, compagni.Hanno qualcosa da dire gli uomini? E le istituzioni locali, il Sindaco di Bari, il mondo monosessuato che siede nei Consigli e nelle Giunte, le Commissioni di Parità, i media così solerti quando qualcuna viene ammazzata, quando il corpo delle donne è oggetto di scambio e di sollazzo dei potenti? In Puglia le case rifugio e i centri antiviolenza  sono pochi, privi di fondi, precari, senza adeguato riconoscimento sociale. E’ troppo chiedere che si ponga rimedio a questa vergogna? Che a Bari si riapra immediatamente il centro, che gli si dia stabilità, che funzioni per 24 ore? Che, per cortesia, sia gestito da donne, dato che non si tratta di un qualunque “neutrale” servizio alla “persona”?   

Bari, 27 ottobre 2009                                                                                                 Tonia Guerra

Segreteria Regionale PRC Puglia

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