Violenza sulle Donne . Lecce

Manifesto

25 NOVEMBRE
ancora insieme per dire
NO alla violenza sulle donne

La violenza maschile sulle donne è la prima causa di morte e di invalidità permanente, in Italia come nel resto del mondo. La violenza fa parte delle nostre vite quotidiane e si esprime attraverso la negazione dei nostri diritti, la violazione dei nostri corpi, il silenzio.
La VIOLENZA MASCHILE non ha classe né confini, NASCE IN FAMIGLIA, si manifesta nei luoghi di lavoro, nelle strade, nelle guerre…., NON È UN PROBLEMA DI ORDINE PUBBLICO, MA E’ UN PROBLEMA CULTURALE E POLITICO!

Ancora una volta vogliamo ritrovarci insieme e AFFERMARE che al disegno di legge Carfagna, che criminalizza le prostitute e impone regole di condotta per tutte, che ci vuole dividere in buone e cattive, in sante e puttane, in vittime e colpevoli, noi rispondiamo che SIAMO TUTTE INDECOROSAMENTE LIBERE! al decreto Gelmini che ci confeziona una scuola autoritaria e razzista, noi rispondiamo che VOGLIAMO TUTTE 5 IN CONDOTTA! ai pacchetti sicurezza e alle norme xenofobe che ci vogliono distinguere in cittadine/i con e senza diritti, rispondiamo che SIAMO TUTTE CITTADINE DEL MONDO E ANDIAMO DOVE CI PARE!

programma delle iniziative

DOMENICA 23 NOVEMBRE

ORE 19,00 Spazio Sociale ZEI
Corte dei Chiaramonte Lecce
proiezione del film:

“BORDERTOWN” di G.Nava

LUNEDI’ 24 NOVEMBRE

ORE 17,00 – ASSEMBLEA
con le studentesse presso
L’ATENEO DI LECCE

ORE 20,00 – Spazio Sociale ZEI
Corte dei Chiaramonte Lecce
Proiezione del film:
“PROCESSO PER STUPRO”
Ne parliamo con INES RIELLI
del progetto “LIBERA ,
per le donne vittime della tratta.

MARTEDI’ 25 NOVEMBRE

ORE 20,00 Spazio Sociale ZEI
Corte dei Chiaramonte Lecce
proiezione del film:

“BOYS DON’T CRY”
di T.Peirce

Al termine: performance
TEATRO/FORUM
La violenza invisibile
e proiezione videoclip
della manifestazione 2007
contro la violenza sulle donne

INGRESSO LIBERO

organizza: Rete di donne per la 194 – Lecce

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film Bordertown
Regia e sceneggiatura: Gregory Nava, Cast: Antonio Banderas, Jennifer Lopez, U.S.A.-Gran Bretagna, Medusa, 2006, durata 112’

Trama
Le maquilladoras sono fabbriche a ciclo continuo in territorio messicano che impiegano prevalentemente operaie. Nella città di Juarez (Messico) ogni settimana in media vengono ritrovate morte tre donne. La giornalista Lauren Adrian (Jennifer Lopez) viene inviata ad indagare e si imbatte in una ragazza che è miracolosamente sopravvissuta alle orribili violenze. Inizia così una lotta senza quartiere con dei nemici che nascondono il proprio volto dietro il potere economico e la collusione con forze politiche in Messico e Stati Uniti. Bordertown si muove su un doppio binario: da un lato cerca di portare di fronte all’opinione pubblica un problema scottante, quello della violenza sulle donne al confine del Messico, dall’altro Bordertown è anche un thriller, con tutto l’arsenale di sotterfugi e colpi di scena propri del genere. Il film è stato nominato per l’Orso d’oro al Festival di Berlino del 2007, Jennifer Lopez ha ricevuto il premio Artists for Amnesty 2007 per il suo impegno accanto alle madri delle donne uccise nello Stato di Chihuahua.
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film Processo per stupro
di Maria Grazia Belmonti, Anna Carini, Roni Daopoulo, Paola de Mortiis, Annabella Miscuglio e Loredana Rotondo, regia di Loredana Dordi.

trama
Nel 1978 un’Italia ancora profondamente reazionaria e machista deve fare i conti con la sua componente progressista e femminista, figlia della rivoluzione sessuale ancora in atto, in un processo a porte aperte e sotto l’occhio delle telecamere e dell’opinione pubblica, un “processo per stupro”. È la prima volta che la televisione entra in un tribunale, sollevando così il velo del silenzio, della vergogna, dei pregiudizi che ha da sempre celato, in qualche modo giustificandola, l’affermazione di un principio di dominio dell’uomo attraverso il sesso.
Al banco degli imputati “quattro bravi ragazzi sposati e con prole”, accusati pubblicamente di aver violentato una ragazza romana in una villa nei pressi di Latina, l’anno precedente.
Lei, la vittima, si chiama Fiorella e di cognome fa “Tutte le donne”.
Si, perchè in quell’aula di tribunale non si chiede giustizia solo per Fiorella ma per tutte le donne che sono state violentate e che hanno patito in tribunale un prolungamento in forme mutate della violenza già subita.
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film Boys Don’t Cry
di Kimberly Peirce del 1999, con Hilary Swank, Chloë Sevigny, Peter Sarsgaard, Brendan Sexton, Alicia Goranson. Prodotto in USA. Durata: 118 minuti.

trama
Brandon vuole essere un maschio, il suo passato lo vuole cancellare anche dalla sua carta d’identità. Vuole essere un playboy che faccia impazzire tutte le femmine dei paesi di provincia, quelli in cui il tempo sembra non passare mai. Ma Brandon non ha i soldi per cambiare sesso, trova altri stratagemmi: si comprime il seno con le fasce fino a farlo scomparire, si taglia i capelli, si guarda allo specchio e si esercita a corrucciare le sopracciglia per avere uno sguardo da duro, da maschio. Il film, che è essenzialmente un film “on the road”, segue magistralmente l’odissea del protagonista, nato femmina ma che noi vediamo sempre come maschio, cioè come vorrebbe essere e forse è. Uno dei film più coraggiosi della storia del cinema glbt.

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