“UNO SPETTRO SI AGGIRA PER L’EUROPA”, LO SPETTRO DEL COVID19

“UNO SPETTRO SI AGGIRA PER L’EUROPA”, LO SPETTRO DEL COVID19

il covid? chissa’ forse non sentiremo piu’ i soliti idioti cattivi Urlare: PIU’ MERCATO E MENO STATO.

Adesso lo Stato si sta riprendendo il suo doveroso spazio e, il mercato, volente o dolente sta facendo velocemente diversi passi indietro. Almeno così sembra e, così sia.

Era un continuo lamento sentirli già negli anno ottanta del secolo scorso, ululare come lupi: PIÙ MERCATO E MENO STATO. Si vendette la siderurgia di Taranto ai famigerati Riva. E dopo tutto il danno che fece alla siderurgia e ai cittadini di Taranto fu estromesso con le brutte. Nonostante questa pessima esperienza si volle insistere con i privati e arrivò la cordata franco-indiana. Arcelor Mittal, e fu peggio del primo. E non parliamo dell’Alitalia, altro pessimo affare si profila all’orizzonte. Nel frattempo la sinistra che era sempre stata per più stato e meno mercato. Salì sul carro dei vincitori e abbandonò tutta la sua storia e buttò nelle ortiche  le bandiere rosse e tutto ciò che aveva difeso fin lì.  Tutto ciò ebbe inizio con il crollo del muro di Berlino, che in fin dei conti fu il fallimento(spero momentaneamente) del socialismo reale, il quale fece la fine che meritava. Infatti tutto andò a male per la mancanza di socialismo in quella aggregazione che era definita URSUS.

Ora questo coronavirus ha scombinato i programmi della finanza internazionale, del turbo capitalismo e, invece di cercare di arricchirsi ulteriormente, va a cercare i rifugi nell’oro. (beh almeno lo spero)della globalizzazione. Questi forze internazionali, fino a ieri dominanti, sono costrette a fare dei passi notevoli indietro. È lo Stato, ora, che sta occupando doverosamente lo spazio che queste forze suddette si stanno, necessariamente, ritirando. Evviva. E, invece di cercare di arricchirsi ulteriormente, va a cercare i rifugi nell’oro. Nonostante lutti e sacrifici impressi a tutti, qualcosa di nuovo e di buono lo ha anche realizzato. L’Europa che dopo il virus ha dimostrato che c’è, ha consentito con i decreti finanziari europei, ha messo nelle mani dei vari governi europei una massa enorme di risorse finanziarie le quali ha consentito alla politica di riprendersi il ruolo che gli era stato tolto dalla finanza internazionale. E’ così che la globalizzazione ha dovuto fare un passo indietro. La geopolitica è modificata fino in fondo. Ora cominciamo a sentire, gli stessi che fino a ieri hanno inneggiato alla globalizzazione, ora, in questi giorni ululano più politica e meno mercato, mentre fino a ieri andavano ululando più mercato e meno stato. Insomma i politici se torneranno a fare politica le cose, forse, cominceremo ad andare verso il meglio. Eh già, il mondo sta cambiando, niente sarà come prima. Queste sono le espressioni più gettonate sia sui giornali che alla televisione. C’è di che augurarsi, ovviamente, che sia una giusta e opportuna ripartenza, dopo che, dall’ottantanove con il crollo del muro, la finanza internazionale prese tutto il potere e la politica restò ai margini.

Infine, poche parole ai sovranisti nostrani (la Meloni, il Salvini), no signori, l’Italia avrebbe conosciuto un autentico fallimento senza un’Europa attenta e disponibile ad intervenire finanziariamente come si appresta a fare.

Anzi ha fatto, già 209 duecento e nove miliardi son stati già accordati all’Italia con il così detto ricoveri plan, ora arriverà la fase più difficile : spendere tutti quei soldi e, non sarà né facile né scontato che verranno destinati, quindi, spesi e chissà se bene. Stanno già cominciando a litigare i nostrani politici e, chissà se riusciranno a trovare accordi. Poi ci sono altri trenta miliardi per la sanità e, ancora altri, per la cassa integrazione. Insomma, oggi a mio modesto parere, lo Stato è in grado di riprendere le redini dell’economia e mettere ai margini il mercato privato, ci sono tutte le condizioni, che poi questa classe polita, sia disposta a marciare in questa direzione da me auspicato è tutto da vedere e da augurarsi. E, che ne sia capace è ancora meno scontato. E sarò tanto ottimista? O pessimista? E chi lo sa, chi vivrà vedrà! E amen!

F. to pagliatano

Collepasso 16/12/2020

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *