UN’ESTATE ITALIANA

 

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UN’ESTATE ITALIANA

Solo grazie ai Mondiali, sorelle, madri e zie si siedono sul divano con noi e tifano, soffrono e, chissà se in quei momenti ci comprendono, si domandano quanto cuore ci vuole per fare questo ogni domenica. Solo grazie ai Mondiali per un mese diventiamo noi i normali e loro, i comuni mortali acalcistici, quelli del famoso “undici miliardi che corrono dietro a un pallone”, gli anormali che ci fanno domande tecniche e ci ascoltano con umiltà. Però a noi in fin dei conti non piace essere i normali, e allora alle due di notte ci facciamo un caffè e ci guardiamo Marocco-Bosnia, tanto per mettere le cose in chiaro. Solo grazie ai Mondiali nelle riunioni di famiglia capita che nessuno litighi. E che tutti si abbraccino. Solo grazie ai Mondiali quando finisce il campionato, non ci sentiamo uomini senza più una prospettiva. Solo grazie ai Mondiali, siamo di due nazionalità: italiana al 100%, e poi quella della squadra sfigata e più debole per cui decidiamo di tifare quando incontra altre nazionali. Solo grazie ai Mondiali tifiamo per tre o quattro nazionali, la nostra(sempre e per sempre) e poi quella dei giocatori della nostra squadra del cuore se non giocano contro l’Italia. Solo grazie ai Mondiali diventiamo cittadini cosmopoliti e perfetti, perché patriottici, ma di sangue aperto. Solo grazie ai Mondiali ci rendiamo conto che un ciclo è finito(quello di Valcareggi,Bearzot, Vicini, Sacchi,Maldini padre, Trapattoni, Lippi)e un altro sta per cominciare. Dunque, riflettiamo sulla nostra vita, diventiamo più filosofi. Noi amanti del calcio dividiamo la nostra vita per quattro, per i quattro anni che dividono un campionato del mondo dall’altro. Ricordando eventi piacevoli e drammatici, belli e brutti che si sono verificati nel corso del quadriennio che separa un Mundial dall’altro. Scandiamo così la nostra esistenza. Ogni World Cup è quindi  l’occasione per un resoconto dei quattro anni appena passati, e per progettare i prossimi. All’infinito, sino alla notte dei tempi. Anche quando non ci saremo più ma i mondiali continueranno a esistere anche senza di noi, e il Paradiso sarà per tutti una Coppa del Mondo !

F.to  ANTONIO LEO

Collepasso, 10/6/2’14

  1. E’ il mondiale più mondiale perchè si gioca in Brasile, la dove non solo si nasce col pallone tra i piedi, ma anche sapendolo toccare; la patria di Pelè e del Maracanà, della selecao pantacampeon e del futbol bailado giocato sulla spiaggia di Copacabana. Sarà banale, ma è proprio così: non c’è mai stato un mondiale più mondiale di questo. E’ il mondiale più mondiale, ma attorno è caos, tra tensioni sociali e approssimazione. Benvenuti nel paese dell’ultimo minuto, e rende l’idea di come ancora si sta lavorando per cominciare. Eppure, credo che in campo, il mondiale più mondiale,il ventesimo della storia per esattezza farà la storia del calcio!

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