Una risposta operaia alla crisi della Fiat Auto!

Mentre Marchionne e gli Agnelli vanno in giro per il  mondo e comprano società quasi fallite (Chrysler,Opel,ecc), stanno preparando la chiusura degli stabilimenti di Pomigliano e di Termini Imerese.Dimostrano che sono solo uomini di cartone! Costruiscono le proprie fortune di manager scaricando la crisi della Fiat e delle case automobilistiche che compreranno sui lavoratori e sulle loro famiglie. E fanno tutto questo col sostegno dei sindacati confederali (CGIL,CISL,UIL,UGL) e delle sinistre di governo (Ferrero,Diliberto,Vendola,ecc). Significativo è il comportamento squallido di Rinaldini e della Fiom su quanto accaduto alla manifestazione di Torino. Dopo essere stati vergognosamente succubi dei padroni per anni e dopo aver impedito ad un rappresentante dello Slai Cobas di parlare dal palco come tutti gli altri dirigenti, i burocrati della Fiom  inventano dal nulla un aggressione da parte dello Slai Cobas ai danni di Rinaldini, che è scivolato da solo come una pera fradicia. E’ il segno che la Fiom si sente scoperta,sa di aver tradito i lavoratori e criminalizza lo Slai,colpevole solo di aver sempre difeso i lavoratori Fiat dai padroni,senza mai scendere a compromessi con l’azienda (diversamente dalla Fiom!).L’unica risposta alla crisi della Fiat e della società capitalista è la nazionalizzazione senza alcun indennizzo e sotto controllo operaio di tutte le società che licenziano e che sono in crisi. Il Pcl,da sempre a fianco dei lavoratori e del sindacalismo di classe e di base, porta questo ed altri obiettivi di lotta anche alle prossime elezioni provinciali del 6 e 7 giugno, candidando a Presidente della Provincia Rocco D’amore,operaio Fiat e attivista Slai Cobas,tra i 316 deportati dello stabilimento-fantasma di Nola.                                                                                        

 

Il Pcl,candidando solo operai,precari,disoccupati e studenti,lotta e chiede il voto per i seguenti obiettivi:

-dimissioni di Marchionne e dell’intera dirigenza del gruppo Fiat

-blocco dei licenziamenti:nessun posto di lavoro perso,nessun licenziamento!

-reintegrazione immediata e incondizionata dei 316 operai nello stabilimento di Pomigliano

-aumento salariale ed introduzione di un salario minimo intercategoriale di 1300 euro

-trasformazione dei contratti precari in contratti a tempo pieno ed indeterminato

-riduzione della settimana lavorativa a 35ore con un salario mensile a 1300 €

-nazionalizzazione senza indennizzo (cioè esproprio) e sotto il controllo democratico dei lavoratori della Fiat e di tutte le imprese che licenziano o che sono in crisi

-sciopero generale prolungato in sostegno a questi obiettivi convocato da un’assemblea nazionale di delegati eletti democraticamente sui posti di lavoro

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