Una nuova guerra “umanitaria” è alle porte.

 

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Una nuova guerra “umanitaria” è alle porte.

Ovvero:

“Riparte la nuova macabra danza del cinismo”

 

             Auguriamo ai cittadini libici che la ricerca di una nuova strada nazionale non si traduca in una disavventura, cioè, finire col cadere dalla padella nella brace. Infatti, oltre a far capolino qualche aspirante ayatollah con l’immancabile “libro sacro” in mano, non sono mancate neanche le invocazioni alle tribù di arcaica memoria. Infine, è inquietante  lo sventolio di tutte quelle vecchie bandiere monarchiche che richiamano quel regno  di re Idris, il quale assoggettò la Libia al neo-colonialismo. C’è di che augurarsi quindi che sappiano resistere a quel vecchio progetto coloniale dal quale proprio Gheddafi, ora diventato “cattivo”, quarant’anni fa li aveva liberati. 

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Lì dove ci son fonti energetiche, sono arrivate prima o poi le armi!

Infatti, già arrivate! Eccole presenti nelle acque antistanti la Libia, tante navi da guerra che non lasciano sperare nulla di buono. Ecco che da qualche giorno, dopo averci abbondantemente ubriacato tutti di infiniti massacri di libici disarmati ad opera delle milizie di Gheddafi, ecco che il solito film già visto e rivisto si ripresenta davanti agli occhi.

Primo film: la Serbia, la foglia di fico fu il presunto massacro dei Kosovari, ora divenuto, di fatto, un paese gestito dalla mafia dei Balcani, e la Iugoslavia, che non voleva integrarsi nel mercato globale, è sparita, obiettivo raggiunto;

secondo film: l’Irak con la foglia di fico delle armi di distruzione di massa che non esistevano hanno messo le mani sul petrolio, e il petrolio iracheno non è più una cosa degli iracheni;

terzo film: l’Afganistan con la foglia di fico di liberare le donne dal burka cercano in realtà  di garantirsi l’attraversamento degli oleodotti delle multinazionali del petrolio, ma, mentre di sangue ne è stato versato a fiumi, di petrolio non è passata ancora neanche una goccia, e già, “non tutte le ciambelle vengono col buco”.

Oggi è il turno della Libia, ci risiamo:  altra foglia di fico: massacri di innocenti,  altro intervento umanitario. Ma pure le pietre hanno già capito che il problema è sempre e solo quello: le fonti energetiche, il petrolio, il gas.  Però, più queste fonti energetiche finiscono nelle mani degli occidentali (nord americani & europei), più il costo del barile sale. Normale, è la globalizzazione bellezza!

 F.to gaetano paglialonga

Collepasso, 4/3/2011

 

 

 

 Traggo dal sito “Brigante rosso” e pubblico: 

Fin dall’inizio delle insurrezioni sia la stampa ufficiale sia, purtroppo, la presunta informazione libera su internet hanno cercato di accreditare la teoria secondo la quale in Libia vi fosse “semplicemente” una rivolta popolare contro il tiranno Gheddafi.

Per cercare di confermare tale tesi non si è esitato a pubblicare e amplificare notizie false quali, solo per fare alcuni esempi, i presunti bombardamenti aerei sulla folla inerme, le truppe mercenarie intente a sparare sui manifestanti, la morte di oltre diecimila persone e la bufala delle fosse comuni che ha fatto gridare al genocidio quasi tutti giornali italiani, compresi quelli di “sinistra” quali l’Unità e Il Manifesto.

Oggi, a distanza di due settimane dall’inizio della rivolta il quadro appare ben delineato.

In Libia, infatti, siamo di fronte ad una vera e propria guerra civile e gli insorti non solo hanno il sostegno di un pezzo di potere ma anche la collaborazione di centinaia di consiglieri militari statunitensi, britannici e francesi, così come confermato dal sito internet Debka (vicino ai servizi segreti israeliani) e come, tra l’altro, era facilmente intuibile dalle dichiarazioni di Hillary Clinton dei giorni scorsi in cui garantiva “ogni forma” di aiuto agli oppositori del regime da parte degli Stati Uniti d’America.

Ora si cerca di avvalorare la tesi secondo la quale ormai il colonnello Gheddafi sarebbe spacciato, abbandonato dal suo popolo e da pezzi del regime, fuori di senno e ancora più pericoloso proprio perché, in questa situazione, potrebbe tentare qualche criminale colpo di coda.

Ma, anche nella stampa che sta preparando l’opinione pubblica all’intervento militare della NATO, ogni tanto qualche sprazzo di verità traspare.

Succede ad esempio che l’inviato de ”La Repubblica”, Vincenzo Nigro, nel suo consueto diario video dalla Libia, dopo circa un minuto e mezzo di propaganda si ricorda improvvisamente di essere un giornalista e, sentite cosa dice:

  Avete capito bene. Il mostro Mu’ammar Gheddafi ”ha ancora dalla sua parte buona parte delle popolazione” e si prepara a resistere per un periodo di tempo ancora indefinito a meno che non intervenga la comunità internazionale.

Nel frattempo il Pentagono, in attesa di una decisione della Casa Bianca, dispiega le sue forze attorno alla Libia. Già in loco e pronte all’azione la portaelicotteri d’assalto Kearsage, con a bordo un contingente di oltre 1.800 Marines, 5 caccia bombardieri a decollo verticale Harrier, 42 elicotteri CH-46 Sea Knight e 6 SH-60F Seahawk.

Come andrà a finire? Io punto tutto sull’intervento “umanitario”.

E voi?

 

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