UNA DONNA SCOMODA

UNA DONNA SCOMODA

Di donne come lei nel Salento oggi non ce ne sono molte. E’ più facile scegliere la strada della lentezza e dell’apatia, la strada che tutti quanti percorrono, per comodità e perché “se ti piace è così, se no te ne vai”. Lei, Renata era invece una donna caparbia e determinata che si distingueva per l’impegno politico e sociale. Renata Fonte fece sentire con forza la sua voce esponendosi sui mass-media a difesa della sua terra, per la difesa di Porto Selvaggio. Si schierò dichiaratamente contro le lottizzazioni cementizie, infastidendo alcuni politici locali che evidentemente avrebbero tratto vantaggio dalla devastazione di Porto Selvaggio.

Oggi, sono stati individuati e condannati gli esecutori materiali, gli intermediari e il mandante di primo livello, colpevoli di omicidio pluriaggravato per motivi futili e abietti… Il mandante di primo grado è risultato un collega di partito, il vecchio P.R.I (l’Edera di Spadolini), primo dei non eletti e noto come procuratore di falsi invalidi, che avrebbero avuto obiettivi non raggiungibili  con l’elezione della Fonte legati a Porto Selvaggio.

Parlare di Renata Fonte e della sua storia nel corso di eventi rischia di diventare elemento di strumentalizzazione politica e di pulizia delle coscienze. Molti sapevano e non hanno parlato. E ancora oggi, chi sa, non parla. Subito dopo l’omicidio, l’interesse delle istituzioni per il caso Fonte, è via via scemato. Perché il suo nome continuava ad essere scomodo e riapriva gli armadi che il mondo politico aveva prontamente chiuso dopo il drammatico epilogo del Marzo 1984. Solo negli ultimi anni, grazie al lavoro della famiglia e delle amicizie più vicine a Renata, la vicenda è tornata alla luce. Si parla di nuovo di Renata Fonte, se ne parla nelle scuole e si porta in giro la sua storia. Storia raccontata anche dalle sue figlie ormai donne, viaggiando tra un passato ancora troppo vicino e un futuro carico di speranza. Speranza per la politica che non deve mai dimenticare la determinazione di donne come R. Fonte nel portare avanti le sue battaglie a qualunque costo; per i giovani affinchè possano trovare nella breve vita di Renata, un modello a cui ispirarsi, per chi sa e non parla perché possa capire, che donna, madre, insegnante e politica ha strappato a questa terra, che tanto aveva e ha bisogno di brave persone anche se scomode…

F.to ANTONIO LEO

Collepasso, 25/5/2013

 

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