UNA BUONA E TANTE CATTIVE NOTIZIE NAZIONALI:

UNA BUONA E TANTE CATTIVE NOTIZIE NAZIONALI:

 

Quella buona è:

La sentenza della Consulta che azzera la politica della fiat di Marchionne dando ragione alla Fiom-Cgil di Landini, è questa di certo una buona notizia, quanto meno per i lavoratori e i loro diritti in fabbrica.

Quindi, secondo la Consulta, “un sindacato non può essere escluso dalla rappresentanza in azienda (RSA) solo perché non ha firmato il contratto in vigore”. La fiat di Marchionne invece, proprio su questo principio, ora divenuto insostenibile, puntava a togliersi di mezzo il sindacato più combattivo e antagonista, di conseguenza più vicino ai lavoratori. Per ora, Marchionne, deve ingoiare il rospo. Ma già sta chiedendo al Governo una nuova legge che regoli, secondo i suoi bisogni, la materia del contendere. Ad affiancare questa nuova strategia a favore di Marchionne e contro l’unico sindacato di classe, ci sono, oltre alla famigerata sigla filo padronale della fismic, sindacato notoriamente “giallo”, cioè al servizio padronale, ci sono anche Cisl e Uil, semi-padronali, che auspicano una legge che scavalchi e annulli la pronuncia della Consulta. A tutte queste sigle filo padronali, non poteva mancare il solito giuslavorista e senatore della Lista Civica, Ichino, il più “bravo” tra i difensori dei “poveri padroni ”.

 

Quelle discutibili con risvolti grotteschi:

1)La decisione di Napolitano con la marcia indietro sul rifiuto iniziale di ricevere Beppe Grillo. Poi cambia idea e lo convoca. E manco a dirlo, Grillo prima tentenna, sostenendo che per quel giorno è occupato (legittimo impedimento  anche per lui?), infine capisce che sta commettendo un errore e accetta l’incontro che si terrà venerdì 5 luglio, anzi, poco fa è giunta notizia che è stata rimandata alla settimana prossima, vuoi vedere che il Presidente ha accettato il suo legittimo impedimento?Vedremo come se la caveranno i “nostri eroi “.

 

 

 

 

 

2)La sconvolgente pretesa del Consiglio Nazionale della Difesa, presieduto dal Presidente della Repubblica, ha sancito la non competenza del Parlamento in materia di difesa. Così spiegano i fautori di questa decisone: “Su decisioni operative e tecniche del governo non ci possono essere poteri di veto del Parlamento” . Questa è la risposta alla decisione del Parlamento di sospendere l’acquisto degli F35. Cioè, il Parlamento non avrebbe diritto di legiferare sulla difesa, essendo una prerogativa solo governativa. Come se il Governo fosse cosa a se stante rispetto al Parlamento, insomma in parole povere, il Parlamento di fatto, su questo argomento viene esautorato. E su questo, come da copione, è nata una diatriba piuttosto infuocata. Vedremo come finirà, se il governo, per intenderci, potrà fare cose diverse da quanto deciso dalle Camere e se lo facesse cosa c’è da aspettarsi rispetto alla tenuta dello stesso governo.

 

Quelle pericolose:

1)Il fatto del giorno è l’interdizione dello spazio aereo europeo, compreso quello italiano, all’aereo di Evo Morales, decisa dai cosiddetti governi democratici occidentali. Aereo costretto ad atterrare e subire una  perquisizione come fosse quello di un trafficante di coca, alla ricerca di Snowden (la spia venuta dal caldo). Eccoli qui i feudatari, i vassalli che solo il giorno prima facevano finta di indignarsi per le cimici nelle ambasciate, violano senza vergogna tutte le prerogative di un capo di Stato, pur di ingraziarsi l’imperatore. Comportandosi come se avessero schiene di gomma e lingue biforcute. Insomma abbiamo fatto la figura dei vassalli al servizio dell’imperatore. Ma non è che sia poi una novità. È dalla fine del conflitto della seconda guerra mondiale che l’Italia, di fatto, è stata e quindi rimane ancora, una “nazione a sovranità limitata”. Nonostante il presidente USA sembrava tanto, ma tanto democratico. Invece col cacchio!

2)L’Egitto con un esercito tenuto in piedi ed equipaggiato dagli americani fa un golpe contro un governo legittimo, eletto democraticamente e appoggiato dagli americani stessi. Roba da rintronati. Ma la cosa più buffa è che le masse di egiziani scesi in piazza contro il governo, sono gli stessi che mandarono a casa Mubarak in nome e per conto della democrazia e delle elezioni a suffragio universale. Ottenute le elezioni, le persero, ora vogliono mandare a casa anche questo presidente. È chiaro, le vogliono vincere loro le elezioni, se no restano arrabbiati e continueranno a manifestare finchè non riusciranno a vincere, insomma, a questi egiziani gli servirebbe un Berlusconi. E come al solito, gli americani, “fanno le pentole ma non i coperchi”. Insomma è  così: i nemici giurati della democrazia, gli islamisti di “fratellanza musulmana”, ora difendono, bontà loro, la democrazia, mentre i democratici laici, per i quali la democrazia e le elezioni a suffragio universale era la loro religione, ora si schierano contro perché hanno perso. Penso sia il caso di ricordare che in un altro Paese del Maghreb successe la stessa cosa: vinsero democraticamente gli islamisti, l’esercito li mise fuori legge e seguirono anni di massacri in cui centinaia di migliaia di poveri cristi lasciarono la pelle per opera degli integralisti musulmani defenestrati dalla gestione del potere. Se non riuscissero a trovare un compromesso, c’è il rischio che quella terribile storia verificatesi in Algeria, si ripeta anche in Egitto. Auguriamoci di no, però nessuno sta cercando di evitare quella deriva, non i laici egiziani, sedicenti tanto democratici, né gli Stati Uniti, il grande imperatore degli affari medio orientali, nonché poliziotto globale.

L’economia sempre più a capofitto:

L’Europa, bontà sua, ha concesso qualche briciola al governo Letta. Il governo cerca di farle passare come fossero la soluzione di tutti i nostri problemi finanziari. Purtroppo ci vuole ben altro per uscire da questa crisi che ci hanno cucito addosso i finanzieri e le banche mondiali. Soggetti, questi, che di fatto si son comportati da autentici delinquenti internazionali legalizzati, eh sì, è il loro mondo, un mondo del tutto globalizzato e così funzionale ai loro sporchi affari.

 

Infine, una cosa carina locale. Nell’ambito della rassegna “Collepasso InVESTE d’ARTE”, Cantieri Ideali, col patrocinio del Comune di Collepasso presenta una collettiva d’arte dal 4 al 7 luglio, nella cornice del Castello baronale.

F.to gaetano paglialonga

Collepasso, 4/7/2013

 

 

  1. Caro Gaetano,
    nel resoconto degli eventi hai dimenticato 2 fatti accaduti giovedì sera.
    Il primo è la restituzione di parte degli stipendi promesso dai 5 stelle in campagna elettorale.
    E’ la prima volta che succede in Parlamento. Obiezioni si possono fare su dove andranno i soldi restituiti, ma prendiamo atto del gesto.
    Il secondo è dopo l’ok dell’UE a spendere un po di più di 2 giorni fa, ieri mattina Draghi(BCE) ha dichiarato l’intenzione di mantenere i tassi europei al minimo e in serata il FMI ha consigliato all’Italia di non abolire l’IMU con il ministro Saccomanni che prendeva appunti sulle cose da fare.
    Per mia opinione personale inserirei la prima tra le buone e la seconda tra le pericolosissime perchè il governo composto da molti membri della fondazione Vedrò(di cui Letta è presidente), pare aver preso alla lettera il nome della fondazione e rinvia ogni decisione(poi dicono che sia Grillo quello in cerca di pubblicità). Invece, UE, BCE e FMI non stanno fermi e agiscono difficile dire se bene o male.
    Di sicuro l’intervento del FMI dovesse essere eseguito alla lettera(non solo sull’IMU, ma anche su altre cose) dimostrerebbe che la troika detta legge qui in Italia.
    A mio parere, la troika è entrata in Italia da quando Monti è divenuto premier.

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  2. Sì, hai ragione e volentieri pubblico questo tuo giusto e opportuno commento. saluti gaetano.

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