Un referendum? Incompatibile!

 

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 Immagini di lotta nella Grecia contro le decisioni capestro della U.E.

 

 Un referendum? Incompatibile con il capitalismo finanziario!

            La Grecia, con la sua decisione di sottoporre a referendum le decisioni dell’Unione Europea su come uscire dalla crisi finanziaria, ha scatenato un putiferio finanziario che coinvolge tutto l’Occidente. Il referendum, sempre che si faccia, verte su questa domanda: “accettare i sacrifici necessari per continuare a far parte dell’Unione Europea, o sobbarcarsi l’incognita del fallimento?” Ecco, una domanda così, alla quale dovrebbero rispondere democraticamente i cittadini greci, ha scatenato l’ira dei mercati, mercati ormai sovrani su tutto. Questa è la dimostrazione che il capitalismo finanziario è assolutamente incompatibile con la democrazia.

A questa incongruenza della finanza, si riscontra una classe politica europea, l’attuale, incapace di rimettere in discussione i dogmi di un’economia fondata sulla lucrosa perpetuazione del debito e sull’ideologia della competizione esasperata, subisce passivamente la contrapposizione tra finanza e democrazia, e sposa le convenienze della finanza a scapito della democrazia.

 Una classe politica, quindi, che trova giusto privatizzare gli utili e socializzazione le perdite” scaricando ancora una volta sui lavoratori l’onere di provvedere a rimettere in moto ancora una volta la loro massimizzazione del profitto.

            Eppure la soluzione per uscire da questa infernale condizione c’è, ma sarebbe necessaria una presa di coscienza delle masse per realizzarla: “uscire da questo sistema economico capitalista. Un sistema, questo, che deve essere superato proponendo i grandi obiettivi rivoluzionari del socialismo. Il comunismo oggi è più che mai di attualità”. I comunisti non sono affatto fuori dalla storia: “sono nel movimento reale che si sta prendendo la briga di dimostrare che la storia è già di nuovo in cammino”.  

F.to gaetano paglialonga

Collepasso, 3/11/2011

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