UN PICCOLO ESEMPIO DI POLITICA SENZA LIVORE

 

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UN PICCOLO ESEMPIO DI POLITICA SENZA LIVORE

            Il comunicato stampa dei Consiglieri Comunali dell’Italia dei Valori, Antonio Ciccardi, Maurizio Malorgio e Pompeo Sedile, è, a mio avviso, un esempio di sano e corretto agire politico.

            Malgrado avessero motivi di “attrito, per divergenze di carattere politico e comportamentale” nei confronti dell’assessore dott. Pantaleo Gianfreda, “mai lo hanno ritenuto implicato in fatti di malaffare. Quindi esprimono la solidarietà e l’apprezzamento del gesto delle dimissioni, che dimostrano l’alto senso di responsabilità politica verso le Istituzioni”.

            Purtroppo capita di rado che il bon ton politico faccia capolino qui a Collepasso, quindi, quando ciò accade, non possiamo che prenderne atto con piacere. Da anni, infatti, siamo costretti a continue polemiche al vetriolo. C’è da augurarsi pertanto che questa dichiarazione sia l’inizio di un nuovo e più consono stile di confronto politico, e questo valga per tutti, ovviamente.

F.to gaetano paglialonga

Collepasso, 10/3/2011

  1. una cosa veramente RIDICOLA ed ipocrita. Scrivono di nutrire “stima” è assurdo. Tra le altre nei giorni passati su facebook si leggevano commenti di questi consiglieri alla notizia sul fotovoltaico: “così la famiglia gianfri sprofondò nella merda” (05 marzo alle ore 13.53) oppure “tutti i nodi vengono al pettine……….” oppure “tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino” (martedì alle 20.10 ).
    COERENZA COERENZA COERENZA idv e i suoi rappresentanti locali non hanno mai avuto questa LA COERENZA. Pantaleo è quello che è, ma questi sono delle banderuole al vento. Vedremo cosa faranno nuovamente alle elezioni, con chi andranno, perchè da soli vanno solo a casa!!!

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  2. Da anonimo ad anonimo, ma tu da che parte stai? ho letto la lettera di Pantaleo che ha scritto e protocollato con la quale ringrazia i tre consiglieri dell’ idv. sentiamo che scrive: “Mi auguro che la sincera ricerca di motivazioni “alte” e di conseguenza su comuni valori, quali la legalità e onestà (che da sempre mi vedono vicino ad Italia dei Valori), aiuti la parte migliore e più innovativa della comunità collepassese a individuare e percorrere comuni strade di civiltà, sviluppo, solidarietà”. Fraterni saluti. Dove c’è secondo te più ipocrisia? Pare che dell’ipocrisia non si possa fare a meno. io considero Pantaleo un scassa balle, un presuntuoso, un arrogante, ma non un delinquente, per questo condivido la lettera dei consiglieri che tu hai criticato. ciao

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  3. Caro Gaetano,
    approfitto ancora una volta del tuo Blog.
    Avevo deciso di non disturbare più e di non impicciarmi più negli affari di Collepasso ma la questione all’ordine del giorno è maledettamente seria perché vittima di un sistema ormai consolidato. Una certa classe politica, di destra o di sinistra, una parte della magistratura e gran parte del giornalismo si alimentano con accuse reciproche in una autoreferenzialità insuperabile. In nome del futuro vengono coltivati i sospetti, enfatizzati i vizi, screditati gli avversari e indebolite le istituzioni. Personalismi e ideologie si impongono come criteri ultimi del dibattito pubblico, riducendo tutto a un’alternativa limitata al pro o contro.
    Tutto questo non consente il giusto spazio all’unica domanda che riguarda realmente il bene comune: perché a Collepasso ogni qualvolta che si comincia a parlare di sviluppo e magari di impresa quasi in automatico tutto viene ridotto a questioni di schieramento partitico o personalistico e strumentalizzato per attaccare o accusare qualcuno? Perché si continua a dare vita a questo triste gioco dove i grandi assenti sono i Collepassesi e quel bene comune che tutti questi personaggi pretendono di rappresentare?
    Possibile che non abbiamo nessuna capacità di riconoscere e indicare a tutti quelle esperienze positive quelle che ci circondano? Esperienze vive, reali, fatte di gradevole puzza di sudore, il Sig. Q. Gianfreda potrebbe, nonostante suo fratello, esserne solo un esempio. Esperienze fatte da persone che si mettono insieme non per andare contro qualcuno o qualcosa, ma per costruire giorno per giorno pezzi di vita nuova, per ridestare una società civile caratterizzata da intraprendenza audace e paziente e da creatività coraggiosa e perseverante, indipendentemente dal colore politico al potere?
    Ma quando ci stancheremo di ascoltare simili parassiti che, alternativamente, hanno bisogno di infangare queste esperienze per non consentire alla gente di fare le sue scelte politiche con sobrietà, cosciente del fatto che spesso è proprio il “minus malum” a essere la soluzione migliore.
    Che pena ridurre la politica a una sterile e fastidiosa battaglia tra neo-puritani e post-libertini, quando invece dovremmo costringerla a mettersi al servizio di una società attiva, che vive dell’impegno di ognuno e per il bene di tutti.

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  4. A prescindere da falsi idealismi apprezzeremmo molti di più che si prenda una linea e la si percorra.
    Non critico tanto Pantaleo e tutto quello che rappresenta quanto queste “prese per il c**o” reciproche.
    I consiglieri firmatari insieme ad altri esponenti dell’IDV sono stati tra i personaggi più vessati da Pantaleo.
    Oggi dico che Pantaleo ha FATTO BENE A TRATTARLI COSì perchè evidentemente è gente senza palle.
    Grande Pantaleo!!!
    Se l’intenzione di questi signori era di avere il piede in due scarpe non si rendono conto che ottengono esattamente l’effetto contrario.
    Per una volta come IDV schieratevi verso i carabinieri che sono stati insultati da Pantaleo in modo assurdo. E’ stata una nota fuoriluogo e non richiesta e soprattutto dal sapore di “leccac**i”.

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  5. Carissimo GIUS, sentivo l’assenza dei tuoi interventi. Quindi ben tornato. Anche questa volta il tuo intervento è di tutto rispetto oltre che condivisibile come sempre. Sono in sintonia con te soprattutto sulla deriva che l’impegno politico sta conoscendo in modo particolare in questi ultimi anni. Ma all’origine di questa deriva che è sotto gli occhi di tutti c’è tutta una serie di errori commessi da una classe politica la quale con l’ambizione di ricercare sempre nuove strade è finita nell’approdare nel passato remoto. E la cosa più buffa è che finge di essere moderna e insiste nell’errore.
    C’è però da parte tua, in premessa, un concetto che non condivido affatto, lì dove scrivi: “Personalismi e ideologie si impongono come criteri ultimi del dibattito pubblico, riducendo tutto a un’alternativa limitata al pro o contro”. No, personalismi e ideologie, non hanno niente in comune. L’una è l’antitesi dell’altra. Infatti, le ideologie, correttamente intese, sono un gruppo di valori, condivisibili o meno, ma sono dei valori che spingono al bene comune. La politica intesa come bene comune, produce laicamente la politica del possibile, la politica di parte produce la lotta di classe, oggi invece con tutto questo nuovo che è avanzato si produce solo la politica dell’inganno. O no!? Mentre i personalismi, sono esattamente il contrario. Ancora “me rùsciane le ricche” per quante volte ho sentito dire abbasso le ideologie per poi vederli approdare nel leaderismo, nel populismo, fino a vendersi in parlamento come fossero delle vacche da latte al costo inferiore di una escort. Hai mai visto cose simili venti o trenta anni fa quando le ideologie era ancora vive e diffuse? Del resto, come definire quanto sta avvenendo questi giorni a Collepasso se non atteggiamenti del tutto personalistici? Non avendo una visione alternativa sul che fare, finiscono col farsi la guerra sul personale, e inevitabilmente mettere i bastoni tra le ruote ogni qual volta l’avversario sta per fare qualche cosa di buono. No! Non vogliono che passi, perché se no guadagna punti e consenso elettorale l’avversario. Ecco, dove sta la politica? Dove sta l’ideologia? Sono personalismi, nella migliore dei casi interessi di squadra.
    Detto questo ho l’obbligo di aggiungere che, quando le ideologie superano il livello di guardia, possono produrre, anzi hanno prodotto del male. Ma questo vale sia per le ideologie che per le teologie. Basta per adesso, ritorna e continueremo. Saluti gaetano.

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  6. E’ sostanzialmente vero quanto dici.
    Io però definisco “ideali” quelle che tu chiami “ideologie”, poichè voglio preservarne l’essenza, quasi come se fosse lu “lavatu” che la sera, nei ricordi di bambino, portava a casa mia lu Liborio perchè la mattina successiva dovevamo fare il miracolo del pane.
    Ricordo che era così prezioso che appena fatto lo facevamo riposare nei nostri stessi letti quasi come se fosse parte di noi stessi.
    Non confronterei le ideologie di allora con quelle di adesso così come non potrei confrontare quel pane con quello che oggi ci hanno convinto a mangiare.
    Nel passaggio che indichi contrapponevo ai personalismi giusto quelle false ideologie che accompagnano l’attuale scempio politico.

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  7. Bene, allora significa che stiamo dicendo le stesse cose utilizzando termini diversi. Quindi siamo convinti tutti e due del fatto che avanzando verso questo nuovo stiamo di fatto approdando verso un passato remoto! giusto? se ho capito male spiegami ancora…saluti, gaetano

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  8. Non diciamo le stesse cose, avvertiamo solo gli stessi problemi.
    E’ ideologia un gruppo di ideali uniti da una una logica. Quando questa manca si strumentalizza il senso della stessa ideologia per giustificare qualcosa che magari con il pensiero ideologico non c’entra assolutamente.
    Le varie ideologie nella storia si distinguevano per i valori che venivano posti alla base delle stesse.
    Oggi, il problema sta nel definire quali sono i valori che distinguono un’ideologia da un’altra. Non a caso i “comunisti” si confondono con i “conservatori”, i “conservatori” con i “radicali”, i radicali sono liberi e magari preservano il viso dall’invecchiamento.
    Caro Gaetano, quello che resta della tua ideologia, ma anche della mia, si ostina a conservare una logica che non ha saputo adeguarsi alla velocità dei tempi, perciò dovvremmo tenerne chiari i valori e cercare di ripensare un sistema alternativo che renda le stesse applicabili.
    Sai cosa mi manda in bestia ultimamente?
    Spesso, soprattutto quando, per motivi di lavoro, ho a che fare con i professionisti del nulla, (io li chiamo così perchè non producono nulla, esistono solo per giustificare la loro esistenza. Mi riferisco ad avvocati, commercialisti, esperti di marketing, consulenti vari nelle certificazioni di qualità, di bilancio, finanziarie, fiscali, del lavoro, ecc. – considera che questi personaggi sono i più rappresentati in Parlamento) cioè con tutte quelle menti che dovrebbero rappresentare la testa di un sistema che vuole crescere, spesso, nel presentare un problema, dovendo spiegare le ragioni di una scelta, mi sento rispondere: “vabbè, lasciando da parte la poesia, passiamo ai fatti”.
    Ora, se penso che con la mia poesia pago le loro parcelle c’è poco da stare allegri.
    E questo è il minimo: purtroppo mi accorgo che se l’ideale di legalità significa soltanto mettere le carte a posto, mettere le carte a posto non significa aver agito in ossequio allo stesso ideale di legalità. Questo dovrebbe essere conseguente ma se diventa il solo obbiettivo perseguito non c’è ideologia che tenga, vale solo la legge del più furbo, del più forte, del più ricco e quindi l’unico valore ideale rimane il pelo sullo stomaco.
    Del resto l’errore che si sta compiendo a Collepasso, ma non è diverso nel resto del paese, è quello di pensare che basta essere in regola con le “carte” per dichiararsi liberi. Potrei dirti manca la poesia, manca il coraggio delle idee, manca una logica degli ideali, ecco perchè considero morte le vecchie ideologie e mi ostino a conservare lu “lavatu”.

    P.s. Mi considero aspirante Cristiano, non sono cattolico e sono cosciente che rimarrò solo aspirante, come tanti altri aspiranti qualcosa, se continuerò a parlare in questo modo solo perchè GIUS mi protegge.

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  9. Ci sono, sono d’accordo credo un po’ su tutto. Sulla degenerazione del significato dei termini per esempio è una cosa per la quale mi sto incazzando da tanti anni. Quel tuo “essere in regola con le carte”, mi lascia perplesso, come si fa a pretendere da coloro che vogliono fare affari, più del rispetto delle regole del gioco? certo farlo passare per un benefattore è stravagante, però è nella media del comportamento di un capitalista. in quanto a quel tuo aspirante cristiano, lo trovo giusto. chiunque vuole vivere senza presunzione una vita fatta di determinati valori, non può fare altro che tendere a migliorare sempre, perchè l’ideale non è raggiungibile quasi mai. Anch’io ho l’abitudine di continuare a dirmi comunista, ma in realtà date le condizioni in cui siamo chiamati ad operare, buono che mi vada avanzo solo proposte di tipo socialdemocratico. ma non perchè non ci credo o perchè ho cambiato idea, semplicemente perchè, come dire? non è aria! e qui rispondo anche ad un’altra tua osservazione, quella in cui dici “quello che resta della tua ideologia, ma anche della mia, si ostina a conservare una logica che non ha saputo adeguarsi alla velocità dei tempi, perciò dovvremmo tenerne chiari i valori e cercare di ripensare un sistema alternativo che renda le stesse applicabili.” Mi pare che mi sto adeguando, non propongo più la nazionalizzazione dei mezzi di produzione, mi riderebbero in faccia, lo so. Del resto che fare d’altro per adeguarsi ai tempi? non lo so, dimmelo tu. ciao gaetano

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  10. Per quanto mi riguarda penso che due sono le cose importanti per cui ritorna a valere la pena combattere e magari anche morire:

    1: E’ errato nazionalizzare tutto, tanto quanto é errato liberalizzare tutto.
    Ci sono valori comuni che devono rimanere tali. Se mi permetti dovrebbero diventare sacri e gestiti da “sacerdoti” del bene comune. Mi riferisco all’acqua, all’energia, alle telecomunicazioni, alla sanità pubblica, non ultimo la gestione del credito soprattutto il credito a medio e lungo termine: una società moderna deve avere il coraggio di piantumare nuovi boschi cosciente del fatto che non ne godrà assolutamente la frescura.
    Bada non ho indicato la scuola perchè penso che questa dovrebbe rimanere nel libero arbitrio del singolo individuo al quale dovrebbe essere data ogni opportunità di formazione in rapporto alle sue capacità.
    Ad ognuno dovrebbe essere garantito il diritto di scegliere dove formarsi e nessuna scuola dovrebbe vedersi garantito il dirittto di esistere a scapito dell’altra.
    Vorrei eccellenti scuole pubbliche accanto ad ottime scuole private, ma poi non ne capirei la differenze se entrambe fossero frequentate da liberi cittadini con eguale possibilità.

    2: Bisogna riconoscere la morte come valore. La morte è un valore per l’uomo tanto quanto lo dovrebbe diventare per le istituzioni dell’uomo.
    Società di capitali, fondazioni, organismi sociali, economici, politici ma anche reliogiosi devono imparare ad invecchiare, obbligandoli a diventare saggi, ma soprattutto devono imparare a morire.
    Continuare a farli vivere vuol dire sclerotizzare il loro potere e condannare l’umanità a nuove forme di schiavitù. Una società moderna dovrebbe saper premiare chi riesce con capacità e merito a produrre ricchezza ma non può tollerrare il ricatto di quella ricchezza.
    Sulla scena economica concorrono con le stesse responsabilità grandi vecchi che ormai non hanno nulla da dire con giovani risorse a cui vengono offerte solo velleità di sviluppo.
    Guarda Gaetano che non dico di espropriare la ricchezza, dico soltatanto che questa deve sapersi convertire in risorsa per le nuove generazioni. Modo e termini potrebbero essere la base di un dialogo costruttivo.

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  11. ci troviamo così d’accordo quasi su tutto, almeno su questi argomenti, che mi togli le parole dalla bocca. ora ti invito a cambiare argomento. ieri ho inserito qualcosa sull’unità d’Italia e ho anche allegato una lettera di un sacerdote, un certo don Paolo Farina. commentare la sua visione di cristiano e poco cattolico, mi piacerebbe, anche perchè inserisce nei suoi ragionamenti una gran quantità di argomenti sociali politici ed economici. poi dimmi anche se ieri sera eri in piazza e hai partecipato oppure no all’abbuffata di retorica paesana. ciao a risentirci gaetano

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