Uova e vernice contro la sede della CISL.

 

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Gli urlatori di regime, i pennivendoli prezzolati al soldo del capitale, per un po’ di vernice e qualche uovo contro la sede della CISL, urlano e sparlano di violenza.

E un lavoratore che viene licenziato e finisce sul lastrico non solo lui ma anche tutta la sua famiglia, perché il suo datore di lavoro ha deciso di spostare la sua produzione in un altro paese lì dove la manodopera costa meno, come deve definire questo atteggiamento del suo datore di lavoro?  Violento? Oppure molto dialettico?! Molto democratico ?! 

Se un lavoratore precario non può organizzarsi una famiglia, quindi non può sposarsi, non può mettere al mondo figli malgrado viaggi già oltre i trent’anni, non è violenza questa? O se la deve prendere con il fato?!

Se un disoccupato permanente non vede ancora nessuna possibilità di lavoro, dopo anni di studio non trova neanche da fare lo spazzino. Se non è violenza questa come definirla? Gli diciamo:  è colpa sua perché non è fortunato!

Cadono dall’impalcatura, o restano asfissiati in una cisterna piena di gas o altro, sempre per la fretta di fare, i tempi da rispettare, la concorrenza da battere, l’accumulazione da garantire all’imprenditore, ecc. non è violenza questa? Oppure gli diciamo che è stato sfigato?

Ma si dirà, che cosa c’entra la CISL? C’entra, c’entra! Già all’inizio degli anni ottanta, con il  Governo Craxi (1984), insieme alla UIL, la notte di S.Valentino, in nome e per conto di una necessità di fermare l’inflazione, si diede la prima opportunità a padroni e ai loro comitati d’affari di bloccare la scala mobile. Successivamente, alla fine degli anni ottanta, fine della scala mobile. Tutto calcolato, pagammo noi lavoratori la riduzione dell’inflazione.

Poi gli anni novanta micidiali, in cui, sempre i soliti noti, distrussero ulteriori diritti dei lavoratori. Iniziarono i tempi della precarietà sul lavoro, l’attacco allo Statuto dei lavoratori ecc. e questi due organismi sindacali sempre a fare da sponda alle esigenze padronali. Venivano pagati dai lavoratori, ma, erano sempre attenti ai problemi dei padroni. Però sempre con giustificazioni tali e tante, attraverso le quali con capacità dialettiche degne di miglior causa,  riuscivano in qualche modo a convincere una buona parte di lavoratori che non si poteva fare altrimenti. Anzi assicuravano che rinunciando oggi a qualche diritto, si realizzavano delle condizioni migliori per un domani, non solo per loro ma anche per i loro figli. EH Sì, SI VEDE! O NO!!!!!!

Una presa in giro oggi, una presa per il culo domani, sono riusciti a farci spianare la strada ai padroni. Così, addirittura  con il nostro aiuto hanno realizzato  la famigerata globalizzazione, che è la distruzione di ogni diritto acquisito. Ora ce la dobbiamo vedere con i cinesi, con gli albanesi, con gli Indiani. Insomma, o ci accontentiamo “te na poscia te fiche”, oppure spostano le aziende in Cina o in Albania. QUESTA É LA SITUAZIONE, QUESTO È IL RICATTO DELLA FIAT CHE LA CISL E LA UIL HANNO GIA’ ACC

ETTATO E SOSTENUTO COME GIUSTO E INEVITABILE ACCORDO, BONTA’ LORO!!

VIVA LA FIOM CGIL, da sempre punta di diamante della lotta di classe.

VIVA LA LOTTA DI CLASSE!!!!!!!!!!!!!

 

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F.to G.P.

Collepasso, 7/10/2010

 

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