UN CONCLAVE TRA PEDOFILIA E BANCA DI DIO

UN CONCLAVE TRA PEDOFILIA E BANCA DI DIO

        Il papa dimissionario, il quale andrà in quiescenza con soli 2500 euro al mese, pochi se penso alle pensioni di manager pubblici e privati, tanti se penso ai comuni mortali pensionati, negli ultimi giorno ha cominciato a togliersi qualche sassolino dalle sue sacre scarpe. Ha posto in modo inequivocabile quali sono  i problemi con i quali la chiesa, volente o dolente dovrà fare i conti con o senza Spirito Santo che illumini il cammino del futuro papa: in primo luogo gli sporchi affari dello IOR (Istituto per le Opere di Religione), la più grande banca di riciclaggio di denaro sporco. Nonché il gusto per il potere da esercitare dalle sacrestie vaticane. Sogna ancora, questo papa teologo e niente affatto politico, che la chiesa centrale, la curia, coloro che gestiscono tanto potere, possano finalmente tornare allo spirito evangelico. Campa cavallo… È dai tempi di Marcincus che lo IOR, gestito da questo alto prelato, impose un livello di affarismo e traffico con soldi delle varie mafie, ma per pagare il conto dei traffici illeciti finirono all’altro mondo, per mano delle mafie, Sindona e Calvi, oltre al Banco Ambrosiano con tutti i suoi risparmiatori i quali pagarono il conto in contanti. E oggi manco a dirlo, in tutti gli scandali di natura economica e finanziaria fa sempre capolino lo IOR. Far diventare trasparente questo istituto finanziario, che non è una cosa da poco, è compito del concilio e del papa che verrà. Ma io ci credo poco che riuscirà qualcuno a mettere ordine nelle “finanze sacre”. Troppo grosso è l’affare per loro! Nonostante tutto, c’è qualche cardinale che ha proposto lo scioglimento della banca vaticana, ma non credo che questa proposta farà molta strada.

Ma ancor peggio, ancora più bollente è la patata dei preti pedofili e i vescovi e i cardinali che li hanno fin qui coperti alla giustizia terrena. Si domanderanno o no i cardinali nel prossimo conclave, perché i preti cattolici diventano pedofili mentre quelli di altre religioni cristiane no? Per me non credente è semplice e lineare: nelle altre religioni i sacerdoti sono sposati e alla loro naturale esigenza sessuale ci pensano le loro mogli. Mentre i preti cattolici, non certo per scelta divina, ma per decisione del Concilio di Trento (1545/1563), resero il celibato ecclesiastico vincolante, ed iniziarono così le grane, e fu la pedofilia. Ora, se vogliono veramente debellare questa piaga socio-clericale, devono, i cardinali in concilio, rivedere, annullare quella pessima decisione e permettere ai preti di sposarsi, altrimenti nessuno riuscirà mai a fermare questa degenerazione sessuale di preti celibi. Sessualità che per loro fu dio a infondercela, mentre per me, più modestamente, fu la natura. Certo, i motivi per i quali in quel concilio di Trento tanto si decise, fu dovuto al fatto che il nepotismo stava facendo perdere terreno e potere economico alla chiesa. Ma in cambio ora si sono beccati la “pretofilia”. Sai che affare! Su questo argomento sono già arrivate le prime dimissioni di qualche cardinale compromesso nella pedofilia clericale, se sia stata una sua libera scelta o imposta dal papa uscente, chi lo può dire? “Ai posteri l’ardua sentenza

Certo, son loschi affari quelli odierni, ma se paragonati alle diavolerie della tremenda storia della chiesa nei secoli, tra guerre di religione in nome di dio, tribunali d’inquisizione con i suoi auto de fè, e indulgenze a suon di monete, scopri che le democrazie sono riuscite a tagliare le unghie ai prelati, pur se, gli stessi, il clero, sono riusciti comunque ad ottenere dei ritorni cospicui. Vedi l’otto per mille sulle dichiarazione dei redditi e del 7% degli oneri di urbanizzazione riscossi dai Comuni per il rilascio delle concessioni edilizie, versati ogni anno alla stessa gerarchia ecclesiastica; e ancora, ecco un altro esempio di quanto e cosa costa alle Istituzioni italiane la presenza clericale nella società. Prendiamo l’esempio della Regione Lazio, Una sola Regione sulla quale l’amico Giacomo Grippa gli fa i conti in tasca:

 “La giunta laziale non si fa mancare niente, nemmeno il parroco per le funzioni private (impegno di due giorni alla settimana in cappella), come istituito da Storace.  Al quale spettano, oltre allo stipendio di 25mila euro, buoni pasto e posto auto. Non parliamo poi dei cappellani militari. Anche l’assistenza spirituale ha i gradi. Al soldato semplice un cappellano semplice, ad un graduato o ufficiale un cappellano graduato o ufficiale. Ai generali un cappellano generale. Ai generali di corpo d’armata un cappellano generale di corpo d’armata…con un compenso di € 7.000. Il presidente della CEI, Conferenza Episcopale Italiana, Bagnasco riscuote un compenso per tale compito, con l’aggiunta di quello indicato di cappellano come  generale di corpo d’armata. E’ concepibile, ma anche teologicamente sostenibile che ci sia una casta confessionale a totale carico dello Stato?”

Ma l’imponderabile è che nessun si scandalizza per tutto questo, ma tutti uniti come un sol uomo ci scandalizziamo del costo della casta politica, mentre della casta sacerdotale, no, nessuno, sembra intoccabile, sembra al di sopra di ogni sospetto. Ma non vi pare che siamo un tantino scemi?

Però, ad onor del vero, bisogna riconoscere che rispetto al passato medievale, di sicuro molto più buio e molto meno cristiano della nostra era industriale, di passi in avanti, obtorto collo, ne ha dovuti fare tanti la chiesa. Ovvio, non per bontà cristiana, non certo per amore e coerenza evangelica, ma per lo spazio che le democrazie hanno conquistato e, ridimensionato così, il potere temporale clericale. Oggi le crociate, le sante inquisizioni, gli auto de fè,  non sono più praticabili e il potere lo esercita, però, attraverso il voto di scambio a favore di questo o quel partito. E questo divenne il tallone d’Achille delle democrazie, infatti il voto al partito e/o al singolo candidato, divenne voto di scambio.  Consenso, che a tutti i costi i partiti sono costretti a ricercare affannosamente, e di conseguenza la chiesa ha saputo inserirsi e ha saputo sfruttare e sfrutta a suo vantaggio questo potere.

Più che nello Spirito Santo, il quale se c’è non mi pare abbia dato buoni consigli ai suoi esponenti sulla terra, io confido, nonostante tutto, nel buon senso dei cardinali affinchè sappiano liberare la chiesa da tutte quelle incrostazioni infernali nella quale era ed è tutt’ora impigliata. E tanti auguri ai credenti.

F.to gaetano paglialonga

Collepasso, 25/2/2013

 

 

 

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