TURBOLENZE NEL CONSIGLIO COMUNALE

 

TURBOLENZE

NEL CONSIGLIO COMUNALE

 

Intanto è da sottolineare un verosimile collegamento provinciale con rigogliose radici in Collepasso (un consigliere provinciale paesano?). Diversamente non si capirebbero le proposte che infine son passate. Nella maggioranza dell’attuale Amministrazione esistono più voci che si barcamenano terribilmente nel tentativo di convivere e il Sindaco fatica a cavalcare le varie anime politiche della sua stessa maggioranza. Questo è chiaro anche ai ciechi.

        Sulla tangenziale ballerina:

È stata votata dalla maggioranza (con i voti contrari delle opposizioni), la proposta della provincia per quanto riguarda il collegamento ovest, cioè, l’accesso sulla strada di Parabita-Collepasso con i due collegamenti, uno sopra, prevista vicino al distributore di benzina in costruzione, e un altro sotto in coincidenza della circonvallazione per Noa-Galatina. È stata votata dalla maggioranza, non prima di una sospensione del Consiglio. Sospensione proposta dal Sindaco nel tentativo di trovare un’unica proposta, giacchè ne erano emerse due nella stessa maggioranza. Mentre per l’accesso a sud, sulla strada Collepasso-Maglie, si lasciava la decisione alla provincia sulle due ipotesi. E cioè, tra quella che dovrebbe sfociare verso la strada interpoderale che fiancheggia la masseria di coia-siero, e quella ipotizzata che immetterebbe, sempre sulla strada di Maglie, di fronte alla fabbrica di Pino Antonio.

Le controproposte dell’opposizione non sono mancate e tutte ragionevoli e migliorative rispetto a quanto poi la maggioranza ha votato. Una prima proposta  avanzata dalle opposizioni è quella di confermare quanto era già stato deciso in due consigli comunali precedenti gestiti da due diverse amministrazioni e votate all’unanimità. La seconda proposta, che riguarda la strada Parabita-Collepasso, al fine di eliminare la pretesa assurda di Parabita che pretende una deviazione a monte, di far studiare un nuovo percorso in modo tale da  non toccare più il feudo di Parabita e che si snodasse invece, tutto all’interno del feudo di Collepasso, al fine di togliere ogni alibi alle pretese  Parabitane.

Su quello snodo che pretende Parabita, se si realizzasse, sostiene il consigliere Vito Perrone, si creerebbe un danno incalcolabile sul territorio oltre ai maggiori costi. Quella “bretella” pretesa da Parabita, infatti, dovrebbe realizzare una strada di collegamento con un dislivello di ottanta metri, quindi, per collegarsi al resto della circonvallazione, realizzerebbe una discesa del 7-8%, incompatibile con una strada a scorrimento veloce. Quindi si deve ipotizzare che realizzeranno, o uno sbancamento della collina, oppure realizzeranno un viadotto. Ciò significa, in un caso o nell’altro, inevitabilmente, una deturpazione del territorio. Mentre Parabita non subirebbe nessun danno al suo territorio. Così, e questo lo aggiungo io, oltre alle innumerevoli antenne che deturpano il nostro paesaggio, ci accolleremmo anche questo ulteriore danno. E, come per le antenne i benefici se li prende tutti Parabita, allo stesso modo anche per quest’altra operazione, a loro le agevolazioni, a noi il danno e la beffa.

Altra proposta, quella di Carlo Marra, consigliere di opposizione, avanza un’ipotesi che non trovo affatto peregrina. Sostiene infatti di non fare proprio niente, di bloccare, annullare questa circonvallazione, perché i danni comunque sarebbero tanti. Innanzi tutto perché finiremmo così con l’isolare del tutto il nostro paese dal flusso di turisti che così finirebbero per passere al largo. E già questo sarebbe un danno notevole. Oltre, ovviamente, alla deturpazione notevole che il paesaggio della collina inevitabilmente subirebbe.

Insomma le opposizioni hanno fatto il loro dovere cercando e chiedendo alternative valide e praticabili, ma la maggioranza le ha del tutto ignorate. E non sono riusciti, i consiglieri di maggioranza, a fornire argomenti validi per la loro discutibilissima scelta.

Un altro fatto singolare che merita di essere menzionato, è l’intervento del pio Gino Mastria. Patetico politicamente, ma preso dalla sua visione trascendentale non riesce a distinguere la differenza tra sacrestia e consiglio comunale. Interviene come fosse su un pulpito che parla alle sue pecorelle smarrite. Sarà probabilmente un buon cattolico, ma di certo è un pessimo politico. E a questo suo intervento non poteva mancare l’irrisione di qualcuno. Si accende uno scontro che manda in crisi il dibattito. Gino Mastria si sente offeso, risentito, umiliato, reagisce fuori dalle regole, viene redarguito, si allontana. Io personalmente sono convinto che umanamente è una persona squisita, ma politicamente non capisce un tubo, è fuori dalla dialettica politica ed è collocato, a mio giudizio, con una squadra a lui per niente affine. Comunque, per sostenere e far passare i suoi principi cristiani, ritengo ci siano ben altre strade che può percorrere. Certo è, che quella della politica, lo porta fuori strada, FORMIGONI DOCET.

Poi iniziano le interrogazioni al sindaco. Una più perniciosa dell’altra, almeno per l’interessato che, lì presente (il consigliere provinciale), non fa una piega. La tensione sale, sale anche il volume della voce da parte di quasi tutti. Il sindaco risponde, ma è evidente che si arrampica sugli specchi. Di certo si può sostenere che se fosse vera la metà di quanto gli si addebita al “nostrano”consigliare provinciale, c’è di che preoccuparsi seriamente. Comunque, garantisti bisogna essere sempre e con tutti, quindi, che siano gli organi preposti a fare luce, a dipanare la “matassa”, se di matassa si tratta. Ma forse qualche precauzione politica non guasterebbe.

F.to gaetano paglialonga

Collepasso, 4/4/2012

 

        

  1. in punta di spillo 5 aprile 2012, 9:10

    Ehi sor gaetano, perchè questa volta non ce l’hai raccontata tutta? Vedo di sintetizzare io: lo scontro tra i titani collepassesi si è concluso con la vittoria del “consigliere provinciale” e la sconfitta dei due oppositori dalle corde vocali di ferro. L’operazione dello “sbarcamento” dal centro-destra al centro-sinistra dell’infermiere leccese, non fu come per S.Paolo una conversione sulla via di Damasco, ma un favore sulla via te li manimuzzi. Ora tutto quell’impegno, a suo tempo profuso, è andato in fumo. Giustamente sono incazzati chi ha perso, e se la ride sotto i baffi chi ha realizzato questo sgambetto. O no, sor gaetano? Insomma “lu meiu porta la tigna!

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  2. caro in punta di spillo, il fatto è che quando si scrive e ci si mette la faccia, si possono dire solo cose che si possono dimostrare. mentre coloro che scrivono in forma anonima, possono anche scrivere cose che pensano e però non possono dimostrare, e questo è il tuo caso. saluti gaetano

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  3. Gino Mastria 6 aprile 2012, 10:23

    Carissimo Gaetano,
    due mondi anche se diversi politicamente devono potersi incontrare per provare a raccontarsi e condividere un progetto di ricostruzione dell’umano del sociale. Seguo da un po’ di mesi la dimensione culturale, associativa e delle politiche sociali nel nostro villaggio. Il vuoto da un punto di vista culturale e politico. Una vera e propria tragedia dal punto di vista economico; Non puoi immaginare. Guarda a destra, sono tutti asserragliati a mantenere questa fase di apparente grazia, a sinistra, nonostante le buone intenzioni nulla di nuovo, eccetto la memoria delle lotte passate di alcuni e l’imborghesimento strutturale di altri. Senza parlare delle schegge che si destreggiano a tenere in ostaggio i partiti e le anime che si ispirano alla cultura e ai principi di Sinistra. Mi chiedo, dove sta il nuovo? dov’è la “rifondazione” della società, della cultura e della sinistra? Condivido iltuo giudizio su quest’Amministrazione che hai espresso più volte negli ultimi tempi e personalmente condivido quello che hai detto su di me, non potevi esimerti, ma sono in giogo e responsabilmente voglio dare il mio contributo fino a quando ci sono delle condizioni e non emergono alternative per vivere in maniera più tranquilla la nostra età e fase della vita. Nel frattempo, se possibile ogn’uno, a suo modo e nel proprio mondo deve poter lavorare e incontrarsi a sostenere proposte educative che sappiano coinvolgere chi è al margine dell’impegno politico, culturale , sociale e lavorativo. C’è tanto da fare, non c’è tempo per dilaniarci semplicemente per affermare noi stessi o interessi di parte. Nel momento in cui ho la percezione di questa strumentalizzazione della mia persona o qualcuno pensa di mettermi il limone in bocca io mi ribello, come ho fatto ieri. Gaeta’ la libertà non è fare i cazzi propri o usare gli altri, ma è appartenere a qualcuno altro, e io, mi sento di appartenere(appartengo), a mia moglie, ai miei figli, ai miei amici, al mio popolo, a questo mondo (ormai senza timone), naturalmente, privilegiando i poveri , i deboli, coloro che sono stati e sono violentati nella loro umanità e non riescono a trovare la forza per rialzarsi. Questa è quella che tu chiami trascendenza de pio-Gino. Ho imparato questa lezione nelle sacrestie(la Chiesa), ma ho visto vivere questa dimensione in tanti luoghi, anche molto lontani dagli ambienti religiosi e mi sono convinto sempre di più che questa è la scelta giusta da perseguire attraverso il nostro impegno quotidiano. E’ vero non sono un politico e non ho tessere, ma guardo con attenzione da ogni parte dove proviene il bene, per il bene comune e per il bene di tutti gli uomini anche in quella che può essere una forma pessima di fare politica. il mio approccio con la politica è rozzo è inadeguato, sono un microbo rispetto ai professionisti della politica nostrana, ma vivo questa esperienza come il luogo dell’incontro con la realtà e con la gente e farò di tutto, anche a rimetterci dalla mia tasca e dalla mia vita, a tentare delle risposte ai bisogni e ai progetti di cui Collepasso ha bisogno. E’ inutile dirti che ti stimo come persona, che ti considero un amico e se avessi bisogno non esiterei a chiederti un aiuto, ma ti strozzerei tutte le volte che esprimi in maniera radicale il tuo “ateismo” e anticlericalismo” ma stai tranquillo, non sono io a giudicarti _ è la tua esperienza e sarei un violento se solo pensassi di che tu cambiassi idea rispetto alla tua vita vissuta e intima. Per finire scusami se ancora una volta sono scivolato in un bieco e vuoto trascendente, ma la Polonia e la Cina mi hanno insegnato molte cose, ho visto tanta sofferenza, sopratutto quella che sottende la guerra combattuta e quella sotterranea e l’incomunicabilità in cui anche il nostro occidente ne è intriso. La cultura dell’amore, della bellezza, della giustizia, della pace e della solidarietà sono gli elementi di una buona lotta e di una buona politica che mi muovono e che auguro anche a te, vecchio gladiatore sindacale e della rifondazione. La Pasqua, icona della sofferenza e della crisi generi l’alba della speranza e la resurrezione di cui tutti noi abbiamo bisogno. Prego Dio, se esiste, di sostenerci in questo lavoro, ora e qui, a Collepasso e aiuti tutte le famiglie del “nostro” paese a ritrovare pace e serenità.
    Qualcuno ci accomuna( io e te), per il nostro estremismo anacronistico
    cari saluti Gino MASTRIA

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  4. “GIOGO” o “GIOCO”?
    “GIOGO” è molto grave…

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  5. va beh, si scrive gioco, e a Gino gli sarà sfuggito. Però tu che fai? il correttore di bozze? dicci cosa ne pensi, entra nel merito. saluti gaetano

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