TRONO E ALTARE UNITI NELLA LOTTA!!

 

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Una volta (si dice), un fedele chiese al sacerdote: “padre, posso fumare mentre prego?”. No risponde il sacerdote, sarebbe offensivo. Al che il fedele replica: “Ma posso pregare mentre fumo?” In questo caso sì, è la risposta del sacerdote.

Nello spericolato esercizio della doppia morale, la “santa madre” chiesa è stata maestra nei secoli, ma i guai maggiori li ha sempre realizzati quando il suo potere “sacro” ha trovato sponda nel potere “profano”, cioè, quando trono e altare…

Tra gerarchia cattolica e Governo, cinismo allo stato puro!

            Da parte della chiesa di base emerge sempre più un’insofferenza nei confronti della gerarchia cattolica; e sempre più apertamente con raccolta di firme ed altro tipo di interventi  chiedono ai vertici della loro chiesa di prendere più decisamente le distanze e condannino le stravaganze, le depravazioni del Presidente del Consiglio. Le gerarchie tacciono e sanno perché, ma la chiesa di base non ci sta.

Abbiamo visto una marea di donne confluire nelle piazze d’Italia e chiedere a gran voce dignità per il ruolo delle donne contro la mercificazione del loro corpo di cui il presidente del Consiglio dei Ministri, tra televisioni e sale bunga bunga, è risultato il più squallido “utilizzatore finale”. E gli esponenti del “sacro soglio”, timorosi di bloccare il flusso di tanti beni materiali che passano dallo Stato alla santa chiesa cattolica, quasi bisbigliano il loro moderatissimo dissenso, attenti a non danneggiare l’uomo nuovo della nova “divina provvidenza”.

 Ma ahi loro, la base non apprezza! CHE DIRE?  Lasciamo dire a Dante che li conosceva bene: “Fatto v’avete dio d’oro e d’argento;/ e che altro è da voi a l’idolatre,/ se non ch’elli uno, e voi ne orate cento?”

Ma eccolo, l’uomo della “divina provvidenza”, restituire la cortesia al segretario di Stato Vaticano cardinale Bertone e al Presidente della CEI cardinale Bagnasco. Al congresso dei cattolici riformisti, davanti alla platea di militanti delle parrocchie e monsignori, oltre ad aver posto il veto a matrimoni gay, adozioni per i single, testamento biologico, si scagliava inoltre contro la scuola pubblica con le seguenti parole: “Tutti devono avere il diritto di educare i propri figli liberamente. Liberamente vuol dire non essere costretti  a mandarli in una scuola di Stato, dove ci sono degli insegnanti che vogliono inculcare dei principi che sono il contrario di quelli che i genitori vogliono inculcare ai loro figli educandoli nell’ambito della loro famiglia”.

Musica per le sante orecchie vaticane. Vergogna per uno Stato di diritto.

Ma il troppo stroppia, da sempre!

Fu così che esplose l’imponderabile: il cardinale Bagnasco, presidente della CEI, prende le distanze dalla esternazione stravagante contro la scuola pubblica del presidente bunga bunga, esprimendo “fiducia e stima nei confronti della scuola pubblica”. Che è come gli avesse detto: troppa grazia presidente! Ma per favore, non esageriamo!

OGNI PAESE HA I TALEBANI CHE MERITA!

F.to gaetano paglialonga

Collepasso, 2/3/2011

       

 

 

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