TRA GOVERNO DELLA CHIESA E GOVERNO DEL PAESE.

TRA GOVERNO DELLA CHIESA E GOVERNO DEL PAESE.

Conoscendo  l’amico Giuseppe Errico e la sua sensibilità religiosa oltre ad essere un collaboratore di questo sito, ho chiesto e ottenuto queste sue considerazioni che pubblico volentieri. Mi auguro inoltre che scaturiscano da questo suo intervento altre considerazioni dai frequentatori di questo sito aprendo, così, un dibattito su questi argomenti. Chiedo scusa a Giuseppe se ho inserito questo suo intervento molto tardi, mentre è stato scritto il 20 c.m. prima delle elezioni. (g.p.)

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Sul papa dimissionario:

Caro Gaetano, l’unica vera novità, per quanto mi riguarda, sono le dimissioni del papa, le trovo rivoluzionarie.

Vedi in una società che ha tutto, l’unica cosa che stupisce ancora è l’assenza. Siamo così abituati a schiacciare interruttori e vedere accendersi lampadine che ci stupiamo solo quando rimaniamo al buio. Ci si dovrebbe sorprendere del contrario ma questo ormai lo si dà inconsapevolmente per scontato.

Un papa che afferma: “non agire secondo ragione è contrario alla natura di Dio”,  un papa che ha voluto compiere per se, e per l’uomo di oggi, il suo cammino di fede all’interno di una dinamica di fede-ragione-libertà, può “scendere dalla croce” per banali motivi di salute?

Un papa che parlando della sua missione e di quella dei laici ebbe ad affermare che “spetta ai fedeli laici mostrare concretamente nella vita personale e familiare, nella vita sociale, culturale e politica che la fede permette di leggere in modo nuovo e profondo la realtà e trasformarla”, aggiungendo inoltre che “il contributo dei cristiani è decisivo solo se l’intelligenza della fede diventa intelligenza della realtà, chiave di giudizio e di trasformazione”.

Ovvero,  una fede che non agisce alla luce della ragione è vana.

Un pensiero di così alta natura come può conciliarsi con gli scandali che stanno scardinando la credibilità della chiesa cattolica?

Pensare che il papa potesse continuare a svolgere il suo ruolo, ratificando implicitamente, solo con la sua presenza, lo squallore in cui sta affondando la chiesa cattolica, era possibile solo con la colpevole certezza che il papa sarebbe rimasto lì sempre e comunque.

Meraviglia: il papa si è dimesso! Naaaa! Ci sape!

Qui la fantasia si può sbizzarrire, ognuno di noi può formulare un’ipotesi.

C’è però una sola certezza, il papa ha dimostrato che si può dire basta.

Non ti sembra Gaetano, che se il papa ha potuto dire basta al suo ministero perchè non riusciva più a dimostrare con la ragione la sua fede (pensiero questo  che non necessariamente deve essere condiviso per poter essere capito) perchè noi dobbiamo continuare a condividere una squallida politica che fa a pugni con la ragione? Noi che, a differenza dei credenti, poniamo il nostro cammino nella dinamica politica-ragione-libertà, perchè non riusciamo a renderci conto che dobbiamo riporre la nostra meraviglia nel fatto di essere liberi e di poter continuare a esserlo?

Sarebbero guai se dovessimo cominciare a meravigliarci del contrario.

Il papa si è dimesso, inchiodando la Chiesa alla responsabilità di scegliere sulla sua stessa esistenza. Ha un po’ osato sfidare la sua secolare immobilità per costringerla, nel centro di  una crisi di valori che viene sfacciatamente confusa per crisi economica, a compiere una scelta che giustifichi ancora la sua sopravvivenza.

Questa è o non è rivoluzione!??

Però c’è qualcosa che non mi funziona: se la fede per essere tale deve viaggiare, parole di Benedetto XVI, sui binari della ragione, perché ci ostiniamo a fare politica con  l’istinto?

Cominciamo dagli psedo-politici collepassesi, quale ragione può giustificare la personalità politica di P. M. e P. G.? Quest’ultimo anche alla luce dell’alterco nei tuoi confronti.

Sono istintivi, rimangono ingessati nel loro ruolo solo per un istinto di conservazione ma anche di sopravvivenza e i riferimenti non mancano neanche uscendo da Collepasso: oggi c’è solo l’istinto che governa nella politica. Il bello è anche il fatto che tutta la sua azione si articola su  percorsi che non hanno niente di ragionevole. Si inventano formule, attraverso leggi che la ragione non conosce, solo ed unicamente per far prevalere il loro istinto predatorio. Leggi non destinate all’uomo come soggetto di diritto, ma come oggetto sul quale esercitare l’azione di soddisfacimento dei loro più istintivi bisogni.

Toglierò l’IMU dice Berlusconi, ci sarà qualcosa di vero forse la stessa verità con cui la Regione Puglia, in piena campagna elettorale, stanzia 6,5 milioni di euro per finanziare su tutta la regione la ripresa del commercio, contributi fino al 70% in conto capitale fino ad un massimo di 25.000 €. A conti fatti potranno beneficiare dei contributi solo 200 aziende, 200 aziende su tutto il territorio regionale. Presentare la domanda poi sarà solo il primo passo di un percorso di guerra per i prossimi 10 anni.

I sacrifici di milioni di noi sperperati in spese sempre più folli per poi perseguitare i loro modelli di evasori fiscali che, a loro dire, sottraggono risorse al soddisfacimento dei loro insaziabili istinti.

Sono politici, servi di partito, sfruttatori pubblici, imprenditori compiacenti, commercialisti cavillosi, avvocati azzeccacarbugli, professionisti del nulla e poi nani, ballerine, professori del bel vivere, parassiti che non è più possibile riconoscere.

Loro sono lì, continuano a stare lì e il nostro voto sarà la sola “ragione” che li giustifica.

Se non fosse così facile, inviterei tutti gli Italiani a votare il peggio, con il giusto coraggio anche B., con lui il risultato sarebbe garantito, tutto il peggio possibile. Bisogna farli cadere e noi dobbiamo cadere con loro. Forse questo è l’unico modo per tornare, rialzandoci,  ad apprezzare l’importanza di rimanere in piedi.

In ultimo, la tua è una bella testa, continuare a batterla contro il muro non ti porterà benefici, per quanto dura non dura a lungo. Ciao.

F.to Giuseppe Errico

Zollino, 20/2/2’13

 

 

 

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