TRA BIFORCONI & FORCAIOLI

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TRA BIFORCONI & FORCAIOLI

Pubblico un commento anonimo apparso su un sito internet:

“Aristocratici in Jaguar e contadini. Padroni e operai disoccupati. Autotrasportatori piegati dalle cartelle di Equitalia e nuovi ideologi del fascismo o ragazzi dei centri sociali di sinistra. Leghisti e grillini. Ex grillini e ex leghisti. Ex piddini e critici di Matteo Renzi. Sindacalisti di base o ex sindacalisti Cgil. Oppositori del fisco e indipendentisti veneti. Immigrati e ultras di squadre di calcio. Il movimento dei “Forconi” che sta piegando l’Italia da Nord a Sud è un magma vulcanico. Un pentolone in ebollizione pieno di sigle e controsigle, politiche, sindacali e di disparate associazioni di protesta. Non ha collocazione politica ben definita, né un coordinamento centrale, né un leader carismatico che al momento possa traghettarlo. Non c’è una ratio insomma, ma solo “spontaneismo” sostiene la maggior parte di loro. I presunti capi sono ormai noti. Come Danilo Calvani ex piccolo imprenditore dell’ortofrutta o Lucio Chiavegato falegname veronese e responsabile del Life Veneto. Ma ogni giorno ne spuntano di nuovi, come funghi. E si muovono senza una ragione razionale, senza un’ideologia, tra chi minaccia di bruciare i libri a Savona come Hitler nel maggio del ’33 fino a chi in piazzale Loreto a Milano organizza persino un’impiccagione sulla falsariga di quella del Duce Benito Mussolini.” (Articolo non firmato).

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TRA BIFORCONI & FORCAIOLI

Comunque, nonostante il pessimismo dell’autore sconosciuto sopra riportato, penso, anzi sono convinto che sono in tanti i cittadini onesti i quali hanno aderito per la disperazione, per mancanza di un reddito, per sopravvivere insomma son finiti in quella bolgia della protesta gestita da forconi e forcaioli. E questo è sotto gli occhi di tutti. Anche gli studenti hanno ragione da vendere con la loro protesta. Per loro lo studio è sempre più impraticabile, è sempre più a rischio e, acquisita la laurea, non intravedono soluzioni di lavoro e autosufficienza economica; inoltre  non mancano gli operai che a quaranta o cinquant’anni hanno perso il lavoro e son troppo vecchi per lavorare e troppo giovani per andare in pensione; giovani disoccupati o precari utilizzati come moderni schiavi; e poi milioni di pensionati con i loro 500 euro al mese che garantisce loro solo la fame. Mentre la fetta più grossa che incrementa e dirige questo movimento, ed è vero, è composta da padroni e padroncini, le solite partite iva, e in mezzo a loro certamente non mancano i soliti evasori fiscali e per non farsi mancare niente, si fregiano persino della compagnia di mafiosi e fascisti. Questo assemblaggio di categorie tra loro per niente affini, a mio avviso minaccia di fornire risposte sbagliate a problemi veri aggravando, così, ulteriormente la situazione.

Tutta colpa della politica? Sì e NO! Non si può dimenticare che la corruzione, l’evasione fiscale, le mille furberie di cui siamo capaci, è diffusa anche alla base e non solo ai vertici della piramide sociale. Certo, la colpa la individuo, in modo particolare, anche in quella massa notevole di politicanti i quali ci hanno infilato in questa deriva economico-produttiva, tutti presi solo dall’obiettivo di garantirsi buoni stipendi e ottime prebende. Perciò se ci troviamo politici furbi dipende anche dal fatto che ci son troppi furbi tra gli elettori. Infatti, chi ha votato i politicanti furbi? Quindi il saper discernere il grano dal loglio è sempre stata un’operazione difficile da realizzare, spesso per pigrizia, altre volte per opportunismo spicciolo, ma oggi più che mai è necessario far emergere anche questo discutibilissimo aspetto di cui son capaci una fetta di coloro che si lamentano. Ma spesso anche i politici onesti sono risultati abbastanza poco accorti, finendo con infilarci dentro ad una situazione di regole che hanno finito col danneggiare tutto l’apparato produttivo e amministrativo della Nazione. È il caso delle regole capestro che L’UNIONE EUROPEA ci ha imposto: l’inserimento in Costituzione del pareggio di bilancio; la modifica del capitolo quinto della Costituzione; la burocrazia sempre più invadente e soffocante per ogni possibile attività, i miliardi di euro che la BCE garantisce alle banche ma non ai privati che tentano di mantenere a galla le loro attività produttive; l’evasione fiscale che non si riesce a debellare, peggio ancora la corruzione ormai fin troppo diffusa. Sono queste le piaghe che stanno invalidando un’intera Nazione. Eh sì, c’è tanto da fare pulizia dei furbi e per rimettere in movimento l’economia nel nostro paese.

Detto ciò non si può tacere sul fatto che il modo in cui questa protesta va avanti è del tutto fuori dagli schemi necessari per tentare di rimettere sui binari giusti questa nostra economia. E la protesta senza un briciolo di prospettive e senza un’indicazione di come uscirne diventa protesta fine a se stessa, l’unica cosa che hanno saputo balbettare fin qui è stata: “ via il governo i partiti i sindacati tutti a casa”, come se questa eventualità risolvesse i problemi. In realtà sembra come se volessero fare un regalo politico ai populisti Berlusconi e Grillo, gli unici fin qui che per motivi diversi sognano nuove elezioni alle porte al fine di sedersi  su comode e potenti poltrone. Pensate, insieme a tanti evasori fiscali, persino la mafia rivendica la sua libertà e sembra quasi egemonizzare le manifestazioni insieme ai soliti fascisti, anche questi, bisognosi, poverini, di libertà.  Quindi se anche questi lugubri individui rivendicano le loro libertà questo la dice lunga sugli obiettivi che si  propone questa vandea del XXI secolo. È ora che la politica, quella vera, batta un colpo, si riappropri dell’autonomia economica necessaria, batta decisamente i pugni sul tavolo negli incontri europei, condizione indispensabile questa per rimettere l’Italia sul binario giusto. Ai politici onesti dico: signori, o adesso o diventa troppo tardi. Vorrei tanto sbagliarmi, ma penso che le condizioni per una nuova e bruttissima disavventura per l’Italia e per gli italiani è dietro l’angolo. Quindi, chi ha il dovere di agire agisca velocemente senza indugio alcuno. La repubblica non ha bisogno di altre marce su Roma, e solo voi, potere politico, la potete scongiurare.

Fto gaetano paglialonga

Collepasso, 14/12/2013

  1. Ma questi forconi dove sono finiti ?

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