TIR E MOLLA

 

TIR E MOLLA

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Foto e titolo da il manifesto

Questi padroncini dei tir, questi bisonti scatenati, fanno venire in mente il Cile del 1973. E, in mezzo a loro, non mancano né i fascisti né la mafia in perfetta simbiosi. Scarseggia benzina e i generi alimentari, la Fiat chiude le fabbriche, a Napoli appello per tenere la spazzatura in casa. Muore manifestante  investito da una camionista tedesca. Sembra un film sul colpo di stato cileno. Ma il Governo fa la voce dura e rassicura la UE: “i blocchi non saranno consentiti, ordinanze speciali per rimuoverli”. Insomma un clima cileno senza Allende, ma con la presenza del solito generale: il generale Pappalardo si schiera e sogna una bella avventura alla Pinochet sulla pelle degli italiani.

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Infatti, mentre di Pinochet ce ne sono diversi, di Allende neanche l’ombra!

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Non possiamo certo paragonare il Governo Monti a S. Allende e al suo Governo di Unidad Popular. Infatti, mentre Allende cercava di difendere i poveri contro i ricchi, Monti, pur con stile e classe da professore, rapina i poveri e difende i ricchi. Certamente con stile diverso dal trasandato, scomposto e sbrindellato governo del bunga bunga, ma con obiettivi comuni.

        Quant’è buono il Governo Monti? Tassa in ugual proporzione ricchi e poveri, più il lavoro che il capitale, più il capitale produttivo che la finanza, privatizza tutto anche l’acqua che un referendum aveva bocciato. Vuol liberalizzare tutto, dice, ma in realtà, i detentori della finanza che ci hanno trascinato in questa situazione, non si toccano. Così, banche e assicurazioni, autentici poteri forti, possono continuare a depredare i soliti noti!

Per i lavoratori dipendenti “trattamento speciale”: dopo aver trasformato il diritto ad una pensione in un miraggio da raggiungere alla soglia del trapasso, ora cerca di sbaragliare anche la cassa integrazione e l’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori. Questo si configura come comportamento eversivo. Infatti, questi diritti che sono stati raggiunti negli anni settanta dopo lunghe e dure lotte sindacali, e che mai nessuno aveva tentato di azzerare, pur se in tanti lo hanno sognato, ora c’è il rischio concreto che lo realizzi un Governo alieno alla prassi democratica.

Lo hanno detto in tanti: “se lo può permettere perché non è in cerca di consensi elettorali”. Quindi se ne frega dei cittadini elettori. Ma se così è siamo già fuori dalla prassi democratica! Nell’assenza di una sinistra che torni a coniugare l’idea di un blocco sociale alternativo, scivoleremo sempre più verso la “democrazia di Weimar”, anticamera del totalitarismo. Sinistra, se ci sei, batti un colpo! E se non ora quando?

F.to gaetano paglialonga

Collepasso, 25/1/2012

        

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