TI PIACE STUDIARE, NON TE NE DEVI VERGOGNARE….

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Finite le agognate vacanze estive, sempre troppo brevi quando sono alle spalle, ogni anno i banchi deserti di scuole e atenei si ripopolano e gli alunni tornano in classe. Ma il mondo della scuola ogni anno è attraversato da continue spinte all’innovazione: a marzo di quest’anno è stata introdotta l’obbligatorietà per il collegio dei docenti di adottare esclusivamente testi digitali misti, cioè distribuiti in parte sulla carta e in parte sulla rete. Il termine fissato è l’anno scolastico 2014/2015. Inoltre la razionalizzazione della spesa pubblica prevede la cosiddetta “dematerializzazione”: iscrizione “on line”, pagelle elettroniche e registri digitali. Il provvedimento è entrato in vigore nel 2012/2013, ma le difficoltà di applicazione lo hanno reso effettivo solo in parte e molti istituti si sono adeguati solo nell’anno in corso. Intanto è giunto il momento di registrare assenze, note e voti direttamente sul computer. Sul fronte università l’Italia si è distinta a livello internazionale nell’ambito della competizione tra business plan elaborati dagli studenti. I test d’ingresso delle facoltà universitarie a numero chiuso, sono ritornati alla vecchia calendarizzazione a settembre soppiantando quelli dell’ex ministro Profumo che li anticipava a luglio. Quest’anno proprio a luglio poi l’inventiva delle menti di casa nostra si è portata a casa 1° e 3° posto nell’ambito dell’ Intel Challenge

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Europe di Dublino, il team vincitore e la ElectroMagnetic, azienda nata nei laboratori della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e dell’ Istituto italiano di tecnologia. Suo il progetto che rivoluzione la tecnologia touch screen introducendo la terza dimensione: i moduli touch flessibili utilizzati oltre che nell’elettronica di consumo anche negli indumenti e in molti altri ambiti applicabili. E l’iniziativa è partita a settembre nelle università di Torino, Milano e Venezia con l’obiettivo di fornire ai ragazzi le basi per creare prodotti e servizi con un impatto sociale e ambientale positivo. In aula inoltre, grazie a workshop specifici si impara a muovere i primi passi nel mondo del social business, cioè come individuare il partner imprenditoriale ideale, creare un brand e reperire finanziamenti. Niente sbadigli o pisolini, la lezione si fa interessante.

Antonio Leo

Roma, 29/11/2013

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