TANTO VA LA GATTA AL LARDO…

 

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TANTO VA LA GATTA AL LARDO…

                Certo è che i partiti da soli non ce l’avrebbero fatta  a mettere al tappeto il satrapo nazionale. Quella notevole massa di giovani che sono stanchi di promesse fantastiche rimaste sulla carta e sulle sue 5 TV, attraverso altri canali di comunicazione hanno saputo coinvolgere molto di più delle televisioni addomesticate di regime. E l’incantesimo intorno al mago di Arcore si è rotto.

Ma se dovesse succedere che questi giovani, pur avendo dato una notevole spallata a questo governo impopolare, commettessero l’errore di pensare che si possa  fare a meno dei partiti, incorrerebbero nel più banale degli errori. La Grecia prima e la Spagna poi, hanno già ampiamente dimostrato che senza una guida, senza i partiti capaci di incanalare queste spinte al cambiamento, si esauriscono in poco tempo. La spontaneità, il ribellismo, se non trovano canali istituzionali, finiscono con l’esaurirsi nel giro di pochi giorni, e tutto tornerà come prima.

Un’enorme massa di italiani, compresa la nuova generazione di giovani cui sopra, con il referendum hanno  sancito che il pubblico non è affatto così cattivo come ce lo hanno descritto. Ed aver scoperto in tempi di precarietà e disoccupazione il bene pubblico, la responsabilità rispetto alle future generazioni, è un gran bel salto di qualità culturale degli italiani. Quindi, l’idea che non esistono beni pubblici funzionali all’interesse sociale, ma solo beni privati pronti a soddisfare esigenze collettive, non convince più la maggioranza degli italiani. Il calore dell’aria e l’aria pulita, l’acqua, la legge uguale per tutti, sono principi e interessi collettivi che non possono essere lasciati in mano al cinico profitto. Questi grandi principi non sono più dote di una esigua èlite, ma sono divenuti, finalmente, patrimonio di larghe masse popolari.

Due altri referendum sono necessari e urgenti da organizzare. Il primo è una riforma elettorale proporzionale che dia agli elettori la possibilità di scelta dei propri rappresentanti, oltre che a togliere quel demenziale premio di maggioranza; l’altro per annientare l’odiosa legge 30 sulla precarietà del lavoro. Tutte e due queste leggi volute da questa maggioranza dissennata e antipolare dovranno essere stralciate nel più breve tempo possibile. Riprendiamoci i nostri diritti confiscati da questo governo, con le lotte e i referendum.

F.to gaetano paglialonga

Collepasso, 15/6/2011

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