TANTO VA LA GATTA AL LARDO…

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TANTO VA LA GATTA AL LARDO…

Oh quante belle guerre abbiam scatenato. Ora prepariamoci a raccogliere i cocci.

Dalla Iugoslavia all’Irach, dall’Afaganistan alla Siria, dalla Libia al Mali, non meno di un milione di morti innocenti nell’arco di 25 anni; complimenti, idioti!

L’impero è sempre stato così e quello angloamericano con i soliti utili idioti degli europei non è da meno. Ogni impero ha sempre cercato di sottomettere il mondo intero, ma arriva sempre il momento in cui il suo potere si è talmente allargato che finisce nel non controllare più un cacchio di niente ed inizia così la sua decadenza, ma mai sparisce finchè un altro non prende il suo posto di dominatore globale. Gli imperi sono sempre stati e sempre saranno il cancro dell’umanità. Non credo che da questa disumana condizione l’umanità saprà liberarsi, troppo egoismo in circolazione, troppo arraffare a danno del prossimo suo.

Tra libri storici, documenti e film, abbiamo fatto il pieno delle sbruffonate e cattiverie del vecchio regime fascista, anche questo era convinto che sarebbe stata una passeggiata entrare in guerra contro la Francia e l’Inghilterra. Masse oceaniche di rincoglioniti italiani urlavano la loro approvazione alla guerra. Tutto filò liscio e il consenso aumentava finchè i fascisti italiani e i nazisti tedeschi spianavano e radevano al suolo intere nazioni. Anche questi si allargarono fin troppo ed iniziarono le sconfitte. Ma fin lì, gli italiani applaudirono, poi quando gli alleati iniziarono a bombardare l’Italia e migliaia di morti si cominciarono a contare, tutto quell’entusiasmo iniziale svanì, e in poco tempo tutti, o quasi tutti, diventarono anti fascisti. Incredibile come la storia si ripete, come gli errori del passato non insegnano niente alla classe politica, ai papaveri di tutto il mondo.

C’è di peggio, mentre tutto brucia, dalla crisi economia alle guerre, non solo in Libia ma anche nell’Ucraina, quel bullo imbecille di periferia che risponde al nome di Renzi pensa alle modifiche istituzionali e se le sta facendo tutte da solo a suo uso e consumo. Se non è fascista anche questo come cacchio poterlo definire?

La Costituzione, con l’articolo undici, aveva già definito illegale le guerre nei confronti di chicchessia e puntava a difendere invece con le unghie e i denti i confini italici. Abbiamo assistito invece, su volontà di questa spudorata classe politica, aggredire intere nazioni con la foglia di fico di esportare la democrazia e a volte anche con la spudorata menzogna delle armi di distruzione di massa. A queste stravaganti decisioni dei politicanti nostrani, c’è stato un atteggiamento altrettanto stravagante da parte dei militari, i quali si son buttati in quelle disavventure come le mosche sul miele e con spirito più da mercenari che da militari facevano a gara per partire per primi. Hanno inneggiato al loro sacrificio tutti i benpensanti nel momento in cui qualcuno ci lasciava la pelle. Elogi, medaglie al valore e persino monumenti a questi caduti di queste guerre più che mai infami.

I soliti politicanti da strapazzo hanno già prospettato un intervento armato per fermare l’Isis. L’unico politico che ha avuto l’ardire di dire di no, “fermatevi perché è tutta colpa nostra” è stato Romano Prodi. Il resto, all’unisono, non vedono l’ora di spedire aerei a bombardare di nuovo la Libia. Migliaia di tonnellate di bombe sulla Libia sono state già sganciate per eliminare Gheddafi, che, stranamente, di colpo diventò cattivo agli occhi di chi fino a quel momento aveva fatto grossi affari. E no, basta con queste aggressioni, impariamo a difenderci e a difendere i nostri confini,  questo ci impone la nostra Costituzione. Poi voglio vedere quanti militari partiranno volentieri a fermare queste nuove bande di nazifascisti coperti, questi, non dalla razza ariana come fu per il nazifascismo, ma dal loro Corano e dal loro Allah akbar. A coloro che faranno il loro dovere fino in fondo di difendere le frontiere italiane, a questi sì, non mi scandalizzerei se dovessimo ricominciare a innalzare ulteriori monumenti alla memoria. Questi sì che se li meriterebbero. E che non dimentichino mai che hanno giurato sulla Costituzione e non su questo o quel governo.

F.to pagliatano

Collepasso, 16/2/2015

 

 

 

  1. L’offensiva dell’Isis in Siria e in Iraq è il segno del fallimento della strategia di contrasto euro-americana nei confronti di una minaccia che non è più regionale ma globale. I raid aerei non hanno intaccato la capacità militare del “Califfato”, le cui milizie non se la devono vedere con eserciti agguerriti e ben motivati, ma con organizzazioni statuali in disfacimento. Se le formazioni con la bandiera nera non sono ancora arrivate a Baghdad non è certo per i droni americani, ma per l’appoggio che le forze speciali iraniane garantiscono al premier Haydar al Abadi. E l’appoggio irianiano agli sciiti di Baghdad ha poi il suo costo geopolitico in Arabia Saudita: forte è il timore di Riyad per il riconoscimento di Teheran come player dello scacchiere del Medio Oriente. Già partita con riluttanza, la strategia americana risulta ostacolata dalle rivalità politiche (e religiose) nell’area del Golfo. E viene un po’ da sorridere al pensiero che, mentre sui media occidentali si enfatizzava l’uccisione del “ministro del petrolio” dell’Isis da parte di un drone, le forze del Califfato sferravano con successo il loro attacco a Ramadi in Iraq e a Palmira in Siria.

    Così, al di là delle condanne verbali e dello sterile auspicio di interventi militari risolutivi, gli Usa e l’Europa (quello che una volta si chiamava “Occidente” e che un po’ intimoriva le varie teste calde sparse per il mondo) non riescono proprio ad andare, con buona pace dei proclami sulla necessità di garantire pace e stabilità alle aree più calde della Terra. Occorrerebbe, quantomeno, una mobilitazione più decisa dell’opinione pubblica europea, non fosse altro perché il problema dell’offensiva dell’Isis ci riguarda molto da vicino; e non solo per la contiguità geografica, ma anche e soprattutto per la natura “apocalittica” dell’ideologia che ispira i tagliagole con la bandiera nera. Richiamarsi all’idea di “Apocalisse” non è purtroppo una stravaganza, non lo è davanti alla strategia dell’orrore e della devastazione attuata nelle terre che furono culla della civiltà dell’uomo. L’Isis ha condotto alle estreme conseguenze l’ideologia, già devastatrice, di Al Qaeda. L’obiettivo dei miliziani di Abu Bakr al Baghdadi è quello di riportare i popoli dell’Islam alla “purezza” delle origini: praticamente al VII secolo, cioè il tempo di Maometto e dei primi Califfi.

    E’ un’irruzione di Medio Evo in pieno XXI secolo che deve suscitare allarme. E ce lo dimostrano proprio le notizie che arrivano in queste ore sulle distruzioni compiute nel sito archeologico di Palmira, dopo le analoghe distruzioni delle statue di Ninive, ritenute “idolatriche”. Già l’abbattimento, nel 2001, delle statue del Buddha di Damiyan ad opera dei Talebani aveva dimostrato la potenza distruttrice dell’ideologia islamista. Oggi siamo a un passo ulteriore. Ed è terribile pensare che l’ideologia apocalittica della “purezza” ottenuta con distruzione della memoria culturale vada oggi conquistando migliaia e miglia di menti. L’Europa e gli Usa non devono voltare il capo dall’altra parte.

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