SULL’OMOSESSUALITA’

omofobia

SULL’OMOSESSUALITA’

“La luce della conoscenza che splende nell’oscurità dell’ignoranza”

         Sull’omosessualità, prima di esporre la mia opinione, è opportuno ricordare quanto ha stabilito, per i credenti, Saulo di Tarso, alias S.Paolo: (Romani, 1, 24-32 “pur sentita la parola del Signore, non hanno dato gloria come Dio, né gli hanno reso grazia; per questo Iddio li ha abbandonati a turpi passioni. Le loro donne infatti hanno cambiato l’uso naturale in quello che è contro natura; e gli uomini pure, abbandonato l’uso naturale della donna, si sono accesi di perversi desideri gli uni per gli altri, commettendo turpitudini maschi con maschi, pieni come sono di ogni iniquità, perversione, cupidigia e malizia; pieni d’invidia, di omicidio, di discordia, di frode, di malignità. Calunniatori, maldicenti, odiatori di dio, arroganti, altezzosi, millantatori, inventori del male, ribelli ai loro genitori, privi di senno, di lealtà, di affetto, di misericordia”. Omofobia allo stato puro!

Ma credo sia il caso di aggiungere che questa arringa contro l’omosessualità di Saulo di Tarso, non è che sia poi tanto originale, infatti, YHWH, ovvero, Geova o Jawè, nell’Antico Testamento aveva già dato disposizioni a Mosè in tal senso, infatti nel Levitico 2 “contro la famiglia” al punto: 20, 13, aveva sancito quanto segue: se un uomo giace con un altro uomo come si fa con una donna, tutti e due hanno commesso una cosa abominevole: siano messi a morte: il loro sangue ricada sopra di loro”. Parola di Javè, ovvio, riferita dal Mosè il legislatore.

Però, siccome S. Paolo è considerato, a torto o a ragione, il fondatore vero della santa chiesa cattolica, ecco che le parole dell’ultimo papa Francesco scandisce quanto segue: chi sono io per giudicare l’omosessuale? ecco che questa affermazione, di fatto, risulta rivoluzionaria per la chiesa cattolica. Ce la farà questo santo pastore a far passare nella mente e nel cuore del suo “gregge” una visione alternativa a quanto la chiesa ha imposto per secoli? Ho molti dubbi! Anche Giovanni XXIII ci ha provato a dare una sterzata più consona e coerente con i vangeli e con i tempi moderni, superando sia S. Paolo che tantissimi discutibilissimi teologi. Ma son bastati altri due papi che sono arrivati dopo di lui per azzerare tutto quanto aveva seminato e fatto partorire dal concilio Vaticano II.

Ora, secondo la mia forma mentis, secondo le mie informazioni e cultura, dovrei cominciare con il sostenere che, in una società democratica, che non è la stessa cosa di uno stato etico, dovrebbe essere vietato solo ciò che danneggia il prossimo. Ciò che va contro gli interessi e il quieto vivere di chi ha bisogni e tendenze sessuali diverse. C’è forse qualcuno che può onestamente sostenere che una coppia di omosessuali, siano essi di sesso maschile o femminile, danneggino il quieto vivere delle coppie eterosessuali? Io non lo credo affatto, anzi, pur essendo un convinto eterosessuale giuro che non mi disturba affatto sapere che altri hanno gusti sessuali diversi dai miei. Da questa considerazione scaturisce la mia totale incomprensione sul piano giuridico e politico del totale rifiuto, sia per gli ambienti ecclesiastici, sia per certi ambienti politici di “atei devoti”. Il loro rifiuto di prendere in considerazione anche le coppie di fatto degli omosessuali lo trovo disumano, ma soprattutto, fuori da quelle giuste e opportune esigenze di una società laica e tollerante.

Ma  la cosa che mi fa sorridere, è ascoltare le suppliche di tanti credenti omosessuali i quali si rivolgono addirittura al clero, alla chiesa cattolica, al fine di ottenere umana comprensione e tolleranza nei confronti delle loro diverse esigenze e gusti sessuali. Poveracci, nessuna delle tre religioni monoteiste, l’ebrea, la cristiana e la musulmana, potranno mai tollerare ciò che per loro è peccato, grave ignominia, infamia, disonore, vergogna, lo sanno anche le pietre che i loro dèi sono omofobi. Quindi consiglio, se non possono fare a meno di credere a qualche favola trascendentale, meglio definite religioni con i loro infiniti miti, di rivolgersi al paganesimo. Questo sì tanto tollerante: da Achille il piè veloce con il suo Patroclo, all’imperatore Adriano con il suo Antinoo, hanno goduto liberamente dei loro gusti sessuali senza che nessuno abbia trovato discutibile i loro gusti. Allora rivolgetevi a Zeus, andate nell’Olimpo e lì scegliete il dio o la dea che più vi può capire e proteggere. Tranquilli, lì ci sono dèi e dee per tutti gli umani gusti. Altre soluzioni, per il momento, non ne vedo.

F.to pagliatano

Collepasso, 9/1/2016

 

 

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *