Sull’immigrazione:

gli schiavi

 Sull’immigrazione:

Quante guerre abbiam scatenato! ora ci tocca raccogliere i cocci!

            Lamentarci dell’immigrazione di africani e mediorientali è una stravaganza che si possono permettere, oltre, ovviamente, agli ignoranti e  a coloro che la memoria gli fa difetto, ma soprattutto a coloro i quali cercano, sconsideratamente, di utilizzare questo problema per fini spudoratamente elettorali. Con il colonialismo degli Europei prima e, degli americani poi, sono stati massacrati milioni di individui di queste nazioni; sono state distrutte culture e colture; hanno reso schiavi una infinità di popoli fino a sradicarli dal loro ambiente e trasferirli nei paesi occidentali e capitalisti e, per centinaia di anni, utilizzati come schiavi. Il tutto si faceva con la foglia di fico di andare lì per civilizzarli; oggi la foglia di fico è diventata più subdola, oggi sostengono semplicemente che sono interessati ad esportare la democrazia e, chi ci crede buon per lui, chi non ci crede è solo un matto, un pazzo da ricoverare, è il pensiero unico, l’ideologia della globalizzazione, bellezza! Quindi, c’è poco di che chiacchierare a vanvera, c’è invece di prendere coscienza che: il nostro benessere galleggia su un immenso mare di sangue di questi popoli e, i soliti pescecani ci sguazzano allegramente, grazie anche a tanta disattenzione nelle migliori delle ipotesi e, nelle peggiori, per puro e semplice egoismo nostrano per questi problemi che colpisce milioni di concittadini, pasciuti e panciuti benestanti. Perciò lamentarci di questa marea che ci arriva addosso di immigrati, è da incoscienti, o da ignoranti. Stiamo pagando,  le scorrerie dei nostri antenati e degli attuali aspiranti colonialisti, ed è un puerile tentativo di dichiararci fuori da questo grave problema che abbiamo realizzato, sì, anche noi italiani, In Africa ci siamo andati anche noi, dal Corno d’Africa alla Libia. E ultimamente, fino a pochi anni fa, abbiamo distrutto, insieme a tutta l’armata occidentale,  la Jugoslavia, l’Iraq, la Libia, l’Afghanistan e tanti altri paesi ex colonie europee. E mentre si massacravano centinaia di migliaia di uomini donne e bambini in questi paesi con coscienza viperina, oltre a definire questi massacri “effetti collaterali”, innalzavamo monumenti ai nostri caduti e li trattavamo da eroi solo perché, ogni tanto, qualche massacratore occidentale ci lasciava la pelle nell’esercizio del loro bastardo mandato ricevuto. Tutto ciò è sembrato pazzesco, non solo a questi popoli, ma anche a chi, tra di noi, non ha smarrito del tutto la coscienza umana.

 

Ma detto e sottolineato l’aspetto terribile degli interessi capitalisti occidentali nel corso dei secoli trascorsi fino ai nostri giorni, non si può ignorare come e quanti sporchi affari si stanno realizzando, ancora una volta, ai danni, non solo degli immigrati, ma anche ai danni dei poveri nostrani cittadini e, sono milioni, è bene non dimenticare mai questo fatto incontrovertibile. Già, perché questo è sì un altro brutto paradosso, una Nazione complessivamente ricca, lascia ai margini e nella disperazione della sopravvivenza milioni di italiani. La realtà, che che se ne dica e racconta il presidente Boy scout democristiano sedicente di sinistra. La realtà ci racconta, invece, del 40% di giovani disoccupati; di precarizzazione del mondo del lavoro; di pensioni sotto la soglia di sussistenza per milioni di uomini e donne; di povertà che tocca percentuali vergognose nel mezzogiorno; di cure sanitarie impossibili per 11 milioni di persone; di mancanza di sicurezza; di servizi sociali sempre più carenti e/o assenti; infine, una gestione spesso irrazionale del fenomeno immigrazione. Ignorare tutto questo è terribile per le conseguenze che ne possono derivare, per lo spazio che si sta creando ai populisti e ai fascisti di ogni risma. Ed è su questo punto che, a mio parere, vale la pena di analizzare quanto sta accadendo di brutto. In quanto ai fanatici integralisti musulmani, niente di nuovo, il cristianesimo, nei secoli scorsi ha fatto di peggio. Non ci credete? Ecco una perla tutta cattolica: Bernardo di Chiaravalle, monaco impegnato in tutta Europa a organizzare e a spingere alle crociate contro i musulmani, il suo imput della propaganda era: “Uccidendo l’infedele non si commette un omicidio ma un malecidio, cioè si uccide il male, quindi è un bene, perciò massacrate l’infedele è dio che lo vuole”. E giù massacri di musulmani a non finire per due interi secoli da parte dei crociati contro i musulmani. C’è chi sostiene che dio è morto, ma i musulmani, con il loro integralismo, con le loro efferatezze, ci ricordano che è vivo più che mai. E chi ha consapevolezza di questo sa che, morirà, questo fantomatico dio, solo quando sarà morto l’ultimo uomo e donna sulla terra. E questo è poco ma sicuro. Giacchè è l’uomo che ha creato dio a sua immagine e somiglianza e non viceversa. E, dietro il quale, si è sempre giustificata ogni efferatezza umana per raggiungere degli scopi tutti terreni. Insomma come giustificare e rendere persino “giusto moralmente” le peggiori bestialità umane. A questo sono sempre servite le varie religioni e i vari dei.

Nonostante tutto questo, non si può ignorare che questa nuova ondata di fanatismo religioso, questa volta di matrice islamica, che a questa tremenda alternativa queste democrazie occidentali, ormai ridotte a poco più dei veri e propri simulacri occorre porre fine. Quindi, una democrazia di fatto agli sgoccioli e, il fanatismo religioso ottuso e medievale, ritorna come sempre e, su questo, non si può avere dubbi: è necessario, d’ora in poi, lottare per sostenere la democrazia contro la globalizzazione dei mercati, contro il liberalismo cinico, contro il pensiero unico da questi elaborato e imposto alle masse con tutte le conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti. Solo allora, una volta vinta la guerra contro i nostri nemici interni, è possibile avere le carte in regola, la forza morale e, fatto il pieno dei valori umani, allora sì, si poterebbero sconfiggere i nuovi fanatismi di carattere trascendentale. Ma finchè ciò non lo realizziamo, saremo sempre perdenti, e non credo che meriteremmo sorte migliore.

Ciò che oggi preoccupa in modo particolare è la mancanza da parte della sinistra, ma sì, lo sappiamo, è quasi inesistente, prima era diventata liquida ora è gassosa, io continuo a puntare su una nuova sinistra, lo schieramento di S.I. sinistra italiana, dove sono confluiti quasi tutti i partitini della sinistra antagonista. E comunque sarebbe buono e opportuno che tutte quelle organizzazioni del volontariato che si strappano le vesti per difendere gli ultimi, però poi chiudono gli occhi sui dati eclatanti che ci circondano, così facendo seminano solo perplessità. Il dato preoccupante è che questo sistema capitalista per realizzare i suoi più reconditi sogni, ha bisogno di un bacino di disoccupati. Ora che siamo in una profonda crisi scaturita dalla finanza internazionale, opera piratesca dei soliti  pescecani che ha comportato di suo una massa enorme di disoccupati, è sotto gli occhi di tutti. È evidente che questa immigrazione non fa altro che ingrossare il bacino dei disoccupati, quindi, manna per gli aguzzini, per i profittatori, complessivamente per il sistema capitalista. Insomma, anche la politica si inserisce in questo contesto e non fa altro che approfittare, assecondare, spianare la strada a questa condizione per ridurre ulteriormente lo stato sociale, o quantomeno realizzare i sogni e i progetti delle centrali internazionali del profitto. Così la sfiducia diventa il principale propellente che alimenta e muove la macchina di guerra dell’antipolitica, pronta a tracimare nella cieca protesta e, alla fine, nell’attacco alle istituzioni democratiche. Siamo, e chissà per quanto tempo resteremo in questa situazione che va sempre più degenerando e finirà con il mandare a gambe all’aria la democrazia e le nostre Istituzioni conquistate con tanto sangue e sacrifici. Questa nostra democrazia, frutto dell’industrializzazione e del secolo dei Lumi, nonchè dovuta anche allo sfruttamento di quei paesi e popoli, oggi siamo persino arrivati al super consumismo. Ora, questa situazione tende a inabissarsi spinta dalle disumane contraddizioni con le quali si è formata. Un destino, di certo, non roseo per le future generazioni, a meno che questa classe politica degenerata non ritrovi orizzonti più consoni e si tolga dalle contraddizioni e dalla altezzosità che la caratterizza. E deve essere l’Europa, tutta intera che deve elaborare una via di uscita da questa crisi, perché tutta intera ne porta la responsabilità della situazione attuale. Cambiare o perire, non ci sono alternative.  

F.to pagliatano

Collepasso, 23/9/2016

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