SULLE FONTI ENERGETICHE

 

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Sit-in anti-biomasse.

Sabato 1° maggio, nella zona industriale di Casarano, nei pressi in cui dovrebbe sorgere la centrale a bio masse “Heliantos 2” (stesso tipo che era stata proposta per Collepasso), si è svolta una manifestazione. Il comizio che ne è seguito, ha  posto l’accento sull’inquinamento e sul danno che arrecherebbe alle comunità vicine la centrale su detta, se si dovesse realizzare. Dalla presenza significativa, in termini di militanze politiche, si è capito anche che lo schieramento è trasversale ai partiti, raccoglie cioè, adesioni da tutte le direzioni, così come in tutte le direzioni, esistono sia gli scettici, sia i favorevoli all’impianto. Quindi, l’ambiente, l’inquinamento, la qualità della vita, è un problema che tocca tutti gli uomini e donne, indipendentemente dalle simpatie politiche che ognuno esprime al momento del voto, ma non tutti hanno le idee chiare sulle centrali a bio-masse. Quanto meno questo si registra alla base. Se invece, rivolgiamo lo sguardo verso i candidati, scopriamo che quasi sempre  questi si muovono secondo un piano rivolto ad assicurarsi il consenso elettorale, non certo per la scelta più appropriata. Infatti, non è necessario essere dei bravi osservatori per capire l’opportunismo degli esponenti politici locali, i quali, si stanno dannando per convincere proprio tutti, che sono contro l’inquinamento. Nel frattempo però, nessuna attenzione pongono per cercare di fermare la decisione del loro Governo amico contro le centrali nucleari già decise (e questa si può chiamare, malafede politica).

Considerazioni da interessato, non esperto. Quindi, un’opinione opinabile:     

Se ho capito qualcosa in fatto di fonti  energetiche, mi pare di poter  affermare che le fonti  di origine fossile, carbone, petrolio, gas, hanno già arrecato gravissimi danni (oltre ad essere in via di esaurimento) e, tutti gli scienziati e ricercatori, concordano sulla necessità di sostituire tali materie prime, e  consigliano, anzi ritengono indispensabile,  sviluppare al massimo le fonti rinnovabili, al fine di ridurre, e in seguito,  eliminare del tutto l’utilizzo delle fonti  fossili.   Ma, ahimè, tutte le attività umane, qualunque, anche il solo respirare e mangiare, produce già  inquinamento atmosferico, figuriamoci il costruire attrezzature atte a produrre energia alternativa, sia dal sole, o dal vento, o dalle bio-masse, se può mai esser immune da un certo grado di danno ambientale.  Vediamo ora  i relativi danni che anche queste così dette fonti rinnovabili producono, e come ridurne al minimo l’impatto negativo.

Le meno inquinanti sono senza dubbio l’energia solare: pannelli fotovoltaici; pale eoliche: cioè, quella prodotta dal vento. Mentre quella prodotta dalle bio-masse, non si può dire immune da inquinamento. Ma la cosa che sfugge ai più, a mio parere, è che l’inquinamento maggiore, non avviene lì dove la centrale viene impiantata, ma a monte. Questa centrale prospettata per la zona industriale di Casarano, brucia 1000  litri di olio di colza ogni ora, 24 mila ogni giorno. Per produrre una quantità tale di olio, da poter alimentare una centrale di questo tipo, per ogni giorno, significa  che, in un’altra parte del pianeta, sono stati sottratti alcuni milioni di ettari alle coltivazioni alimentari, oltre ai milioni di ettari di boschi che si stanno distruggendo per far fronte a questa domanda di nuove quantità di prodotto combustibile per centrali. E questo è già un grave danno. Quindi, oltre al danno per i boschi distrutti, c’è anche l’inquinamento prodotto dai mezzi moderni di produzione agricola, da aggiungere il trasporto del prodotto ecc… Perciò, devono essere un po’ matti coloro i quali pensano di accendere la luce con l’olio di colza e/o girasole, e far viaggiare le auto con la benzina verde, ricavata, anche questa, da alcuni prodotti agricoli. Così rischiamo di accendere la luce, camminare con la macchina, però non avere abbastanza soldi per comprare da mangiare. Così, Fidel Castro, si è espresso su questo processo qualche tempo fa: “Questa strada dissennata  toglie il pane dalla bocca per metterlo nel serbatoio di una macchina”. Paventando, soprattutto per i paesi più poveri, l’impossibilità ad accedere alle risorse agricole che diventerebbero sempre di meno e quindi sempre più a prezzi proibitivi per queste popolazioni. Come abbiamo visto non tutte le fonti rinnovabili sono compatibili.

Per gli impianti fotovoltaici è solo necessario che si installino preferibilmente su terreni non agricoli, sui terrazzi di abitazioni private, su edifici pubblici, su capannoni industriali, ed evitare ad ogni costo, l’utilizzo della terra coltivabile. A Collepasso, non avendo ancora provveduto all’attuazione di un regolamento, c’è il rischio di una desertificazione dei territori che ci circondano (c’è chi pensa e dice male per questo mancato regolamento. Infatti, la solita opposizione sostiene che questo sta avvenendo, al fine di  garantire amici e/o parenti).

Per le pale eoliche, anche per queste, vale anche qui un po’ di buon senso nello scegliere i luoghi di installazione. Lontano dai centri  abitati e lontano dalle terre coltivabili.

Insomma, si può fare, ma occorre buon senso e soprattutto non lasciare mai decidere ai privati. E controllare gli esponenti politici affinché le loro decisioni non siano influenzate da interessi particolari (vedi tangenti), ma che rispondano ai reali interessi dei cittadini. Tanto travaglio è necessario per trovare fonti alternative e rinnovabili. E ciò  al fine di far chiudere il più presto possibile la centrale a carbone di Cerano e ridurre le emissioni di carbone dell’Ilva di Taranto, queste sì, e da sempre, fonti di micidiali inquinamenti.

Ma il vero paradosso sarebbe quello che, dopo tanto lavorio, dopo tanto distinguo sulle fonti energetiche rinnovabili, arriva il governo e ci impone la centrale nucleare qui tra Nardò e Avetrana. Alla faccia di tutti quei simpatizzanti berlusconiani che ora stanno facendo le pulci alle centrali a bio-masse, poi, vedrete, non troveranno il coraggio di dire no al loro grande capo nazionale e a Fitto, il loro capo locale.

 f.to  gaetano 

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