SULLA SHOAH

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negare cioè, il genocidio che il nazi-fascismo ha realizzato nel secolo scorso. Perfidi sono da considerare coloro che negano quel genocidio infame. Un genocidio che, oltre a milioni di ebrei, ha prima ridotto a larve umane e poi ucciso anche omosessuali, zingari, comunisti e tutti coloro che trovavano l’ardire di avanzare riserve sul nazi-fascismo, su quell’ideologia infame dominante nella prima metà del secolo scorso. Attraverso quella demenziale ideologia, sfoderata dai peggiori figuri che la natura ha saputo realizzare, hanno cercato di giustificare il loro agire da bestie crudeli, infami, scellerate. E oggi, come se nulla fosse successo, c’è ancora chi sostiene una tale infamia: i neo nazisti, i nipotini di Hitler, eccoli pronti a ricominciare con il solito razzismo, e manco a dirlo, dai soliti ebrei.

Ma altri genocidi sono stati consumati nel mondo durante il secolo scorso e, tutt’oggi, non possiamo dirci ancora liberati da questi disumani atteggiamenti. Questi moderni genocidi, come i più antichi del resto, vengono giustificati, spesso, anche in nome di una fede, in nome di un dio cattivo e razzista, e ogni persona sana di mente capisce che non può esistere un dio più cattivo del peggiore esemplare umano. In realtà si è sempre trattato di smania di potere da estendere, da consolidare, territori da conquistare e sottomettere, utilizzando a piene mani questa o quella religione. E siccome i poveri di spirito, masse di umani pronti a schierarsi in nome di un dio qualunque sono sempre esistiti, esistono, ed esisteranno sempre, c’è di che preoccuparsi non solo del passato ma anche del futuro di questa dissennata parte dell’umanità. Più che di dio e satana, penso sia da considerare, da preoccuparsi e da analizzare, il bene e il male che è presente in ogni coscienza umana, in ognuno di noi.

Una personale osservazione critica della storia mi ha portato a constatare un altro pernicioso problema che emerge in ogni epoca storica: Un popolo debole e sottomesso, il quale ha subito angherie di ogni genere, il giorno in cui riesce a liberarsi e diventare forte e potente, utilizzerebbe nei confronti di altri popoli le stesse ingiustizie che esso stesso ha subito in precedenza. E questo è sotto gli occhi di tutti: Il popolo ebreo, meglio dire israeliano, ieri perseguitato per secoli,

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oggi perseguita e sottomette un altro popolo, i palestinesi. Ma non mi faccio illusioni, lo so, il giorno in cui i palestinesi dovessero riuscire a diventare forti, potenti, utilizzerebbero la stessa cattiveria nei confronti di altri popoli, con uguale e contraria violenza di cui sono oggi vittime da parte degli israeliani. Quindi, stare sempre dalla parte dei deboli, sapendo bene però che quando il debole sarà diventato forte, le mie simpatie vanno sempre al prossimo debole, chiunque esso sia. Mai sposare per sempre la causa di un popolo, ma sostenere sempre la causa dei deboli, dei perseguitati, degli oppressi, dei diseredati.

Se l’umanità, le masse, i popoli, riuscissero a imparare a non odiare il prossimo, non ci sarebbe più trippa per i guerrafondai e le religioni tornerebbero al loro spirito originale, “un’ingenua cura per coloro che vogliono sopravvivere alla morte”. I miscredenti come me, coloro che non si credono il prodotto di una creazione ma di un semplice e bellissimo scherzo della natura, continueranno tranquillamente a coltivare l’idea di dover “ritornare nel nulla come dal nulla sono arrivati”, e ognuno vivrà tranquillamente nelle sue comode o scomode verità relative.

gaetano paglialonga

Collepasso, 18/1/2014

 

 

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