SULLA CRISI GOVERNATIVA

Renzi  alfano berlusconi Letta

SULLA CRISI GOVERNATIVA

(DAL  LEADERISMO  AL  CESARISMO?)

            Eh sì, il rischio è grande, comunque è sempre meglio un cesarismo che si realizza all’interno di un partito e con il volere espresso dal suo popolo che il cesarismo che si alimenta del denaro privato e del potere economico, su questo non ci piove.

Tuttavia, la deriva plebiscitaria è insita in tutti e due i casi. Il “nostro” Renzi, Presidente del Consiglio in fieri, non solo non lo nasconde, ma addirittura lo sbandiera come una caratteristica necessaria, indispensabile per una democrazia del XXI secolo. Sarà, di certo però la democrazia è già di fatto diventata un simulacro di se stessa, un altro passo ancora e finiremo del tutto fuori dalla democrazia così come la Costituzione impone. Dopo aver assistito per vent’anni al piegare le regole del gioco democratico ai fini personali e di bottega, e in questo il caimano è stato propugnatore e maestro, ora ci troviamo di fronte ad un nuovo fenomeno tutt’altro che rassicurante.

Ancora non ci ha parlato di superuomo il “nostro” Renzi, però con la sua notevole tracotanza, con quella sua personalità straripante, con quel suo ingorgo di pulsioni che dal cervello gli arrivano alla bocca, compresa la sua “Rottamazione”, ha comunque fatto venire in mente Nietzsche con il suo Zaratustra. Qualche citazione: “un uomo solo al comando è bellissimo; a trentotto anni sono pronto a fare tutto; se andiamo alle elezioni li asfaltiamo; non mi piace perdere neanche alla playstazion”; quel suo “Fassina chi?”, poi. Insomma è un movimentista, vale a dire tanta tattica e nessuna strategia. Quindi è tale ed è tanta l’ambizione in lui, troppa è la sicurezza, o sicumera? E tutto ciò non richiama anche a voi un altro personaggio che avevamo appena messo da parte e che il “nostro” Renzi ha riabilitato? Quell’unto dal signore! Già, questo caimano trova sempre qualcuno che lo rimette in piedi, lo fece D’Alema, poi lo fece Veltroni, ora lo ha fatto Renzi. Più che unto dal signore sembra ripetutamente unto e bisunto dai suoi avversari politici.

Queste sue affermazioni temerarie la dicono lunga sul rispetto che ha nei confronti di coloro che dissentono dalla sua tracotanza, nonché della concezione riduttiva che ha della democrazia, della dialettica, del confronto, strumenti questi, indispensabili per governare nei confini tracciati di una democrazia. Il programma poi, se mai ne avesse uno veramente, ce lo deve ancora spiegare, per adesso abbiamo ascoltato solo parole incendiarie e orizzonti vaghi. Detto tutto questo, c’è da augurarsi che Renzi, essendo di formazione democristiana, abbia assimilato bene la strategia della DC prima e del PSI poi, i quali con la strategia dei “due forni” riuscirono a restare a galla per ben quarant’anni. Mi auguro che questa strategia la utilizzi perché potrebbe funzionare: utilizzare cioè i “due forni” disponibili nel centro destra (Alfano-Berlusconi) sfruttando le loro rivalità e servirsene alla bisogna. Se gli riuscisse questa strategia forse potrebbe portare a casa qualcosa di buono per sé e per i cittadini. Sempre che non finisca risucchiato nei soliti programmi liberisti, sponsorizzati da sempre, dalla destra. Comunque tanti auguri, Renzi, non tanto per la tua sorte politica, che a me personalmente non può fregar di meno, ma per la sorte di tanti milioni di cittadini italiani, me compreso, che se la passano piuttosto male.

F.to gaetano paglialonga

Collepasso, 16/2/2014

 

 

 

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