SUL FINANZIAMENTO PUBBLICO AI PARTITI

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SUL FINANZIAMENTO PUBBLICO AI PARTITI

SI PROPONGONO ANTICHE RICETTE!

Che sul finanziamento pubblico e prebende varie ai parlamentari ed esponenti regionali fosse necessario intervenire per eliminare sprechi e spese stravaganti e vergognose, era ed è sotto gli occhi di tutti. Uno spreco che di fronte alla crisi che attanaglia tutti, una riduzione dei costi era ed è necessaria e doverosa. Ma che così facendo si risolva il problema della crisi, è pia illusione. Perché l’ordine di grandezza di queste spese risulta ben poca cosa se paragonata al costo annuo della macchina dello stato che è di 800 miliardi annui. È qui in questo ordine di spese che bisogna necessariamente saper intervenire per ridare linfa al lavoro e alle imprese e che la piantino con i “tagli lineari” e si insista invece con il taglio agli sprechi, che sono tanti. Ma soprattutto bisogna saper incidere sulle scelte europee. Sono queste scellerate intese europee che ci stanno mandando a fondo, è necessario far invertire la rotta, ed è su questi due punti che il governo deve giocarsi la partita per invertire la tendenza della deindustrializzazione in atto.

Ancora sul finanziamento dei partiti, penso e son convinto che tagliare tutte le spese del 50% di stipendi e prebende di varia natura sia operazione giusta e doveroso ed è un percorso da iniziare subito; inoltre, ridurre del 50% il numero dei Parlamentari e dei consiglieri regionali; si abroghi il Senato, inutile doppione. Invece si sta proponendo solo l’azzeramento del finanziamento pubblico ai partiti, mentre era doveroso solo tagliare del 50% quel costo sicuramente eccessivo. Mentre la si vuol toglierla del tutto e questa strada, pare già intrapresa, la ritengo una ulteriore bruttissima deriva verso il peggio.

Un “provvedimento alla Nerone per cui si portano gli italiani al Colosseo e gli si dà in pasto qualcosa per placare la loro rabbia”, così ha definito Fabrizio Barca questa legge. Anche a mio avviso, con questa legge, si rischia di avvantaggiare i partiti che sono supportati da persone con maggior reddito. E in questo caso, senza renderci conto, stiamo semplicemente riducendo ancora di più la democrazia a puro simulacro.

 

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IL MOVIMENTO OPERAIO TORNA INDIETRO!

Infine, per quanti si dicono indignati del comportamento dei politici e ne invocano la gogna, spesso molti di questi si comportano da furbacchioni essi stessi, vorrei ricordargli, innanzi tutto, che questa classe politica  è stata votata da loro, non da altri. In quanto ai forconi e forcaioli in rivolta lascio parlare Paolo Ferreo segretario di Rif. Com. il quale gli manda a dire: “In fondo la vostra battaglia è subalterna al liberalismo che combattete; è dal liberalismo che attingete i vostri slogan anti-statalisti, anti-tasse, anti –sindacato.”

Tradotto: il liberalismo, dopo aver raso al suolo i diritti e la dignità dei salariati, ora sta distruggendo anche i liberali delle partite iva, i suoi stessi sostenitori. Ma, come se non l’avessero ancora capito, questi forcaioli insistono con gli slogan e le proposte sempre più liberali.

F.to gaetano paglialonga

Collepasso, 18/12/2013

 

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