SUL BIOTESTAMENTO

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SUL BIOTESTAMENTO

L’ “Amaca” del giornalista Michele Serra su “La Repubblica” di mercoledì 13 luglio, ha avuto, a mio avviso, il pregio di realizzare una sintesi molto significativa su quanto è avvenuto in Parlamento a proposito del testamento biologico proposto e approvato dalla maggioranza di un ramo del Parlamento. Vi propongo la lettura integrale.

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“La gretta, strisciante legge sul fine-vita voluta dalla maggioranza non è solo illiberale, perché costringe gli individui, proprio nel loro momento di estrema debolezza, a una morale imposta. È anche profondamente classista, perché da quel vincolo possono agevolmente liberarsi soprattutto i più facoltosi, i più colti e i più cosmopoliti, ai quali l’Italia appare ogni giorno di più una piccola provincia arretrata e (in questo caso) violenta, dalla quale uscire ogni volta che si desideri vivere più liberamente e liberamente morire. Mentre chi ha meno soldi e meno esperienza del mondo rimane inchiodato a questa croce, e sarà costretto a morire come vogliono i cardinali e non come vogliono loro o come detta la natura o come suggerisce il loro personale, inviolabile rapporto con la morte e con l’eterno.

            C‘è una oramai millenaria retorica sugli ultimi come favoriti dal Padre, e di più facile accesso nel regno dei cieli. Ma si rinnova il sospetto, in occasioni come queste, che la predilezione per gli ultimi non sgorghi tanto dal cuore di Dio quanto dall’arbitrio delle gerarchie: che senza gli umili da dirigere e da controllare, non dirigerebbero né controllerebbero più niente e nessuno.

Non ci hanno risparmiato durante l’approvazione neanche l’urlo selvaggio ed eversivo di qualche fascista che bofonchiando contro l’ordine delle Istituzioni in questi termini si è espresso: “Sarebbe un brutto giorno per la democrazia quello in cui la Corte costituzionale decidesse contro la volontà della maggioranza del Parlamento una volta fosse investita sulla nuova legge”.

Quindi, secondo la scuola dei servi del sovrano d’Arcore, la Corte costituzionale, che è stata voluta dai padri fondatori di questa Repubblica proprio per sancire la costituzionalità delle leggi emanate dal Parlamento, se decidesse che la legge è anticostituzionale, sarebbe un danno per la democrazia. In realtà cercano di scardinare concretamente la democrazia invocandone a parole la sua difesa. Tutti coloro che hanno votato per questa banda che “sgoverna” l’Italia, si dovranno vergognare a vita della loro dissennata scelta. Sul resto degli indagati che fanno parte del Consiglio dei Ministri, alla prossima puntata.

F.to gaetano paglialonga

Collepasso, 13/7/2011

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