Sui fomentatori dell’odio

 

terrorista

Traggo da un sito di controinformazioni e pubblico l’articolo di Luciano Lago.

di Luciano Lago

Ancora una volta è accaduto: un odioso attentato fatto da terroristi islamici (non si sa ancora quanti siano) ha colpito la città di Nizza il giorno della festa del 14 Luglio mietendo 84 vittime accertate (bilancio provvisorio) e tanti feriti fra le molte persone che si trovavano sul lungomare, anche famiglie con bambini. Un attacco vile per seminare il terrore fra la gente comune che si trovava sul passeggio del lungomare di Nizza.

Hollande compare in TV per lanciare l’ennesimo appello, condannare l’attentato, manifestare la sua solidarietà con le famiglie delle vittime e per annunciare di aver prolungato lo stato d’emergenza nazionale che scadeva a Luglio. Lo stato di emergenza era stato decretato dopo gli attentati del Bataclan a Parigi ed il ministro dell’ Interno di Francia, Bernard Cazeneuve, ha dichiarato ” siamo in guerra” mentre Hollande nel suo discorso proclama: “Dobbiamo fare di tutto per lottare contro questo flagello”.

Era stata prevista pochi giorni prima la possibilità di un altro attacco terroristico eclatante di matrice islamica dal capo dell’intelligence francese, Patrick Calvar, il quale, qualche giorno prima, aveva paventato la possibilità di altri attacchi con autobomba sul suolo francese ed aveva messo in guardia sul pericolo di una possibile guerra civile : ” basterebbe soltanto un un altro attacco che dovesse accadere ancora sul suolo francese che questo farebbe da scintilla nel provocarlo”.

Una previsione che si è di fatto concretizzata con il camion pseudo bomba sul lungomare francese che ha fatto tante vittime quante abitualmente ne fanno questi attacchi che sono molto frequenti in Siria, in Iraq ed in Libano. Il terrorismo islamico di matrice wahabita/salafita che colpisce i paesi medio orientali ormai è arrivato in Europa e colpisce con gli stessi sistemi in Francia, in Belgio, e chissà dove altro, al momento.

Tuttavia esiste un’altra previsione fatta molto tempo prima , nel Giugno del 2013, da parte del Presidente siriano, Bashar al-Assad, colui che, alla testa dell’Esercito siriano e dei suoi alleati, da oltre cinque anni combatte sul terreno contro lo stesso terrorismo di matrice wahabita/salafita che adesso colpisce anche l’Europa. In una intervista rilasciata allora (Giugno 2013) al giornale tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung, Assad aveva detto : “….se gli europei consegneranno le armi ai terroristi , il cortile d’Europa si trasformerà in un terreno propizio al terrorismo e l’Europa ne pagherà il prezzo”.

Questa dichiarazione, che al giorno d’oggi appare come una premonizione, era stata sbeffeggiata e derisa dai giornali occidentali ed in particolare in Italia dai giornali della borghesia benpensante del “pensiero unico” (il Corriere della Sera e Repubblica). Vedi: Siria: Assad minaccia l’Europa.
A nulla erano neppure serviti gli accorati appelli lanciati dal Patriarca cristiano di Aleppo che aveva denunciato la complicità e l’appoggio e che i paesi europei fornivano ai terroristi ed aveva scongiurato l’Europa di cessare l’invio di armi a questi gruppi che stavano massacrando la popolazione. I media europei hanno ignorato e sbeffeggiato questi appelli ed hanno continuato a “farneticare” di “ribelli moderati” e di colpe e di crimini del “tiranno Assad” responsabile di tutto.
La stessa previsione aveva fatto il leader libico Gheddafi, prima di essere barbaramente assassinato dai sicari dei servizi della NATO inviati appositamente per eliminarlo per nascondere le prove del finanziamento da lui fatto all’allora presidente francese Nicolas Sarkozy : “L’Occidente deve scegliere tra me o il caos del terrorismo”. Vedi: Gheddafi e quella profezia inascoltata.
Una profezia quella di Gheddafi, anche quella rimasta inascoltata e derisa: l’Occidente ha scelto il terrorismo come strumento per raggiungere i propri fini. Adesso se ne vedono le conseguenze.

Nizza in stato d’assedio

In questi giorni è arrivato il momento chiedere conto delle loro responsabilità ai dirigenti di Governo francesi, come Francois Hollande, come al suo ex ministro degli esteri Laurent Fabius, che erano quelli che, con una spregiudicata politica di intervento, dichiaravano apertamente il loro aperto sostegno (con invio di armi ed istruttori) ai gruppi terroristi che assediavano la Siria e che seminavano stragi in quel paese con le autobombe nei mercati affollati e davanti alle scuole, visto che adesso quel terrorismo arriva anche in Francia e colpisce nello stesso modo. I dirigenti francesi sono gli stessi (salvo cambiamenti di presidente) che avevano colpito nel 2011 vigliaccamente la Libia, uno stato sovrano, con false accuse di propaganda, utilizzando in quel paese i terroristi di Al Qaeda, quelli che adesso rivolgono le loro armi contro la Francia.

Aspetteranno forse altri dieci anni prima di mettere sotto inchiesta questi personaggi ,come sta accadendo per il criminale di guerra Tony Blair, quello che assieme a George W. Bush ha distrutto l’Iraq ed ha favorito l’insorgere  del terrorismo islamico e del caos in quel paese ?

I cittadini francesi ed europei (a Nizza vi erano molti turisti di varie nazionalità) adesso provano le stesse sensazioni di lutto e di dolore che i cittadini siriani provano da oltre 5 anni per essere stati colpiti dal quel terrorismo che anche paesi come la Francia e la Gran Bretagna hanno contribuito ad armare ed a sostenere con l’obiettivo di rovesciare il “cattivo dittatore” Basjhar al-Assad.

Conta poco che gli attentatori siano islamisti di seconda generazione, il messaggio di mobilitazione dell’ISIS arriva sempre dalle centrali medio orientali e mette in moto le “cellule dormienti”, le tante che oggi si trovano sul territorio europeo, grazie alla sconsiderata politica di immigrazione aperta fatta da paesi come l’Italia e la Germania.
La sobillazione degli arabi si seconda generazione, non avviene per caso ma parte dalle centrali ideologiche e logistiche dell’Arabia Saudita, il paese alleato di ferro dell’Occidente, della Francia e della Gran Bretagna in particolare (oltre alla Germania, al Belgio ed all’Italia), che assicura un business miliardario a questi paesi con l’acquisto di armamenti da destinare poi alle sue guerre terroristiche o di invasione, in Siria, in Iraq, nello Yemen ed altrove.

I media al servizio della propaganda ci inonderanno per giorni, come sempre avviene in questi casi,  di discorsi, di tavole rotonde di chiacchiere e di retorica sul terrorismo ma, come abitualmente, si guarderanno bene dal chiarire chi siano i mandanti del terrorismo internazionale, quali  ne siano le complicità e per quali fini  venga  utilizzato  il terrorismo  islamista.

Si sa che i petroldollari sauditi hanno tappato gli occhi dei governati europei da Hollande a Cameron, alla Merkel ed a Matteo Renzi. Per inciso vogliamo ricordare che a Palmira, nell’opera di bonifica e sminamento dell’area archeologica dell’antica città romana (salvata dal solo intervento dell’Esercito Siriano) sono state trovate mine di fabbricazione italiana fornite all’Arabia Saudita e da questa (guarda caso) finite nelle disponibilità dei gruppi terroristi che avevano minato tutta l’area archeologica.

Non sappiamo se le facce di bronzo di Hollande e Valls riusciranno ancora ingannare i cittadini francesi e fingere di essere quelli che vogliono combattere quel mostro, il terrorismo, che loro stessi hanno alimentato e che adesso morde la stessa Francia. Da parte nostra non possiamo che doverosamente esprimere le nostre condoglianze alle famiglie delle vittime.

 

 

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