STANNO ABOLENDO I DIRITTI DEI LAVORATORI — 21/06/2012

Le ultime decisioni governative stanno portando a compimento il progetto di ristrutturazione del mercato del lavoro mediante  l’abolizione delle garanzie dei lavoratori e la concessione totale di ogni potere ai padroni di decidere sulla vita dei lavoratori.
Con l’abolizione dei minimi salariali viene data scelta alle aziende di retribuire i lavoratori a proprio piacimento. Con l’abolizione dell’art. 18 e l’introduzione dei contratti a termine generalizzata viene data alle aziende la possibilità di mandare via i lavoratori in ogni momento e senza conseguenze.
Nel processo del lavoro i lavoratori non sono più tutelati.
Completano il quadro l’abolizione del diritto di sciopero, del TFR e delle pensioni; la privatizzazione del collocamento, della previdenza e dell’assistenza contro gli infortuni; l’introduzione del lavoro in affitto e in subappalto; l’aumento dei ritmi di lavoro in nome della produttività; l’obbligo alla mobilità per essere spostato da una sede all’altra come un macchinario.
D’altronde, il termine usato flessibilità significa proprio questo: piena discrezionalità del datore di lavoro di decidere a piacimento sui lavoratori che rimangono senza alcuna garanzia e sottoposti a qualsiasi  ricatto.
Il Governo ed i partiti tutti impongono questa politica propagandando l’aumento dell’occupazione (ci sarà posto di lavoro per tutti; precario e per due soldi, ma per tutti) e della “crescita”, minacciando di delocalizzare le aziende nel Terzo Mondo dove la manodopera, sottoposta ai ricatti della fame e della guerra, viene pagata un euro al giorno e chi protesta viene anche assassinato. La crescita sarà dello schiavismo, non delle condizioni della gente e dei lavoratori.
Questa non è riforma del diritto del lavoro ma la sua abolizione totale.
Occorre immediatamente dare una risposta di opposizione contro tutto ciò ed invertire la logica perversa di far pagare gli interessi dei pochi sulle spalle dei molti; le ricchezze dei potenti a scapito dei diritti dei lavoratori.
Invitiamo tutti ad aderire allo SCIOPERO GENERALE di venerdì 22 GIUGNO 2012 ed a  partecipare alle  Manifestazioni e Cortei a ROMA e MILANO.
Organizziamo immediatamente iniziative di protesta e di mobilitazione contro le decisioni governative anche davanti alle Prefetture di ogni capoluogo.
Associazione  Salento: Che fare ?
Avv. De Francesco
  1. L’impressione è che stiamo vivendo giorni di mutamenti epocali, e che dovremo farci carico di ripensare la politica in ogni suo risvolto. Gaetano, condivido l’argomentazione dell’articolo. Però, penso anche che; gli elettori e i senza tessera come me, abbiano necessità di riconoscersi in formazioni che si ripensino globalmente. Penso ci sia la necessità di capire quali sono i valori comuni non negoziabili, anche tra persone come me e te che vengono da differenti posizioni politiche, infatti la crisi e il dissesto ormai alle porte è sicuramente se non necessario, almeno unificante! Infatti, servono valori per i quali serve ampia coesione. Parlo del diritto dei cittadini, di come uscire dalla crisi, parlo delle raccomandazioni in un sistema politico di corruzione, clientelismo e familismo che rode la meritocrazia e toglie quello che dovrebbe essere l’unico attestato di capacità, ossia il merito. A livello più alto chiedo, quale risposta si debba dare alla globalizzazzione selvaggia, al liberismo spietato. E mi chiedo se questo governo, sia poi così dissimile da quello precedente al punto di meritare voti di fiducia, senza discutere nulla. Un operazione inclusiva non può essere fatta; ne a livello naionale, ne locale, anche perchè la forza egemone al momento, è quella degli astenuti. Ben venga dunque, un laboratorio aperto a tutti e tutto, ma non cannibalizzato da chi in generale pensa di avere in mano il cilindro magico, la linea da dettare e il partito da sostenere.

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  2. Leggo l’ennesima interrogazione al Sindaco da parte del consigliere di minoranza dr. Gianfreda.
    Sempre la stessa impostazione di base: che cosa un’amministrazione deve o non deve fare per essere all’altezza del ruolo.
    A mio avviso, non so quanto consapevolmente, è sfuggito allo stesso consigliere di aggiungere perchè l’amministrazione di Collepasso abbia ritenuto opprtuno organizzare in seno ad una manifestazione sportiva una gara di “sof-tair”.
    A Collepasso, in una tranquilla giornata dedicata allo sport si è giocato alla guerra e la minoraza, di sinistra, non ha ritenuto opportuno chiedere al sindaco il perchè di una così ingobrante presenza.
    E’ lecito chiedere al sindaco se la sua amministrazione condivide una cultura di guerra, come ha dimostrato facendo esporre anche nelle sale del nostro castello riproduzioni fedeli di armi e attrezzature di guerra (il consigliere Felline pubblica anche le foto sul suo sito e su una di queste mette accanto per una foto ricordi i nostri bambini e i nostri bamboccioni) o se invece è impegnata a promuovere una cultura alternativa alla guerra?
    Posso sapere se il sindaco del mio paese avalla la guerra come soluzione possibile di un problema?
    Caro Gaetano, il solco che si sta scavando nelle coscienze di ognuno di noi è così profondo che è importante capire subito da che parte stare.
    Non aver saputo stigmatizzare un fatto così grave da parte della minoranza, può voler significare che entrambi gli schieramenti, al di là della contrapposizione di colore politico, condividono la stessa cultura, e potranno essere diversi nel modo di fare qualcosa ma saranno sempre la stessa cosa nel loro essere.
    Mi chiedo come potranno trovare una soluzione ai problemi del lavoro dei giovani se come unico sbocco viene offerto loro una carriera militare?
    Quanto pesa il silenzio delle vittime che la guerra miete, anche con le mani dei nostri giovani concittadini, lontano dai nostri confini?
    Qali parole useremo per accogliere qualcuno di loro che dovesse rimanere vittima di una qualsiasi guerra che vanno a combattere?
    Non mi convincerò mai ad accettare la guerra come un gioco e vorrei che questo mio pensiero fosse condiviso almeno dai componenti dell’opposizione considerato che la maggioranza ha saputo dimostrare da che parte si è posta.

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