SPAZIO, ULTIMA FRONTIERA

SPAZIO, ULTIMA FRONTIERA

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-     Via Lattea e dintorni…

 

100 miliardi di galassie, con una media di circa 100 miliardi di stelle per galassia, un numero di stelle corrispondente circa al numero di 10 elevato a potenza 22, ossia 10 con ben 22 zeri, un numero immenso ma non infinito, il quale secondo taluni scienziati, è quasi sicuramente superiore al numero di granelli di sabbia di tutte le spiagge sulla terra. Ci sono 400 miliardi di stelle solo nella via lattea e forse ,400 miliardi di galassie nell’universo in un cosmo che ha circa 14  miliardi di anni.

Nel corso del XX secolo ci sono stati grandi passi avanti nel campo dell’astronomia, della fisica e della tecnologia che hanno svelato le impressionanti dimensioni del cosmo. Alcune scoperte hanno messo in luce quanto siano limitate le conoscenze dell’uomo. Ad esempio negli ultimi decenni gli astronomi si sono resi conto di non sapere cosa costituisca più del 90% dell’universo. Per di più le scoperte che hanno portato a questa conclusione ha indotto gli scienziati a mettere in discussione la loro comprensione dei principi stessi della fisica. Infatti se gli astronomi fossero in grado di calcolare la velocità a cui si espone l’universo , potrebbero stimarne esattamente l’età. Inoltre, il ritorno di espansione potrebbe avere profonde implicazioni sul nostro futuro. Per esempio si ipotizza che se l’universo si sta espandendo troppo lentamente, la forza di gravità avrà in fine la meglio e farà collassare il tutto in una grande implosione. Se invece l’espansione sta avvenendo in maniera troppo rapida, l’universo continuerà ad espandersi fino a dissolversi.

In base alle conoscenze dell’epoca , Einstein credeva addirittura che l’universo fosse statico; cioè che non si espandesse ne si contraesse. Poi l’astronomo Hubble presentò prove indicanti che l’universo è in continua espansione. Inoltre svelò un mistero riguardante alcune macchie luminose visibili nel cielo notturno e definite nebulose, perché assomigliavano a nubi gassose. Fu poco dopo questa scoperta che lo scienziato notò che l’universo si espande, poiché riscontrò  che le galassie si stavano allontanando dalla terra. Osservò inoltre che più le galassie erano lontane, tanto più rapido era il loro allontanamento. Da queste osservazioni si deduce che l’universo di ieri era più piccolo di quello di oggi……A dispetto dello scetticismo di ieri, le prove sono diventate sempre più numerose. Naturalmente gli scienziati vogliono sapere quale forma di energia provoca questa espansione accelerata. Innanzi tutto questa energia sembrava agire in opposizione alla gravità e inoltre non era contemplata dalle teorie esistenti. Questa forma di energia è stata appropriatamente  chiamata “Materia Oscura” e potrebbe costituire più del 75% dell’universo.

Da sempre la scienza è in cerca di risposte. Troppo spesso però le risposte a certi quesiti sollevano altri quesiti. Ci vorrà moltissimo tempo, prima che l’uomo capisca tutti i segreti del cosmo. Comunque non dobbiamo temere previsioni catastrofiche in relazione all’universo. Dopo tutto la scienza ha solamente scalfito la superficie della realtà, mentre qualcuno più in alto (The Creator) dicono conosca ogni cosa !

 

-    E.T.

Quante volte ci siamo chiesti, siamo solo noi gli unici abitanti dell’universo??  Obiettivamente è egoistico pensare che nell’universo non esistano altre forme di vita al di fuori della nostra. L’astrofisico Hawking afferma che l’esistenza di altre vite è una certezza! L’esperto non ha dubbi sull’esistenza nell’universo di altre civiltà evolute e tecnologicamente avanzate almeno quanto la nostra. E lo spiega non in base agli Ufo, ma a partire esclusivamente dalle evidenze scientifiche. L’astronomo ha realizzato un’equazione da cui risulta che soltanto nella nostra galassia fatta di miliardi di stelle quindi presumibilmente di migliaia di sistemi solari, esistono almeno 5 milioni di pianeti con caratteristiche simili alla Terra, di cui 5 mila di questi corpi celesti si trovano all’interno di sistemi solari, dove è possibile si sviluppi la vita e forme avanzate di intelligenza. Evidenze scientifiche sviluppate direttamente sul campo grazie ad un progetto che sta sondando la presenza di acqua su 35 pianeti esterni al sistema solare e che finora l’ha individuata in modo sicuro su due di essi che si trovano ad una distanza di 100 anni luce da noi. Almeno così dice Hawking… In effetti ci sono miliardi di galassie, con ciascuna di esse costituita da miliardi di stelle di cui moltissime simili al nostro Sole e circondate da pianeti dove condizioni di vita non troppo diverse dalle nostre  potrebbero trovarsi realizzate. L’esperienza scientifica insegna che se la natura ha prodotto un dato fenomeno, nelle circostanze adatte lo produrrà nuovamente. Poiché le condizioni cosmologiche che hanno reso possibile lo sviluppo della vita sulla terra si riscontrano anche altrove nel Cosmo, la questione di vita aliena si pone come un esclusivo fatto di probabilità più che di fantascienza. Nella Via Lattea ci sono 500 miliardi di stelle, delle quali un quarto ha caratteristiche non troppo lontane dal nostro Sole quanto a dimensioni e lunghezza di vita. Anzi la maggior parte di esse è più vecchia del Sole e potrebbe aver offerto condizioni adatte ad ospitare la vita molto prima dei 4,5 miliardi di esistenza della Terra. Affinchè forme di vita possano realizzarsi, è necessario che tali stelle abbiano dei pianeti e che esistano da tempo assolutamente lungo ed è necessario che il pianeta abbia avuto un’attività vulcanica sufficiente a produrre abbastanza gas e acqua sulla sua superficie, e poi che sia abbastanza grande da trattenere attorno a se un’atmosfera, ed inoltre che esso si trovi a distanza appropriata dalla stella. D’altra parte è incoraggiante sapere che la vita primitiva sulla Terra è comparsa non più di 100 milioni di anni fa, dal momento in cui le condizioni  adatte si sono realizzate . In futuro ne sapremo forse di più sull’esistenza di altri pianeti e in tale caso potremo forse cominciare a valutare meglio se il nostro sistema solare rappresenta un’eccezione o qualcosa di più comune. Ritengo però, che il problema fondamentale non sia quello di sapere com’è fatto l’Universo in cui si vive, ma di comprendere soprattutto perché è fatto così e quale sia stata la sua origine.  Riguardo comunque alle forme di vita si potrebbe obiettare che non è detto che se esse esistano nel nostro Universo, siano dotate delle caratteristiche fisiche e cliniche uguali alle nostre, infatti esse potrebbero avere caratteristiche fisiche sicuramente diverse, dovute alle condizioni climatiche dei rispettivi pianeti, perché noi sappiamo solo la vita come noi la conosciamo sul pianeta Terra.

Da sempre l’uomo è spinto dalla curiosità di sapere se ci sono altri abitanti nell’Universo, pianeti gemelli simili alla terra con altre forme di vita analoghe o differenti alle nostre. Oggi, l’idea che vi siamo altre forme viventi è molto diffusa, alcuni infatti si chiedono, se la Terra fosse l’unico pianeta abitato, che senso avrebbe l’esistenza di un Universo così vasto?? Margherita Hack famosa astrofisica, afferma che nell’Universo c’è vita ,ma non ci somiglia. L’ipotesi è che le altre specie viventi siano costituite da principi, elementi e dinamiche diverse dalle nostre. Bisogna infatti non ripetere l’errore di pensare che siamo speciali e che la vita come si è sviluppata ed evoluta sulla Terra sia l’unico modello possibile. Oggi, parlare di altra vita sul Cosmo non appare più argomento di fantascienza. Ciò di cui possiamo ancora interrogarci, riguarda la possibilità di avere prove certe sull’esistenza di altra vita intelligente.

Scriveva circa 400 anni fa Giordano Bruno, che scontò amaramente col rogo il fatto di essere molto in anticipo sul suo tempo: “Soltanto un pazzo può credere che nello spazio infinito, sopra gli innumerevoli mondi giganteschi, per lo più dotati di un destino migliore del nostro, non vi sia altro che la luce che li rende percepibili. E’ da sciocchi ammettere che non ci siano altre forme di vita, altre forme di pensiero, altri organi di senso oltre a quelli già noti.”

ANTONIO LEO

Collepasso,21/12/2014

 

  1. Un corpo celeste di notevoli dimensioni oggi si avvicinerà alla Terra volando ad una distanza di 1,2 milioni di chilometri, tre volte quello che ci separa dalla Luna. E’ l’asteroide chiamato 2004 BL 86, un grande sasso cosmico che ha attratto subito l’attenzione degli astronomi per il suo intenso brillare. Il visitatore cosmico di passaggio , non presenta pericoli per la Terra, anche se rientra nei corpi potenzialmente a rischio data la sua orbita che lo porta vicino a noi e per il fatto che supera i 150 metri di diametro e la sua taglia è stimata intorno ai 500 metri. Se per malaugurata ipotesi ci cadesse addosso solleverebbe una tale quantità di polvere da oscurare quasi interamente la luce del sole generando un inverno anche all’Equatore. Se precipitasse in un oceano, invece, scatenerebbe uno Tsunami altrettanto devastante. Dopo aver valutato il suo percorso gli esperti ritengono che tornerà a farci visita fra circa 200 anni. La sua luminosità, quella che ci permetterà di inseguirlo al suo passaggio nei cieli, deriva dal materiale di cui è formato probabilmente silicio. La maggior parte degli asteroidi invece, è scura perchè ricca di sostanze carboniose. Quando transiterà nel nostro cielo sarà visibile con un buon binocolo o con un cannocchiale professionale. Della sua natura non si conosce nulla e per questo gli astronomi si sono attivati per indagarlo. La NASA ha mobilitato il suo grande telescopio Goldstone in California. Dall’Italia sarà seguito dall’osservatorio astronomico di Asiago dell’istituto nazionale di astrofiscica (Inaf).

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