Souvenir 80 (Generazione X)

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Souvenir 80 (Generazione X)

La generazione degli anni ottanta che ha visto la nascita delle Tv commerciali è stata la prima a crescere con la Tv a colori, la prima ad aver ascoltato un cd ad aver usato un computer ad aver amato i cartoni giapponesi come Goldrake, Capitan Harlock, Mazinga Z o l’Uomo Tigre, la prima ad aver assistito al crollo delle ideologie, alla caduta del muro di Berlino alla tragedia di Cernobyl e alla scoperta dell’Aids, la prima ad aver sentito parlare dell’ Heavy Metal e ad ascoltare gli AC/DC o gli Iron Maiden ed inoltre è la classe di bambini nata negli anni 70 adolescente negli 80 e che da giovane negli anni 90 è stata più comunemente chiamata : ”Generazione X”.

Ritornando agli 80, essi sono anni che hanno segnato la nostra infanzia, quando ci si divertiva con niente, un pallone o una bambola a seconda del sesso, ma anche un pezzo di gesso per disegnare o una corda per saltare. Non c’era internet, non c’era google, non c’erano i telefonini, gli mp3 o l’iPod, non c’erano i reality show o i “grandi fratelli”. Per sapere le notizie bisognava aspettare il telegiornale, le ricerche si facevano in biblioteca e per telefonare bisognava prima ricorrere a una macchina che convertiva le monete in gettoni e poi trovare una cabina libera….

Sono stati anni speciali in cui sembrava che qualunque progetto si potesse realizzare. Anni di prosperità in cui si sono realizzati grandi eventi. Andavamo a scuola quando il primo Novembre era il giorno di tutti i Santi e non Hallowen, quando ancora si veniva bocciati o rimandati a Settembre, anni in cui la maturità si misurava in sessantesimi e le lauree erano solo quadriennali.

In Italia governava il pentapartito con PSI, PLI, PRI, PSDI e DC con quest’ultima a fare da traino portante per il governo. I leader politici storici di quegli anni furono: Craxi, Andreotti e Forlani, il famoso CAF. All’opposizione il PCI di Berlinguer e l’MSI di Almirante.

Altri eventi rilevanti di quel decennio furono l’assassinio del generale Dalla Chiesa, la strage aerea di Ustica, la bomba alla stazione di Bologna, lo sciopero dei quadri Fiat detta anche marcia dei 40 mila con il personale che non entrava in fabbrica da circa 35 giorni. Inoltre l’attentato al Papa effettuato da Alì Agca dei Lupi Grigi, la crisi delle Falkland (Malvinas) tra Argentina e Inghilterra, i fatti di Piazza Tienanmen, lo sposalizio regale tra Carlo e Diana, il sequestro del generale americano Dozier da parte delle BR e poi l’attentato al volo Pan Am 103 più comunemente conosciuta come strage di Lockerbie e la crisi di Sigonella. Ed inoltre, eventi sportivi più piacevoli e gioiosi come la vittoria di Alberto Cova alle Olimpiadi di Los Angeles, la vittoria della nazionale di Bearzot campione del mondo in Spagna e qui da noi l’impresa del “Nomade” audax solitario al secolo Maestro Giuseppe Lagna che si recò in bicicletta da Collepasso in Germania esattamente a Burladingen per un percorso di 1700 chilometri “Sulla rotta degli Emigranti”, ma anche eventi sportivi infausti come la tragedia dello stadio Heysel in Belgio durante la finale di coppa dei campioni tra la Juventus e il Liverpool.

Un epoca comunque indimenticabile dove tutto era più semplice e dove la tecnologia serviva per renderci la vita più bella e divertente, non per essere invasiva come quella di oggi. Senza dvd, senza fotocamere digitali, senza playstation, insomma tutto un altro mondo…..ma nonostante tutto si sopravviveva. Siamo stati infatti gli ultimi bambini davvero ingenui e candidi per cui non esistevano i doppi sensi e bastava uno sguardo per farci arrossire. Con 500 lire ci sentivamo ricchi da passare un intero pomeriggio in sala giochi, 10 mila lire sembrava una cifra astronomica quando un pacchetto di sigarette costava 150 lire e un pacchetto di figurine 50. Con due biglie passavamo giornate intere e poi i pomeriggi fatti di pane e nutella mentre il “mondo reale” ci sfiorava appena, ma riuscivamo a capire che non era poi cosi cattivo.

Molti hanno denigrato questi anni, ma io non penso che ci sia stato tanto di meglio dopo. Sono tantissime infatti le persone  che oggi, a distanza di più di un ventennio stanno rivalutando e riscoprendo la cultura di un periodo che in precedenza era stato bollato come un decennio senz’anima, gli anni insomma degli yuppies e dei paninari e della mancanza di creatività, qualcuno infatti ha definito questi anni come trash. Scopriamo oggi che, invece, così non è!

ANTONIO LEO

Collepasso, 28/2/2012

  1. Giuseppe Lagna 28 febbraio 2012, 21:03

    Caro Antonio,
    mi fa enorme piacere vedermi citato fra i tuoi ricordi degli anni Ottanta.
    Probabilmente il mio viaggio in bicicletta in Germania solleticò molto il tuo spirito di avventura da quattordicenne attento e volitivo.
    In effetti, quell’episodio della mia vita si colloca proprio nel frangente del mio “riflusso” politico, esattamente nel momento della delusione causata dal cedimento degli Stati e dei Partiti Comunisti, che erano sul punto di toccare il fondo e che avevo potuto direttamente constatare nel corso dei miei ultimi viaggi nell’Est europeo.
    Per chi come me era abituato da oltre vent’anni a “muoversi” nelle piazze, rinchiudersi in casa, come fecero in molti, non era affatto la soluzione più cònsona.
    Diciamo che avevo come riserva la passione per il ciclismo non tanto agonistico quanto turistico-culturale a darmi una grossa mano “escatologica”.
    Qualcuno più avvertito, notando il titolo dato al viaggio “Sulla rotta degli emigranti”, i cui resoconti apparvero su due mensili specializzati, mi accusò di aver così dato una sorta di copertura politica a quello che era invece un semplice divertimento pur di notevole impegno psicofisico.
    Certo si prospettavano brutti tempi per quanti come me credevano e comunque ancora credono nello strumento della lotta di classe per l’avanzata delle masse lavoratrici e dell’umanità in generale.
    Ti faccio i miei complimenti per le tue doti di “narratore” del costume sociale italiano, anche se in molti punti divergente dal mio pensiero più strettamente politico.
    Sicuramente continueremo il discorso nei nostri incontri in piazza, nel caro ricordo di tuo padre, mio valente collega.
    Ciao.
    Giuseppe Lagna

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