SOLO PER I BISCHERI E’ GUERRA DI RELIGIONE!!!

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SOLO PER I BISCHERI E’ GUERRA DI RELIGIONE!!!

Che le religioni, accompagnate dalle strampalate teologie, si prestino meglio di qualunque altra ideologia laica ad inneggiare e sostenere tremende guerre, massacri, genocidi, è cosa risaputa e abbondantemente documentata (fa eccezione il nazismo che ha saputo fare anche di peggio). Ma pensare, credere, che le religioni siano la molla che fa scatenare le guerre, è puro analfabetismo storico. Che le religioni siano state, e sono, “instrumentum regni”, è cosa risaputa; quindi, strumenti per un fine niente affatto religioso, ma tutto a vantaggio di uomini che vogliono il potere e/o allargare il potere che già detengono. E che i vari sciamani, gli stregoni, nonché i contemporanei  preti  e ayatollah siano finiti e finiscano per sostenere questi demoni del potere, anche questa cosa è scontata ed è sotto gli occhi di tutti ancora oggi. Diciamolo pure: il paradiso e l’inferno è su questa terra non altrove, e sono gli uomini mortali a realizzarli e non degli inesistenti dèi e/o semidèi.

Le documentazioni storiche, per non andare troppo lontano nel tempo, ma per restare un po’ alla portata di mano, ci fanno ricordare le prime guerre tutte cattoliche, le quali, con la foglia di fico del “dio lo vuole, massacra l’infedele”, sono da accreditare, in primo luogo, al “grande” Carlo Magno, il quale cristianizzò l’Europa con il ferro e il fuoco (siamo verso la fine del settimo secolo d.c.), e chi non accettava di aderire alla sua religione, semplicemente gli veniva tagliata la testa. Solo in Sassonia (nord Germania), in pochi giorni ne tagliò ben 4000. E divenne così, il “nostro” Carlo Magno, il primo imperatore del sacro romano impero sulla scia del dissennato Imperatore Costantino, di circa quattro secoli precedenti. Così l’Europa divenne tutta cristiana.                                    Sì, lo so, ci sono sempre ancora tanti poveri in spirito i quali credono che sono diventati cristiani per concessione o ispirazione divina. No! “La religione passa dai padri ai figli, come i beni di famiglia con i loro gravami; e dalla sua parte, dalla parte della religione, c’è sempre stato il principe di turno e il suo boia” Thiry Holbach).    Poi arrivò il tempo delle Crociate: e qui siamo a Gerusalemme ( verso la fine dell’undicesimo secolo), conquistata dal cattolicissimo Goffredo di Buglione, che fece a pezzi ben quarantamila abitanti inermi e pacifici. Ma ecco l’illustre (e idiota?) poeta Torquato Tasso con la sua “Gerusalemme Liberata”, meglio avrebbe titolato la sua opera se l’avesse definita la Gerusalemme massacrata, come ce la racconta:

…“Fuggon quegli a i ripari, ed intervallo
da la morte trovar non ponno quivi.
Preso è repente e pien di strage il vallo,
corre di tenda in tenda il sangue in rivi,
e vi macchia le prede e vi corrompe
gli ornamenti barbarici e le pompe…

…Né pur deposto il sanguinoso manto,
viene al tempio con gli altri il sommo duce;
e qui l’arme sospende, e qui devoto
il gran Sepolcro adora e scioglie il voto.”

Tra le crociate di ieri e quelle odierne, pare proprio che si stia realizzando l’idea dell ‘”Eterno ritorno” di nicciana memoria.

Ora vediamo il califfato sunnita e il loro scontro con gli sciiti e tutti coloro che definiscono apostati. In realtà, anche qui, si notano solo uomini che smaniano per il potere. Infatti, i veri registi di tanto baccano trascendentale stanno pensando solo alle fonti energetiche, alle materie prime, altro che Allah e, non è affatto un caso che si agitano sempre, in modo particolare, intorno ai pozzi di petrolio. E puntualmente, i cristiano occidentali, intervengono contro di loro con la foglia di fico dei loro odiosi crimini, come se questi, gli occidentali, ne avessero commessi di meno. In realtà, anche per questi, è l’odore del petrolio che li attira come le mosche sugli escrementi. E si capisce bene che anche questi nostri occidentali capitalisti tremano al pensiero di perdere il controllo di quei pozzi petroliferi. Mentre i bischeri giurano sul Corano anche se mai lo hanno letto; beh, quanto meno i poveri di spirito che uccidono e si fanno uccidere in nome del loro Allah e del loro profeta Mohammad, perché se lo avessero letto avrebbero scoperto che finiranno nel loro inferno coloro che si macchiano e versano sangue di innocenti. Ma tant’è, da sempre chi ha voglia di sopravvivere alla morte, si dichiara fedele senza neanche conoscere né la fonte della sua fede né tanto meno la storia della sua religione. È sufficiente, per questi, la garanzia del paradiso per loro e l’inferno per i loro nemici. Il resto, per questi, è acqua fresca. E io dico: Beati gli scemi che pensano di regnare in paradiso, mentre su questa terra, di certo, accumuleranno solo tante “picuzzate”. Ma non la direi tutta se non dicessi anche che la loro forza consiste nelle tantissime angherie che hanno subìto; se non dicessi che la loro vita, in quelle condizioni, è così poco piacevole che, pur essendo la loro causa tanto strampalata, si sentono pronti e disponibili ad accorciare di molto la loro residenza su questa terra. Quindi, ingiustizie vere e speranze vane realizzano una massa critica tale da far esplodere tutto ciò che di peggio c’è nell’animo in ognuno di noi.

Un consiglio laico, da miscredente, a tutti i credenti in zone di guerra: fottetevene delle religioni, pensate a campare il più a lungo possibile, se i vincitori pretendono di farvi aderire alla loro religione, fatelo senza scrupoli. Un dio vale l’altro, e ogni dio garantisce un paradiso. Persino le pietre hanno capito che così sono nate e cresciute le religioni: sulla punta delle spade ieri, sulla punta dei missili oggi. Quindi lasciarsi morire per una fede religiosa è sempre stato, nei secoli, il modo più bischero di morire. Guardate noi italiani ed europei: dal paganesimo politeista siamo passati al monoteismo cristiano e sono sicuro che se arriveranno gli islamici anche in Italia e in Europa, non ci faremo scrupoli nell’aderire all’islam. Tanto col tempo lo modificheremo secondo le nostre tendenze folcloristiche. Così come è stato modificato il monoteismo cristiano in politeismo pieno di santi e madonne che hanno sostituito gli dèi e le dee pagane dell’Olimpo, allo stesso modo anche nell’islam ci infileremo nel nuovo panteon, prima o poi, tutti i santi e le madonne che ci pare. Importante è, non prenderle mai troppo sul serio: una favola vale l’altra, anche se io, da miscredente, continuerò a preferire la favola di Bianca Neve e i sette nani, mi sembra più seria! E a voi?

Ma come ho detto innanzi, saranno gli uomini di potere a determinare l’andazzo, quindi la religione sarà solo di supporto ai loro interessi. Perciò, prepariamoci ad affrontare dei nuovi sanguisughe. Ma tranquilli, molto difficilmente riusciranno a far peggio di quanto ha già realizzato il sistema capitalista qui in occidente. Ma dicono che ci vogliono riportare nel medioevo! Balle trascendentali, alla fine saranno gli interessi dei soliti pescecani che la spunteranno; tranquilli, tutto cambierà, ma tutto sarà più o meno come prima. In quanto alle religioni cambieranno solo nomi e cognomi degli dèi, ma avranno sempre le solite indicazioni: “soffrite su questa terra e sarete premiati in paradiso, più vi lasciate sfruttare sulla terra, tanto più sarà vostra la gloria nel regno dei cieli e amen!”

F.to pagliatano

Collepasso, 2/9/2014

 

 

  1. giacomo grippa 3 settembre 2014, 11:20

    Caro Gaetano,
    sei stato bravo. Efficace il riferimento alla Gerusalemme massacrata, mentre il Vaticano per strumentale manipolazione clericale santifica gli 800 otrantini, martiri della fede.
    Pubblico il tuo articolo nella mia posta di collegamento con gli amici con cui sono in contatto.
    Cari saluti, Giacomo

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  2. cattolicopraticante 5 settembre 2014, 9:15

    Quindi, se consigli i credenti di adeguarsi ad una eventuale nuova religione, significa che anche tu da ateo accetteresti di diventare musulmano?

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  3. E’ certo, non son mica scemo, “prima vivere poi filosofare”. insomma farei come G.Galilei non certo come G. Bruno. Infatti Galilei era uno scienziato con i piedi per terra, mentre G. Bruno un filosofo con una gran bella testa però tra le nuvole. Galileo potè campare ancora a lungo e scrivere, capire e raccontarci tanto ancora, mentre Giordano Bruno finì lì con le sue grandi e belle intuizioni filosofiche. E comunque, accettare per vivere una nuova favola religiosa, non significa certo crederci, semplicemente si fa buon viso a cattivo gioco, tutto qui, chi è intelligente fa così, chi è scemo, invece, si lascia uccidere per una nuova favola da accettare come verità rivelata. E siccome io scemo non sono, mi adeguo. Mi dirai, perchè allora non ti adegui ora, con la religione cattolica? semplice e lineare. la chiesa cattolica non ha più la possibilità di condannarmi al rogo, di bruciarmi vivo. Ha perso il suo potere temporale che ha gestito per circa 18 secoli, l’ha perso con la Breccia di Porta Pia. Quindi ora mi posso permettere il lusso di dirgli peste e corna del suo comportamento, antico e contemporaneo.

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  4. Giordano Bruno fu un grande, e questo niente e nessuno potrà mai cambiarlo, nemmeno la sua morte, perché la morte ha proiettato su tutto il resto della sua vita qualche cosa che ha trasformato la sua vita stessa. Il rogo di Bruno in Campo dei Fiori a Roma, proietta su tutta la sua vicenda qualche cosa che nessuno avrebbe immaginato con lui in vita, quel rogo non smise mai di bruciare nella memoria e nella coscienza di molti. Infatti, chiunque abbia a cuore la libertà di pensiero, la possibilità di esprimere le proprie idee, di atteggiarsi in una certa maniera, di agire nel mondo, ecco ognuna di queste persone, può ricollegarsi alla figura di Bruno, che diviene così il simbolo del “libero pensiero”.

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  5. Carissimo Antonio, non è stato il libero pensiero a trasformare le società, a rendere un diritto il libero pensiero, ma la forza dell’economia. Al potere vero, al potere dell’economia, non disturbava affatto il libero pensiero, quantomeno finchè non si trasforma in pretese economiche tali da mettere in difficoltà la sua capacità di accumulazione. Quando ciò accade, il potere ricorre alla repressione, e gli anni sessanta e settanta, tra stragi di Stato e opposti estremismi, ha saputo distruggere il libero pensiero e le libere aspirazioni delle masse con una facilità disarmante. Oggi si sta prendendo il resto e ci sta riportando indietro di oltre un secolo riguardo i diritti delle masse e, il “pensiero libero” è diventato di fatto il “pensiero unico”. Possibile che tutto ciò non ti dice niente? Quindi bello il libero pensiero, ma che te ne fai se non puoi realizzare niente di ciò che pensi? Di fatto posso dire che noi continuiamo a pensare liberamente, mentre i pensiero unico sta annientando i liberi pensatori. o no???

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