SOGNO RIBELLE

 

SOGNO RIBELLE

-(POINCARE’) Il cervello delle scienze razionali-

Nel gennaio 1889 un giovane matematico francese balza agli onori della cronaca, in prima pagina su “Le Figaro”. Il matematico era Jules Poincarè. Fu l’inizio di una notorietà pubblica con pochi eguali nella storia della matematica, che si andava ad aggiungere a quella già consolidata in ambito professionale.  Lo studio grazie al quale aveva ottenuto l’attenzione dei media di allora riguardava una formulazione di un classico problema della meccanica, il così detto teorema degli N CORPI, ed era uno studio profondamente legato a buona parte della matematica che il giovane francese aveva prodotto, un ottimo filo rosso per raccontare  la via e le opere di questo genio. Nei due decenni successivi la fama e la statura intellettuale di Poincarè  cresceranno al punto che, agli inizi del 900 sarà visto come un monumento vivente della scienza e della cultura internazionale, complice la sua propensione ad indagare diversi ambiti di ricerca, anche quelli al confine con la filosofia.  Poincarè non era solo uno  scienziato fuori dal comune, ma un grande savant che, dalle sue esplorazioni nelle ragioni più inaccessibili delle scienze matematiche e fisiche , dalle più astratte teorie delle analisi, della meccanica celeste, delle teorie fisiche della relatività dei quanti, ha tratto materia per riflessioni originali come lo spazio e il tempo. Jules Poincarè con la sua tensione verso l’intuizione  ha realizzato in pieno il suo SOGNO RIBELLE perché la sua visione della matematica ha un contenuto non riconducibile a regole formali, una posizione in contrasto con la concezione allora dominante che Jules riassumeva caustico così: “Per dimostrare un teorema, non è necessario e nemmeno utile sapere cosa esso vuol dire!! Insomma, matematici come salumieri?? In fondo era solo la materia di dibattito, visto che il giovane matematico, diventato monumento vivente , avrebbe prodotto una mole sterminata di lavori , la cui eredità è viva ancora oggi.

-(HEISENBERG) La rivoluzione quantistica-

Ci sono etichette che si appiccicano nella storia professionale e personale dell’autore in modo quasi eccessivo, come etichette da colori appariscenti che attirano l’osservatore distraendolo da tutto il resto, non rendendo giustizia alla complessità della vita vissuta da ogni essere umano. Il nome è quello di Heisenberg , la cui fama è indelebilmente associata al principio di indeterminazione. Heisenberg è stato uno dei padri della meccanica quantistica, la teoria sul mondo atomico e subatomico,  che agli inizi del secolo scorso regalò alla fisica e all’umanità in generale una rivoluzione della conoscenza con pochi eguali nella storia. Questa paternità gli spetta di diritto per l’enunciazione del principio secondo cui nel mondo delle particelle non è possibile conoscere il valore di due grandezze, quali posizione e momento.

La vita dello scienziato si è incrociata fatalmente con l’ascesa, dominio e caduta del regime nazista e con le barbarie dei seguaci della così detta fisica tedesca; una visione assurda secondo cui era necessario separare la fisica ebraica, attaccata dai nazisti per l’astrusità della sua visione formalistica e la sua non aderenza alla realtà della fisica ariana, fondata sulla verità stabilita dalla meccanica newtoniana. Heisenberg aveva deciso di rimanere in Germania, ma di non voltarsi dall’altra parte, almeno per quanto(poco per la verità) in suo potere. La lotta contro i sostenitori dell’ideologia della fisica tedesca era stata pesante, al punto di gettarlo per un po’ di tempo in stato di depressione. Ma non così pesante da impedirgli di trovarsi al centro di un mistero di portata storica ancora oggi irrisolto e, probabilmente impossibile da risolvere.

Alla fine degli anni 30, contemporaneamente con l’invasione tedesca della Polonia, che aveva segnato l’inizio della 2° Guerra mondiale, Heisenberg era stato reclutato dal regime del “Club dell’ Uranio”, una struttura per la ricerca della bomba atomica, a cui però il regime nazionalsocialista non arrivò mai, complice forse il doppio gioco dello stesso Heisenberg. Forse proprio questo era il SOGNO RIBELLE dello scienziato che potrebbe aver cercato di rallentare la costruzione di una bomba nucleare da mettere nelle mani di Adolf Hitler. Con ogni probabilità non sapremo mai come sono andate realmente le cose. O magari prima o poi potrebbe saltare fuori qualche documento che riporta le conversazioni tra lo stesso Heisenberg e le autorità militari degli Alleati angloamericani che avevano comunque catturato e fatto prigioniero il famoso fisico tedesco. Un personaggio che è stato molto più del principio di indeterminazione che lo ha reso celebre.

P.S. SOGNO RIBELLE è anche un album “Live” dei LITFIBA datato 1992.

F.to ANTONIO LEO

Collepepasso, 14/8/2013

 

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