SENATO DA ABROGARE???

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SENATO DA ABROGARE???

            Ci siamo, con l’abrogazione del Senato, quanto meno dei senatori eletti, un altro tassello del programma della famigerata P2 (copyraight di Licio Gelli), si sta realizzando.

Con l’immancabile foglia di fico sulla velocità necessaria per le decisioni legislative, si abroga un istituto di controllo e verifica indispensabile per garantire che le Istituzioni non scivolino in una deriva anti-democratica.

È impossibile convincere i costituzionalisti che questa sarebbe la via maestra per abbassare i costi della politica e velocizzare le decisioni legislative. Si poteva decidere diversamente se questa, e solo questa, fosse stata la vera necessità per un miglior funzionamento delle Istituzioni ed abbassarne i costi.

Perché allora non si è voluto impostare una diversa strada per raggiungere questi obiettivi? Ce ne sarebbero altre di strade, e la più funzionale, che molti dei costituzionalisti propongono, è quella di ridurre il numero dei parlamentari sia al Senato che alla Camera dei Deputati del 50%. Soluzione questa che garantirebbe da sola una notevole riduzione dei costi. E  se si volesse abrogare qualche prerogativa al fine di velocizzare le decisioni, quali la fiducia al Governo e il bilancio dello Stato (Def), nessuno griderebbe allo sfascio e si realizzerebbero così due obiettivi dichiarati: riduzione dei costi e velocità nelle decisioni. Invece…

Per non parlare poi della legge elettorale già votata alla Camera che, oltre a non lasciare libera scelta agli elettori, come già con il porcellum, stabilisce ancora una volta che saranno i segretari di partito a decidere chi sarà eletto deputato. Dulcis In Fundo, altre complicazioni: lo sbarramento del 4% dell’8% e del 12% per piccoli partiti e piccole coalizioni denota la volontà, di chi gestisce questo gioco, di passare dal bipolarismo al bipartitismo. Insomma come da indicazioni P2, secondo la quale la democrazia va quanto meno ridimensionata se non è possibile, per adesso, eliminarla del tutto. Questo era il progetto della P2. E Renzi, sedicente di sinistra, cerca di realizzare (consapevole o no) quell’infausto progetto in combutta con il cavaliere disarcionato. C’è di che augurarsi che questa intesa malsana Berlusconi-Renzi, vada a ramengo e si riorganizzi una nuova maggioranza con ciò che resta della sinistra moderata: Sel e Movimento 5 Stelle.

Sintetizzando al massimo: da sempre si sono fronteggiate due scuole di pensiero, chiare emanazioni di interessi di classe alternativi e contrastanti; da una parte i grossi interessi capitalisti-finanziari, dall’altra gli interessi delle classi subalterne. In questi nostri ultimi vent’anni lo scontro si è fatto più decisivo e la globalizzazione ha spianato la strada all’aggressiva e dannosa finanza internazionale. È così che la tendenza neoautoritaria si è imposta, mentre la parte più democratica ha collezionato una serie di insuccessi e a pagarne le conseguenze è la democrazia, è la Costituzione. Bastioni, questi, che sono e restano delle garanzie per i ceti meno abbienti per i lavoratori, per i pensionati, per tutti i cittadini onesti.

Ogni democratico dovrebbe ricordare bene che le semplificazioni autoritarie sono ingannevoli e riportano ad una strategia antidemocratica che prevede la concentrazione del potere nelle mani del solo governo o, peggio, di una sola persona. Così, tra una marea di leader e uomini della divina provvidenza, la riduzione della democrazia a puro simulacro corre veloce. E a questo sporco gioco purtroppo, finiscono con il dare la loro inconsapevole adesione anche elettori che hanno ben altre esigenze, ben altri interessi. Discernere il vero dal falso, distinguere il politico dal politicante, questo è il problema, a quanto pare ancora irrisolto per moltissimi elettori, purtroppo.

F.to pagliatano

Collepasso, 10/4/2014

 

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