IL RONDÓ: É LA COMMEDIA DELL’ASSURDO!

Da “La Gazzetta del Mezzogiorno” del 15/10/2013

IL RONDÓ: É LA COMMEDIA DELL’ASSURDO!

Sembra di vivere in una commedia dell’assurdo, con una trama che farebbe impallidire persino i più forsennati berluschini. Sì, i falchi, gli avvoltoi e le pitonesse berlusconiane.

Insomma, si progetta un rondò, la provincia dà il mandato ad una ditta che non realizza il rondò così come l’Amministrazione precedente aveva approvato. A naso si arriva a immaginare che le modifiche apportate erano funzionali ad un risparmio dei costi, ma tuttora non è ancora dato di sapere chi ha deciso diversamente dal progetto approvato. Chi avrebbe dovuto incamerare la differenza? Mistero! L’opposizione politica di Collepasso, rilevata la non conformità al progetto, impone al Sindaco di far sospendere i lavori e imporre la realizzazione così come da progetto approvato. Fatto! Si sospendono i lavori, l’azienda inizia il lavoro di ripristino al fine di realizzare il progetto così come era stato approvato dall’Amministrazione di Collepasso; da tener in conto che il progetto era stato voluto e approvato dall’Amministrazione precedente di altro colore politico rispetto all’attuale. Sorge un altro problema, non è stata né pensata né realizza una possibilità di transito alternativo, altro casino, poi l’azienda rimedia in qualche modo dopo vibranti contestazioni da parte dell’opposizione. E nonostante l’Amministrazione di Collepasso e l’Amministrazione Provinciale ora sono della stessa natura politica, espressione cioè del personal pensiero di berlusconiana  scuola, ora sembra che siano in rotta di collisione, si fanno la guerra a colpi di ricorsi al TAR, sono credibili? Penso poco o niente. Allora  a che gioco stanno giocando? Per ora non c’è certezza. Poi come se fosse poco o niente, l’attuale Amministrazione combina un’altra stravaganza: dà mandato per farsi difendere di fronte al TAR dallo stesso avvocato che difende anche l’Amministrazione Provinciale (quanto meno questo sostengono fonti credibili). Una svista o una strategia? Dulcis in fundo, ecco apparire all’orizzonte la “cooperativa l’Orizzonte” che gestisce il distributore di carburanti sulla strada Maglie Collepasso di Salvatore Perrone. Ancora lui!!! E sì, quando meno te lo aspetti! Cosa chiede il nostro “dottore”? Un risarcimento danni per l’interruzione della strada che gli avrebbe causato un danno di circa 16 mila euro. Ma come? Se la richiesta di apertura del distributore è datata 7 ottobre, di quali danni parla? Immagino che sosterrà: “avrei dovuto aprirlo molto tempo prima, ma l’interruzione della strada mi ha costretto a restare fermo per tutto quel tempo”. Mo’ come  smentire un’affermazione di tal genere, anche se a naso mi sa tanto di atteggiamento volpino? Comunque, a chi chiede tali danni? Al Comune di Collepasso, penso! Il tutto ci fa pensare a male, e si sa che: “a pensar male si fa peccato però spesso si indovina”. E il mio pensar male mi fa apparire credibile che il tutto, compresi dunque tutti i soggetti, dal Sindaco, al presidente Provinciale per finire con il consigliere Provinciale che il loro comportamento sia perfettamente funzionale ad una strategia capace di scaricare le responsabilità politiche sull’opposizione che, a loro modo, non fanno altro che capovolgere la frittata, così come ha saputo fare Berlsuconi in occasione del voto di fiducia al Governo Letta. Eh sì, imparano presto le lezioni questi suoi sostenitori. Se poi, malauguratamente il TAR dovesse dare ragione alla Provincia, allora sì, sarebbero guai finanziari per il Comune. E nello stesso tempo, la frittata sarebbe stata del tutto capovolta. Così avrebbero vinto loro! e chi ha invece giocato a carte scoperte finirebbe con l’aver torto! Questo stile, questo ribaltamento delle frittate viene dall’alto, è scuola, è stile berlusconiano. Ma l’ho già scritto in altre occasioni, il vero, il grosso problema non è più il Berlusconi, ma i tantissimi berluschini che ci circondano.

Detto ciò, mi corre l’obbligo morale di non escludere che queste mie conclusioni sul problema del famigerato rondò possano essere state influenzate dal mio punto di vista politico. E magari, senza volerlo, posso aver trascurato, o quanto meno sottovalutato altre fonti. Siccome tutto finirà nelle aule dei tribunali, è opportuno che sia la Magistratura a fare chiarezza fino in fondo e che dio ce la mandi buona. Beh, quanto meno alle scassate casse comunali.

Fto gaetano paglialonga

Collepasso 16/10/2013

 

  1. cittadino collepassese 16 ottobre 2013, 12:11

    Caro Gaetano, visto, beh, francamente immaginato (vista la media delle tangenti nazionali), che dietro ad ogni opera pubblica e segnatamente per ogni rondò non manca una tangente, credo sia opportuno proporre quanto segue: ogni volta che un politico pensa e mette in atto l’operazione burocratica per realizzare un rondò, sarebbe opportuno che gli si chieda quanto pensa di racimolare nelle sue tasche. Venuti a conoscenza delle sue esigenze, si offre il malloppo purchè l’operazione si fermi. Infatti sono convinto che oltre al male delle tangenti, sono di per se anche molto dannosi i rondò, così, quanto meno, il danno sarà contenuto. Condividi con me questa che sembra una lunatica proposta?

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  2. No, non posso essere d’accordo con te. Innanzitutto perchè così si legalizzerebbe la tangente, roba da matti; in secondo luogo perchè penso e spero che non tutti gli amministratori siano dietro a ragionare e proporre opere pubbliche in virtù di una o più tangenti. Per favore, non esageriamo, ma soprattutto non facciamo di tette l’erbe un fascio. saluti gaetano

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