ROCK IN THE WORLD

ROCK IN THE WORLD

-      The Voice of Velvet Underground

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E’ morto a 71 anni, non  si sa bene come ma  era stato ricoverato per una disidratazione dopo aver subìto a maggio un trapianto di fegato. Il pedaggio pagato per una vita più che spericolata, l’anima perversa da una creatività spudorata, febbrile, illuminata da coni di ispirazione che tagliavano  a fette il buio. Ma se ti azzardavi a chiedere a LOU REED il conto di quella vita dissoluta, ti beffava serafico parlandoti di musica dicendo: ho creduto in un solo Dio: il rock, e lo definiva un potere oscuro, ma anche la promessa di un mondo fuori dalla mia stanza, quella promessa condivisa con i ragazzi inquieti degli anni 70. Lou Reed provocatore , trasgressore ma uno di quelli che con 3 accordi di chitarra aveva trovato la pietra filosofale per raccontare il disfacimento e la decadenza di un occidente liofilizzato, i diseredati e gli sconfitti  che facevano cerchio esterno alla boheme dorata di Andy Warhol. Warhol che volle i Velvet Underground la band di Lou come  “ suonatori ufficiali” delle innovazioni artistiche  della sua Factory. I Velvet sono stati il primo capitolo di Reed oltre le colonne d’Ercole del rock. E’ scomparso presto Lou, ma anche tardi , in Italia si resto a lungo aggrappati all’immagine fuggente dello spettro prematuro di Reed , come fu visto a meta anni 70 al Palasport di Roma. Già allora, sembrava un fantasma del rock; gli occhi bistratti, il volto esangue, i capelli ossigenati, le unghie laccate di nero, come uno stregone resuscitato da Hallowen.

 

-      Un Menestrello nell’Isola di Wight

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Presley ci ha liberato il corpo, Dylan la mente. Se non bastasse questa folgorante osservazione di Springsteen, si potrebbe citare Lennon: Dylan ci ha indicato la direzione. In oltre 50 anni di carriera Bob Dylan( il menestrello di Duluth) ha attraversato con il suo consueto aplomb la storia del rock, sorprendendo critici e fan con repentini cambiamenti di stile. Dylan è uno dei cantautori più influenti della storia del rock, portavoce del movimento pacifista degli anni 70 (Isola di Wight, Woodstock), è diventato via via un’icona che non ha eguali per carisma e importanza della cultura popolare. Al di là delle scelte musicali, la rivoluzione copernicana che l’artista americano ha portato nella musica e di ben altra portata. Bob, con un atto iconoclasta ha infranto la convinzione che il rock fosse soltanto una forma di intrattenimento per far scatenare e divertire i giovani. In realtà proprio loro erano i destinatari delle sue ballads, un aperto invito all’ascolto, alla riflessione e all’introspezione. In un periodo nel quale i testi erano poco più che un pretesto, Dylan , imbracciando la sua chitarra con fierezza, ha dichiarato al mondo che la poesia non era soltanto quella che si leggeva sui libri, ma anche quella che giungeva attraverso le radio. Le sue canzoni erano evocative, spesso oscure certamente di grosso fascino.

 

-      La chitarra del Dirigibile

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Definito indiscutibilmente uno dei più influenti, importanti versatili chitarristi della storia del rock , Jimmy Page ha festeggiato 70 anni…Inizia a suonare la chitarra a 13 anni, poi nel 66 riprende a suonare a tempo pieno e accetta l’offerta degli Yearbirds di entrare nel gruppo come chitarrista. Decide quindi di formare una propria band, anche a seguito dello scioglimento degli Yearbirds nel 68 e si unisce assieme al bassista Jonh Paul Jones a Robert Plant e al batterista Jonh Bonham (Bonzo). I quattro cambiano nome in Led Zeppelin (IL DIRIGIBILE) e immediatamente diventano una delle più significative rock-band del perodo anzi di tutti i tempi, pubblicando tra il 69 e il 75 una serie di album ormai divenuti classici del genere. La band si scioglie nell’ 80 e solo nell’ 82 Page esce dal suo esilio volontario pubblicando una raccolta di inediti dei Led Zeppelin dal titolo Coda. Quindi, la discografia della band comprende 9 dischi ufficiali pubblicati tra il 69 e l’82. La musica del Dirigibile, le cui radici affondano in generi musicali diversi tra cui blues, folk e soprattutto rock, ha costruito una formula del tutto inedita per l’epoca risultando di enorme influenza per tutti i gruppi rock a venire tipo Deep Purple, Black Sabbath, AC-DC. Come se non bastasse stanno per arrivare sul mercato nuovi inediti della band inglese .

 

-      Il Ragazzo di Woodstock

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Jimi Hendrix è un ciclone che attraversa la scena del rock, proprio perché il rock è il genere musicale dove più che in ogni altro contano il suono e l’immagine, la forma, quindi, oltre che i contenuti, come si evidenzierà sempre di più col passare degli anni e con l’avvento dell’elettronica e l’evoluzione dell’iconografia rock. Ma al di là del valore dei suoi dischi, il musicista americano segnò la storia del rock inventando un nuovo stile di suonare la chitarra, uno stile vulcanico, che ruppe con la tradizione e aprì nuove frontiere alla sperimentazione sugli strumenti musicali in genere. Jimi è allo stesso tempo un eccellente chitarrista ritmico e un grande solista – precursore di tanti “guitar hero” della storia del rock’n’roll – ma quest’ultimo, paradossalmente, è il lato più sterile (anche se il più vistoso) della sua arte. O, meglio:i suoi proseliti hanno male interpretato il messaggio lasciato da Jimi Hendrix, portando al limite dell’attività circense il modo di suonare la chitarra elettrica e tralasciando quasi del tutto la sostanza della sua musica, che va ben oltre l’eseguire assoli in quantità. Jimi Hendrix, ovvero la chitarra che fece la storia della musica. Il musicista di Seattle ha completamente e irreversibilmente mutato l’approccio alla chitarra elettrica, per molto tempo lo strumento principe e incontrastato del rock (almeno fino all’avvento del sintetizzatore) e, comunque, quello che più di tutti, fin dagli inizi, ha dato a questo genere quel marchio adrenalinico e un po’ selvaggio, quel quid che lo caratterizza da ogni altra espressione musicale. La sua smania di libertà tracima in eccessi continui. “Sono gentile con le persone finché non cominciano a urlarmi intorno – racconta in un’intervista a Melody Maker -. Qualche volta vorrei mandare al diavolo il mondo, ma non è nella mia natura. Quello che odio è la società di oggi, con le sue relazioni di plastica e i suoi compartimenti stagni. Io rifiuto tutto questo. Nessuno mi ingabbierà mai in una scatola di plastica”. Ma Jimi comincia a sentirsi stritolare dalla macchina del successo di cui lui stesso è stato un docile ingranaggio. E l’angoscia gli cresce dentro. Come scrive il critico Paolo Galori, l’ultimo Hendrix è “un musicista solo e visionario, pronto a volare ancora più in alto, fino a bruciarsi le ali, distrutto dagli eccessi nel disperato tentativo di non replicare se stesso di fronte a chi gli chiede prove della sua divinità”. E lui, il suo epitaffio, lo aveva già scritto: “La gente piange se qualcuno muore, ma la persona morta non sta piangendo. Quando morirò voglio che la gente suoni la mia musica, perda il controllo e faccia tutto ciò che vuole”. La sua vita si concluse tragicamente. Era il 18 settembre 1970: Hendrix fu trovato riverso sul letto di una stanza del Samarkand Hotel di Londra, stroncato da una dose eccessiva di barbiturici. Da allora è stato un susseguirsi di omaggi alla sua memoria, ma anche di insinuazioni sulla sua morte, considerata “misteriosa” come un po’ tutte quelle delle rockstar. Intorno al patrimonio di Hendrix si è scatenato un vespaio di beghe legali e di operazioni speculatrici. Come in vita, anche dopo la morte il grande chitarrista nero è stato manipolato da impresari senza scrupoli. Jimi, infatti, fu uno degli artisti più spremuti dall’industria discografica, che continuò a pubblicare a getto continua ogni sua sorta di esecuzione.

P.S. Quando il potere dell’amore avrà superato l’amore per il potere, il mondo conoscerà la pace! (Jimi Hendrix).

ANTONIO LEO

Collepasso, 9/4/2015

 

  1. Esattamente settant’anni fa, nasceva ad Alessandria d’Egitto Demetrio Stratos, diventato famoso negli anni Settanta come cantante degli AREA e come performer di incredibili doti tecniche, sempre pronto a sperimentare l’estensione del suo strumento-voce con composizioni e improvvisazioni di suoni doppi e tripli. Stratos era un talento straordinario, e gli Area furono in assoluto il gruppo più avanti di tutto il decennio, con la loro avveniristica fusione di jazz, rock, musica etnica greca e del Mediterraneo unita ad elettronica contemporanea. La loro era pop-art nel pieno senso del termine; quello di Andy Warhol ! La vita di Demetrio Stratos durò troppo poco, stroncato da una rara malattia del midollo spinale morì a New York a soli 34 anni.

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