Ritorno al passato

C’era un tempo in cui i giovani venivano considerati la spinta innovativa verso il futuro. Il loro coraggio illuminava la speranza di un avvenire migliore. Non avevano paura di niente. Anzi: cercavano la sfida per imporre le loro idee e le loro novità. Basta vedere gli eroi del Risorgimento o della Resistenza: tutti ventenni o giù di lì. Per non parlare delle rivoluzioni illuministe o, in tempi più recenti, delle conquiste sociali degli anni ’60 e ’70.Collepasso non può sperare nemmeno in questo. A Collepasso i giovani (per fortuna non tutti) invocano una sorta di impunità politica. Vogliono giudicare senza essere giudicati. Vogliono essere liberi di parlare senza concedere uguale libertà agli altri.Personalmente, cercando di mettere in pratica gli insegnamenti della sinistra italiana, non ho mai invocato alcuna immunità nei miei confronti. Anzi quasi speravo nell’attacco immorale e immaturo di alcuni vecchi tromboni della politica collepassese con tanto di coppola e presente costruito su anni e anni di tangenti e furti della Prima e Seconda Repubblica. Aspettavo questi attacchi se non altro per segnare la distanza, per far emergere in modo stridente i contrasti tra chi considerava il paese “cosa sua” e chi, come noi di sinistra, considera il mandato dei cittadini come un mandato, appunto. E non come un assegno in bianco che consente di intascare tutto ciò che si può intascare.Giovani vecchi. Sorge il dubbio che la mancanza di coraggio nell’affrontare lo scontro politico derivi da una concezione un po’ feisbucchiana (consentitemi il neologismo) o mariadefilippiana della politica. Che viene vista solo come un modo per appagare il proprio narcisismo o giustificare uno scarso impegno in altri settori fondamentali della vita. Ho sempre considerato la politica come una delle forme in cui l’uomo può meglio realizzarsi. Ma fin dall’invenzione della democrazia l’uomo ateniese era completo solo se lavorava per la patria, la difendeva, la amministrava e per di più partecipava alle Olimpiadi. Pretendere di concentrarsi solo in uno di questi aspetti della persona, a mio modo di vedere, è come minimo sinonimo di superbia e presunzione: caratteristiche non proprio di matrice cristiana che rappresentano tutto l’opposto di come un buon amministratore dovrebbe comportarsi.Nell’incompiuta democrazia collepassese, parte dell’immatura democrazia italiana, amministrare continua ad essere sinonimo di comandare. E spiace che persino alcuni giovani non riescano a vedere al di là de lu parmentu!

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