Polemiche Risultati Elettorali Collepasso – CHI È DI DESTRA, CHI É DI SINISTRA.

Risultati Elettorali Collepasso

Nonostante i pessimi risultati elettorali i quali hanno visto il centro-sinistra con una vittoria simbolica e la sinistra di classe sparire, sui quali non mancherò di dire la mia quanto prima, non rinuncio a dare una opportuna risposta a chi mi ha tacciato di essere di disturbo per il centro-sinistra a Collepasso.

 

“CHI È  DI DESTRA, CHI É DI SINISTRA”.

 

PREAMBOLO:

dopo l’attenzione che ho giustamente riservato  su questo sito sui risultati elettorali Collepasso, penso sia giunto il momento di dare una risposta congrua, pacata e dialettica alle stravaganti contumelie di cui sono stato fatto oggetto su quel famigerato sito, capace di produrre più risentimenti  personali che politici. Al netto delle stravaganti  acrobazie verbali, scopro che a suo dire sarei l’elemento di disturbo per un’affermazione del centro-sinistra a Collepasso e, ancor peggio, sarei addirittura in combutta  con l’attuale Amministrazione di centrodestra per portare a termine il seguente obiettivo politico: “far perdere il centro-sinistra a Collepasso”. Tanto ha sproloquiato nel suo articolo del 19 febbraio, dal titolo: “deforestazione scolastica”: l’ultima boutade di un sedicente “comunista” al servizio di Menozzi. Se non conoscessi l’autore e scendessi al suo livello e con lo stile cialtronesco che gli è proprio, direi che cerca di scambiare lampioni per coglioni e cazzi per palazzi. Invece, siccome lo conosco e conosco le sue acrobazie verbali e politiche, penso sia più che sufficiente rinfrescargli la memoria con il promemoria che segue, rinunciando del tutto agli sberleffi con i quali lui sciaborda ventiquattrore al giorno e utilizzando, invece, com’è costume di ogni comunista, la dialettica politica.

PROMEMORIA:

per ben due volte è riuscito, a detta di coloro che la memoria non gli fa difetto, con le sue contumelie, con le sue offese e sproloqui “ad personam” nei confronti dei suoi stessi alleati, a mandare a casa anzitempo per ben due volte le amministrazioni  Malorgio. O no?  Successivamente, per ben due volte, è riuscito a sbarrare la strada al centro-sinistra presentandosi con sue liste “civetta”, con le quali ha consentito a Salvatore Perrone di vincere per ben due volte consecutive le elezioni locali, rendendo famoso questo signore che fino a quel momento era solo un emerito sconosciuto.  O no? Fu anche il periodo quello, in cui sbarcò senza pudore politico, prima nell’IdV e in seguito tra i Verdi, sempre alla ricerca di “un posto al sole”. O no? La quinta volta invece, c’era anche Rifondazione Comunista, e tanto ha lavorato dialetticamente, insieme ad altri esponenti di altri partiti, che insieme, riuscirono, infine, a tenere insieme il centro-sinistra e, avendolo  tirato dentro, questa volta fu scongiurata l’ipotesi di vederlo nuovamente presentare, per la terza volta, la solita lista di disturbo. Era il 2006. Vero, o no? Poi scrive che io faccio il gioco per conto di Menozzi e company, “ma mi faccia il piacere, mi faccia!”. Il mio problema, in realtà, è che ho la buona o cattiva abitudine, dipende dai punti di vista, di dire sempre la verità, anche quando può far male e/o farmi male.

In quell’Amministrazione fu eletto e nominato Assessore un esponente di Rif. Com. il quale riuscì ad operare per ben tre anni, poi il partito prese le distanze, buttò la spugna, non c’erano più le condizioni per andare avanti. Il rapporto con l’Amministrazione s’incrinò per il solito suo stralunato modo di intendere il lavoro amministrativo niente affatto di squadra. Si incrinò il rapporto, con quel suo modo di procedere;  e l’episodio che lo vide scontrarsi con un’impiegata  disturbò tutti, fino al punto che quattro assessori abbandonarono il Consiglio Comunale nel momento in cui lui intendeva, in quel contesto, risollevare e giustificare il suo maldestro comportamento nei confronti dell’impiegata suddetta, cercando di passare dal torto alla ragione. Se lo ricorderà quell’episodio politicamente disgustoso che lo vide scontrarsi con un’impiegata comunale? Gli rinfresco io la memoria! Urlò all’impiegata: “chiudi quella porta che sento puzza uscire  da quel sgabuzzino e mi dà fastidio”.  Solo che in quel bugigattolo, senz’aria e puzzolente ci entrava l’impiegata a lavorare per ore per la sua ricerca di documenti per l’ufficio tecnico e cercava di tenere la porta aperta affinchè entrasse un po’ d’aria, ma all’assessore dava fastidio, gli puzzava. Alla faccia della sicurezza dei lavoratori sul posto di lavoro, alla faccia della tanto sua sbandierata scelta di sinistra!

Rifondazione Comunista nel coordinamento presentò dieci punti di programma da discutere al fine di iniziare a fare qualcosa di sinistra e ad assicurare comportamenti consoni al suo profilo politico.  Se li ricorderà quei dieci punti in discussione? Io sì, e glieli potrei elencare tutti, non ne passò neanche uno. E sul punto sei, dove chiedevamo un comportamento meno brunettiano, meno arrogante nei confronti dei lavoratori da parte di qualche assessore, rispose  con una provocazione niente affatto politica, ma come al solito, tanto personale. Capimmo che non era aria e uscimmo senza sbattere la porta.  Ma il suo repertorio di cazzate, offese e contumelie le riversava anche nei confronti di tutti gli altri assessori, nei confronti dei quali si comportava, anzi pretendeva di utilizzarli come fossero suoi utili idioti. Lo hanno subìto, lo hanno sopportato, ma quando è giunto a scadenza il mandato amministrativo, hanno tirato un sospiro di sollievo e si sono allontanati. È stato questo a far perdere per  la terza volta il centro-sinistra nel 2011. Non lo ha ancora capito? Lui no, ma chiunque ha vissuto quell’esperienza lo ha capito eccome!

CONCLUSIONI:

Quindi lui e soltanto lui porta per intero tutta la responsabilità per aver fatto vincere le amministrazioni  di Salvatore Perrone prima e quella di Paolo Menozzi poi.  Nessun’altro è stato così ”bravo”, nessun’altro tanto “capace” di “lavorare per il re di Prussia”, nessun’altro ha saputo eguagliarlo in fatto di disfacimento politico e amministrativo del centro-sinistra a Collepasso. E posso anche aggiungere, con l’esperienza fatta in tutti questi anni, che finchè ci sarà lui a far parte del centro-sinistra, per il centro-sinistra  sarà molto difficile tornare a vincere e governare il Comune di Collepasso.  Ora si guardi allo specchio e gli domandagli: “specchio delle mie brame, chi è il più sfascista del reame?”

Inoltre ho trovato tanto patetico che abbia inserito nel suo articolo la mia dedica che scrissi nei suoi confronti su quel  libro che gli regalai. Penso che voleva  dimostrare che anch’io lo consideravo come valido conoscitore degli  ingranaggi amministrativi e che fosse il più bravo. Sai che scoperta! Dopo più quarant’anni che sale  e scende dal comune con incarichi diversi, penso che, con tutto quel tempo a disposizione, anche un asino avrebbe imparato e chissà, forse anche più e meglio di lui. Di certo, però, l’asino, non avrebbe mai tirato tanti calci ai suoi soci e amici quanti ne ha tirati lui.

INFINE, COSÌ LO VIDI, COSÌ LO RICORDO:

credo sia opportuno ricordare, innanzitutto ai suoi tifosi, quei tifosi che scrivono sul suo sito: meno male che Pantaleo c’è”  e che mi fanno venire in mente il “Kaimano nazionale, ricordare, dicevo, le varie transumanze, pardon, le trasmigrazioni politiche: uscito dal seminario approdò subito nella DC, e non fu mai democristiano; sbarcò nell’MPL, ma non era di sinistra; approdò nel PCI ma non fu mai comunista; aderì al PDS e al DS, pur non essendo di sinistra; approdò nell’IDV e lì poteva trovarsi a suo agio giacchè pensa e a volte assume atteggiamenti tra il Robespierre e il Savonarola; sbarca tra i Verdi pur non avendo mai pensato e agito da ambientalista; infine, il ritorno al PD. E poi, con un tale curriculum pretende di dare lezioni e Urbi et Orbi sancire chi è di destra e chi di sinistra?  Dopo aver fatto il giro di buona parte dei partiti dell’arco Costituzionale? “Ma mi faccia il piacere mi faccia…”

IL SOTTOSCRITTO INVECE:

capì le buone ragioni di classe e aderì al comunismo a metà degli anni sessanta e dopo più di quarantacinque anni di militanza, non ha ancora trovato nessuno in grado di fargli cambiare idea. Anzi, in questo nostro tempo di globalizzazione a pensiero unico, trova più che mai necessario il comunismo come alternativa a questo disastro sociale ed economico, a questo disumano mondo della finanza capitalista che è sotto gli occhi di tutti. Quindi, posso capire bene perché, in un mondo in cui in tanti cambiano idee e casacche ad ogni cambiar di vento, possa dare fastidio chi resta con le proprie idee, che non segue il vento né lo stormir di foglie. Sì lo so, non c’è bisogno che me lo ricordiate, “non cambierò il mondo, ma il mondo non cambierà me”. Tanto è vero che, non mi hanno cambiano i terribili risultati elettoralimeno che mai può riuscirci qualcuno culturalmente destrorso che cerca di accreditarsi come esponente politico di sinistra.

TANTO TI DOVEVO, FIN QUI, EGREGIO DOTTÓ!

F.to gaetano paglialonga

Collepasso, 26/2/2013

 

 

  1. De Gennaro e Scillipoti due bambocci a confronto di que.st’uomo di facili costumi

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  2. beh, Caro Maurizio, pur non sapendo chi tu sia, mi pare che è esagerato quel tuo accostamento con quei due furbacchioni nazionali. Io ho descritto solo delle incoerenze politiche di qualcuno, ma non mi sognerei mai di paragonarlo a dei veri e propri furfanti. ciao gaetano

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