Sui terribili risultati elettorali Collepasso

Risultati elettorali Collepasso

HA VINTO LA RABBIA OVUNQUE

A Collepasso, così i risultati elettorali: PDL, 1176 al Senato e 1274 alla Camera; il PD: 585 al Senato, 618 alla Camera; Grillini: 526 al Senato, 634 alla Camera; Sel: 101 al Senato, 100 alla Camera: Riv. Civ. 49 al Senato, 66 alla Camera.

Quindi a Collepasso è andata peggio che al livello nazionale. Perchè a Collepasso l’elettorato è orientato più a destra che nel resto del paese? Perché a Collepasso i grillini hanno drenato più voti dal PD che dal PDL?  Che ci siano poi delle spiegazioni politiche è evidente, a mio avviso il centrosinistra a Collepasso ha operato  peggio di quanto ha fatto il PD a livello nazionale. Ma conoscendo bene quanto bolle nella pentola del PD, credo sia molto difficile che sappiano cambiare, se non il “menu”, quanto meno i “camerieri”.

Ultima considerazione e/o consolazione sull’elettorato collepassese: la sinistra di classe, SEL più Rivoluzione Civile, insieme fanno i soliti 150 voti circa, voti riscontrati da sempre nella varie tornate elettorali. Tanti erano i voti quando Rifondazione Comunista non aveva ancora subìto la scissione di quel parolaio e paranoico d’un esibizionista qual è diventato Vendola. Non è una giustificazione, è solo una constatazione! Ma la preoccupazione maggiore per me, è che non vedo farsi avanti dei giovani, come è avvento in passato. Beh, quanto meno sulle posizioni della lotta di classe. Eppure saranno soprattutto loro a pagare il prezzo maggiore per questo disfacimento politico-economico che è sotto gli occhi di tutti. Nonostante lo recepiscano, finiscono per votare le più strampalate opzioni pseudo -politiche. Peccato, grosso errore di prospettiva. Eh sì, molto spesso, quanto meno per i giovani, è per pigrizia intellettuale che si realizzano tali inadeguati comportamenti. Beh, quanto meno questa è la mia opinione.

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Ciò che è successo a livello nazionale poi ha del paradosso: Una vittoria quasi simbolica del PD, un pugno di voti ha fatto la differenza, differenza che consentirà il premio di maggioranza alla Camera, però non consentirà comunque la governabilità, perché al Senato non c’è maggioranza per nessuno. Al Senato, infatti, non sono sufficienti neanche i Senatori di Monti, come si era delineato. Di fatto ha vinto la rabbia dei cittadini, ha vinto la protesta di chi ha già pagato per una crisi di cui non ha colpa alcuna. Ora, se non ci sarà un’intesa su che fare con i grillini, con questi nuovi Parlamentari che rappresentano la rabbia di una cospicua fetta di cittadini, il PD, molto presto, dovrà buttare la spugna e rimandare tutti a casa con inevitabili nuove elezioni. E comunque i nodi che dovranno essere sciolti prima di ritornare alle urne sono l’elezione del Presidente della Repubblica e una nuova legge elettorale. Ce la farà, non ce la farà il PD a sciogliere almeno questi due inevitabili nodi? “Ai posteri l’ardua sentenza”.

Fatte queste dovute considerazioni sui numeri, entro nel merito dei sentimenti e risentimenti del corpo elettorale:

I grilli, insieme ai berlusconiani, fanno oltre i 50% dei votanti. Di questo 50% il 25% circa è contento di come la destra ha sgovernato l’Italia con tutti i debiti nazionali, gli scandali e quant’altro di marcio ha prodotto, l’altro 25% invece è arrabbiatissimo contro coloro che hanno sgovernato. L’altro 29%, assegnato al PD, ci racconta invece che preferisce operare con gradualità verso le riforme senza danneggiare ulteriormente lavoratori e pensionati come avevano fatto, il governo Berlusconi prima e il Governo Monti poi. Non c’è storia più, né per la prima né per la seconda Repubblica delle quali tanto si è straparlato. Si navigherà d’ora in poi in mare aperto e senza bussola. Quindi niente di buono riesco a vedere per il futuro, ma guai, tanti guai, ma non per tutti, solo per i lavoratori dipendenti e i pensionati, ai furbi si aprono invece ancor più vaste praterie per le loro scorribande illegali e fraudolente. E il “fotti tu che fotto anch’io”, diventerà, inevitabilmente, lo slogan a cui faranno ricorso i soliti noti.

Intanto le persone oneste e laboriose si troveranno a giorni senza papa, senza Governo e senza Presidente della Repubblica.

F.to gaetano paglilonga

Collepasso, 26/2/2013

 

 

 

  1. Antonio Leo 2 marzo 2013, 3:19

    Grillo e i suoi seguaci per il PD, non erano altro che la propaggine italiana di quell’anomalia manifestatasi in Olanda con Fortuyn, in Austria con Haider, in Francia con Le Pen, in Grecia con Alba Dorata. Cioè per il centrosinistra italiano era niente di più che un virus, una malattia della democrazia da combattere quasi come l’influenza, rafforzando le strutture comunitarie e rendendo più fecondo il confronto all’interno della coalizione progressista. Anche perchè, per tutta la fase precedente all’ascesa di Grillo, i democratici italiani avevano mostrato in pieno di condividere il giudizio durissimo della sinistra europea e non solo, sui movimenti populisti che rastrellano voti sulle fasce di elettorato più deboli. Se questo era appunto il tenore dei rapporti tra il Partito Democratico e il movimento di Grillo, dopo il risultato “monstre” di M5S alle elezioni, si può immaginare lo choc degli italiani per l’annuncio sorpresa di Bersani di allearsi con Grillo…Mentre Berlusconi, nel ritiro che precedeva la riscossa, confessava di studiare il linguaggio e le mosse di Grillo sui palcoscenici dei suoi spettacoli, avendone da tempo colto l’insidia. Bersani e tutta la sinistra italiana nel suo complesso, con l’eccezione a dire il vero del solo Bertinotti, non lo considerava un vero pericolo. Ma con l’aggravante che, pure a volersi perdonare la sottovalutazione del fenomeno M5S, rivelato via via dai sondaggi durante la campagna elettorale, e confermato dalle urne quando ormai era troppo tardi, il PD aveva in casa un antidoto di sicura efficacia come Matteo Renzi, ma ha preferito accantonarlo!

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