Sull’omosessualità

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Che la luce della conoscenza risplenda nell’oscurità dell’ignoranza;

SULL’OMOSESSUALITA’

        RIguardo l’omosessualità, prima di esporre la mia opinione, è opportuno ricordare quanto ha stabilito, per i credenti, Saulo di Tarso, alias S.Paolo: (Romani, 1, 24-32 “pur sentita la parola del Signore, non hanno dato gloria come Dio, né gli hanno reso grazia; per questo Iddio li ha abbandonati a turpi passioni. Le loro donne infatti hanno cambiato l’uso naturale in quello che è contro natura; e gli uomini pure, abbandonato l’uso naturale della donna, si sono accesi di perversi desideri gli uni per gli altri, commettendo turpitudini maschi con maschi, pieni come sono di ogni iniquità, perversione, cupidigia e malizia; pieni d’invidia, di omicidio, di discordia, di frode, di malignità. Calunniatori, maldicenti, odiatori di dio, arroganti, altezzosi, millantatori, inventori del male, ribelli ai loro genitori, privi di senno, di lealtà, di affetto, di misericordia”. Omofobia allo stato puro!

Ma credo sia il caso di aggiungere che questa arringa riguardo l’omosessualità di Saulo di Tarso, non è che sia poi tanto originale, infatti, YHWH, ovvero, Geova o Jawè, nell’Antico Testamento aveva già dato disposizioni a Mosè in tal senso, infatti nel Levitico 2 “contro la famiglia” al punto: 20, 13, aveva sancito quanto segue: se un uomo giace con un altro uomo come si fa con una donna, tutti e due hanno commesso una cosa abominevole: siano messi a morte: il loro sangue ricada sopra di loro”. Parola di Javè, ovvio, riferita dal Mosè il legislatore.

 

Però, siccome S. Paolo è considerato, a torto o a ragione, il fondatore vero della santa chiesa cattolica, ecco che le parole dell’ultimo papa Francesco scandisce quanto segue: chi sono io per giudicare l’omosessuale? ecco che questa affermazione, di fatto, risulta rivoluzionaria per la chiesa cattolica. Ce la farà questo santo pastore a far passare nella mente e nel cuore del suo “gregge” una visione alternativa a quanto la chiesa ha imposto per secoli? Ho molti dubbi! Anche Giovanni XXIII ci ha provato a dare una sterzata più consona e coerente con i vangeli e con i tempi moderni, superando sia S. Paolo che tantissimi discutibilissimi teologi. Ma son bastati altri due papi che sono arrivati dopo di lui per azzerare tutto quanto aveva seminato e fatto partorire dal concilio Vaticano II.

Ora, secondo la mia forma mentis, secondo le mie informazioni e cultura, dovrei cominciare con il sostenere che, in una società democratica, che non è la stessa cosa di uno stato etico, dovrebbe essere vietato solo ciò che danneggia il prossimo. Ciò che va contro gli interessi e il quieto vivere di chi ha bisogni e tendenze sessuali diverse. C’è forse qualcuno che può onestamente sostenere che una coppia di omosessuali, siano essi di sesso maschile o femminile, danneggino il quieto vivere delle coppie eterosessuali? Io non lo credo affatto, anzi, pur essendo un convinto eterosessuale giuro che non mi disturba affatto sapere che altri hanno gusti sessuali diversi dai miei. Da questa considerazione scaturisce la mia totale incomprensione sul piano giuridico e politico del totale rifiuto, sia per gli ambienti ecclesiastici, sia per certi ambienti politici di “atei devoti”. Il loro rifiuto di prendere in considerazione anche le coppie di fatto degli omosessuali lo trovo disumano, ma soprattutto, fuori da quelle giuste e opportune esigenze di una società, laica e tollerante. Se coloro che non sopportano l’omosessualità riuscissero a capire che anche tra questi rapporti nasce l’amore, l’affetto come avviene per le coppie eterosessuali, forse sarebbero meno intolleranti e più rispettosi dei sentimenti altrui.

Ma  ciò che trovo inopportuno è ascoltare le suppliche di tanti credenti omosessuali i quali si rivolgono addirittura al clero, alla chiesa cattolica, al fine di ottenere umana comprensione e tolleranza nei confronti delle loro diverse esigenze e gusti sessuali. Patetico, nessuna delle tre religioni monoteiste, l’ebrea, la cristiana e la musulmana, potranno mai tollerare ciò che per loro è peccato, grave ignominia, infamia, disonore, vergogna, lo sanno anche le pietre che i loro dèi sono omofobi. Quindi consiglio, se non possono fare a meno di credere a qualche favola trascendentale, meglio definite religioni con i loro infiniti miti, di rivolgersi al paganesimo. Questo sì tanto tollerante: da Achille il piè veloce con il suo Patroclo, all’imperatore Adriano con il suo Antinoo, hanno goduto liberamente dei loro gusti sessuali senza che nessuno abbia trovato discutibile i loro gusti. Allora rivolgetevi a Zeus, andate nell’Olimpo e lì troverete più benigni dei e scegliete il dio o la dea che più vi può capire e proteggere. Tranquilli, lì ci sono dèi e dee per tutti gli umani gusti. Altre soluzioni, per il momento, non ne vedo.

F.to gaetano paglialonga

Collepasso, 13/1/2014

 

  1. Se ripenso alla struggente frase di Oscar Wilde, che definiva l’omosessualità «l’amore che non può dire il suo nome», posso constatare che oggi di omosessulità si parla troppo e spesso pure a sproposito.
    Nonostante tutti gli errori che si possono commettere, sono convinto che non sbaglia, chi vuole bene alla realtà.
    Della realtà puoi scrivere o dipingere le cose più tremende, ma poi esse sono là e nessuno dovrebbe negarle: maschio, femmina.
    Non possiamo raccontarci un libro partendo dalla fine.
    Si potrebbe parlare tranquillamente dell’omosessualità ma puntualmente si scivola nell’omofobia.
    Non si riesce ad affrontare nessuna discussione sul tema senza cominciare a parlare di omofobia. Poi, lo ritengo un termine pericoloso che fa da grimaldello a una lotta politica in stile nazista e totalitario e che criminalizza tutti coloro che si permettono di dire qualcosa di contrario alla possibilità di escludere dal potere chi si classifica diverso dal genere maschile o femminile.
    Che cosa significa “omofobo”?
    Prima di essere criminalizzato come tale, vorrei che qualcuno me lo spiegasse.
    E’ un termine che nasce da un presupposto o dalla realtà?
    E’ una percezione delle cose o sono “cose” che esistono realmente?
    Giustamente il Papa dice “chi sono io per giudicare” ma altrettanto potremmo dire chi sono gli altri che giudicano.
    L’omosessuale vive un conflitto, potrebbe non sentirsi a posto con se stesso. E’ alla continua ricerca di un luogo in grado di accoglierlo e spesso si affida a chi gli dice che è colpa della società che non lo accetta.
    Ed ecco quindi che si categorizza, ci si divide in identità, in generi, in eterosessuali omofobi e gay, è si diventa strumentali alla battaglia politica intrapresa dalle lobby, che creano appositamente gli stessi steccati che dicono di voler abbattere.
    L’omosessulià potrebbe essere una cosa normale ma cui prodest? (“a chi giova?”),

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  2. Carissimo Giuseppe, mi fanno sempre molto piacere i tuoi commenti, mi stimolano e mi costringono ad aggiungere altro rispetto al testo. L’ultima volta, per esempio, in un commento sul mio articolo sul femminicidio hai messo in discussione lo stesso termine, che a tuo dire sarebbe una pessima espressione, e fin qui potrei darti ragione. Ma sei andato oltre fino a tracciare un discutibile parallelo tra le uccisioni delle donne da parte di uomini che vedono le donne come oggetti con cui sollazzarsi e l’aborto che, a tuo dire, sarebbe molto più disgustoso e disumano di quando si accoppa una donna adulta, che quasi sempre, o ha già abortito o si preparava ad abortire, dimostrando, in quel caso, che facevi tue le più discutibili opinioni di integralismo cattolico, che non hanno niente in comune con la “Buona Novella” che dovrebbe essere la bussola per ogni buon cristiano. Ora anche il termine omofobia non ti sta bene. Così sono andato su Wikipedia e ho tratto le righe che seguono:
    “L’omofobia è la paura e l’avversione irrazionale nei confronti dell’omosessualità e di persone gay, lesbiche, bisessuali etransessuali (LGBT), basata sul pregiudizio[1][2][3]. L’Unione Europea la considera analoga al razzismo, alla xenofobia, all’antisemitismo e al sessismo[1]. Con il termine “omofobia” quindi si indica generalmente un insieme di sentimenti, pensieri e comportamenti avversi all’omosessualità o alle persone omosessuali[4].
    L’omofobia non è inserita in alcuna classificazione clinica delle varie fobie; infatti, non compare né nel DSM né nella classificazione ICD; il termine, come nel caso della xenofobia, è solitamente utilizzato in un’accezione generica (riferita a comportamenti discriminatori) e non clinica.[5][6]”
    E sull’omosessualità alla fine concludi: “Della realtà puoi scrivere o dipingere le cose più tremende, ma poi esse sono là e nessuno dovrebbe negarle: maschio, femmina.”
    Davvero? Ora su questo penso di poter aggiungere che, se un uomo si sollazza con un altro uomo solo per vedere l’effetto che fa è atteggiamento discutibilissimo. Ma noi sappiamo che spesso è una condizione che si crea dalla nascita, anzi, prima della nascita. Insomma si nasce così, come dire: è ancora la natura che può fare questi scherzi, magari di cattivo gusto, se ti pare. Quindi, mentre per me è solo uno scherzo di cattivo gusto della natura, tu puoi, se vuoi, sostenere che si tratta di una imperfezione delle creazione dovuta al tuo dio biblico. Poi si sa, chi fa qualcosa può sempre sbagliare e il tuo dio di cose ne avrebbe fatte anche troppe, quindi sarebbe comprensibile qualche errore di fabbricazione. E meno male che l’omofobia si è scatenata solo nei confronti dell’umanità e a nessuno è venuto in mente, ancora, di discriminare certi pesci che cambiano sesso più volte durante la loro vita. Per non parlare di alcune specie addirittura ermafrodite: Sempre da wikipedia traggo:“L’ermafroditismo o monoicismo è un fenomeno col quale un individuo di una determinata specie può produrre, contemporaneamente o successivamente, sia i gameti maschili sia quelli femminili. In alcune specie animali, in particolare invertebrati, il fenomeno è comune o addirittura essenziale per la riproduzione”.
    Infine, ti sei mai chiesto perché anche noi uomini eterosessuali ci portiamo dietro i capezzoli? A che pro? Hai mai saputo che durante le prime settimane di concepimento il sesso non è stato ancora definito? Tutto ciò io lo affibbio alla Natura, alle sue origini, tu potresti affibbiarlo all’imperfezione del tuo creatore. O no!? Ma dai! Un po’ di coerenza accompagnata da una cultura che non ti fa difetto può allargarti l’orizzonte, caro Giuseppe! Cari saluti dal tuo amico gaetano.

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  3. Gaetano, che fai cerchi di intimidirmi?
    Non sai leggere o fai finta di non capire?
    Cosa c’entra il tuo pistolotto sulla natura dei sessi o anche la ricerca etimologica di omofobia con il mio commento. In natura uno che ha paura, scappa. Se attacca lo fa solo per difendersi. Ma, credimi, la cosa non mi meraviglia. Ultimamente ho sentito parlare di “diversamente eterosessuali” per definire chi non è “diversamente omosessule”.
    Si gioca con le parole, è il caso di dire che forse ci si prende per il C…
    In quale parte del mio commento al tuo articolo sul “femminicidio” ho tracciato “un discutibile parallelo tra le uccisioni delle donne da parte di uomini che vedono le donne come oggetti con cui sollazzarsi e l’aborto”.
    Il parallelismo era sul valore di una notizia che denuncia un omicidio.
    L’omicidio resta omicidio, non dovresti avere bisogno di un interprete per capire questo perché io potrei pure non essere coerente con quello che dico ma tu sei in mala fede e, certamente tra amici, non ci si comporta così.

    Ti allego il commento, rileggilo attentamente e dimmi come puoi permetterti di fare certe affermazioni:

    _ Mi verrebbe da commentare il tuo articolo parafrasando una nobile frase di Papa Galeazzo: “cc’è centra lu culu cu le quattru tempere!” ma, conoscendo la tua onestà di pensiero voglio provare a fare una piccola riflessione, senza pretendere di essere risolutivo, sul delicato tema del “femminicidio” (lo inserisco tra virgolette perché già di questo brutto neologismo meriteremmo di conoscere il pensiero di chi per primo lo ha utilizzato)
    Vedi, Gaetano, sul fatto in sé non c’è molto da discutere: uccidere è sempre una cosa sbagliata, orribile e ancora di più quando le vittime sono oggettivamente più deboli dei loro carnefici. Se diamo per certa questa verità dovremmo provare a spostare un po’ lo sguardo e vedere se dietro questo fenomeno c’è veramente qualcosa su cui ragionare.
    Al di là di ogni considerazione sulla lettura dei numeri , dai quali non si capisce se il fenomeno sia più o meno in aumento, io dico che anche se una sola donna venisse uccisa da un uomo, sarebbe sempre e comunque un numero troppo elevato ed è giusto denunciare, stigmatizzare e condannare. Non esiste nessuna condotta della donna, neanche la più libera, scollacciata, egoista, odiosa, che giustifichi l’atteggiamento omicida di chiunque. Punto. Non c’è da discutere: la mia fede dice che è un comandamento di Dio, e questo tronca ogni argomento.
    Mi chiedo però perché la stampa sta dando un risalto così elevato a questo tipo di cronaca anche a scapito di altri fatti di pari o maggiore gravità? Non conosco quali sono i meccanismi che rendono un fatto notizia ma, se il criterio assoluto è quello di denunciare gli omicidi fatti a danno di vittime più deboli, non comprendo perché non conosce priorità il fatto che oltre 5 milioni di bambini, solo in Italia(cinque milioni?, esagerato!!! (ndr)) sono uccisi dalle loro stesse mamme grazie alla famosa legge 194.
    5.000.000 di bambini. Il 10% della popolazione italiana, ogni anno. Però questo è un altro problema e certamente non può costituire una base per sottovalutare il confronto.
    Forse il vero ordine del giorno è la visione della sessualità e del rapporto tra i sessi, e questo tra l’altro è legittimo, perché il tema è importante. Questo voler a tutti i costi dare risalto al “femminicidio” può in qualche modo servire ad affermare che donne e uomini devono poter vivere liberamente la loro sessualità come desiderano senza vincoli senza nessun valore di appartenenza. E’ come se si volesse “normalizzare” il sesso, assimilandolo più ad una attività fisica facendolo finalmente uscire fuori dai quei concetti incisi nella parte più profonda di ognuno di noi, che contrappongono la purezza alla contaminazione, o l’inviolabilità e la profanazione. Finalmente un desiderio libero da vincoli morali per uno stato d’animo nuovo ed estremamente artificiale.
    In realtà l’intimità sessuale è una visione magnifica e sconvolgente. Può essere sublime o terribile, ma non potrà mai essere neutra, né per l’uomo né per la donna. Quel senso di appartenenza che ci porta a dire all’altro o all’altra, io sono tuo , io sono tua si esprime con il sesso. Poi può succedere che in alcune persone si scatenino istinti incontrollabili perché la vita dice che questo non è vero, che è un’altra cosa. Attenzione, Gaetano, io non dico che questo è giusto, sostengo invece che è tremendamente sbagliato, ma è un dato di fatto: l’essere umano è fatto così, non è perfetto, e anni di pressioni culturali non sono riusciti a cambiarne la profonda struttura. Succede quindi che alcuni uomini, alcuni, non riescano ad affrontare la condotta di certe donne. Non hanno ragione e dovranno pagare su questa terra e dopo vedersela con Dio e questo solo per dire che non c’è nessun termine temporale al loro errore. Però tutto questo non deve portarci a pensare che l’unione fra un uomo è una donna deve rimanere fuori da una zona sacra, da un territorio sconosciuto, quello del desiderio che se liberato da vincoli morali può essere distruttivo. Non posso pensare che è giusto trasformare in branco quello che finora ho inteso come famiglia.
    E’ come se una certa “cultura” , purtroppo dominante, volesse in tutti i modi abbattere le mura del tempio della trasmissione della vita tagliando tutti i vincoli che legano il sesso nell’ambito di un’unione indissolubile tra due anime che tentano per tutta la vita di diventare una sola carne. Lo dicono i loro corpi, lo dicono attraverso un impasto inscindibile di geni e cellule i figli che nascono da quell’unione. Non a caso tante volte all’origine di questi fatti di violenza ci sono tante storie di figli negati, contesi, portati via. Purtroppo tante altre volte c’è il pensiero prevaricatore dell’uomo e donne completamente estranee, lo so. Sono tutte vittime, perché non voglio giustificare nessuno, voglio solo provare a capire spostando lo sguardo un po’ più in là._

    Quello che forse non comprendi è che queste battaglie trattano i legami umani soltanto come strumenti di uno scontro, senza che si possano conoscere davvero, questo è il dramma.
    Ogni discussione è vietata, nessun confronto dialettico è possibile, è vietata qualunque arena pubblica per un possibile confronto sul tema.
    Cosa avviene veramente, in un legame omosessuale vero, inserito nella realtà umana non è umanamente possibile capirlo.
    Maledico sempre il Sessantotto. Maledico quel sistema di ragionamento basato solo sulla capacità di riempire le piazze con manifestazioni che identificano solo il luogo in cui chi è dentro è “amico” e chi è fuori è “nemico” solo ed esclusivamente per definizione.
    Non è questa la realtà delle persone.
    Non si riesce ancora a capire che, quando si esce dalla piazza, i problemi sono la realtà.
    Non mi disturba l’omosessualità, ognuno ha diritto di vivere la sua vita come vuole, ma possibile che non ci si accorge che se i problemi sono la base di un qualsiasi legame perché tra gli omosessuali tutto appare perfetto, privo di ogni scontro?
    Queste unioni vengono mistificate nel bene e nel male.
    Da una parte quelle che appaiono come le famiglie del “Mulino Bianco” dall’altra quelle atrocemente perseguitate.
    Dove vedi la persecuzione in atto?
    Esistono forme di persecuzione del diverso, ma queste si definiscono già da sole e non bisogna essere coerenti con un pensiero di fede per definirle un oltraggio all’umanità o anche un offesa al mio Dio come tu pensi che io dico.
    Non serve neanche farsi prestare le parole di Paolo di Tarso o di qualunque altro uomo, sottolineo uomo, che si è pronunciato su questo e anche altri argomenti.
    Tu, Gaetano, io, Giuseppe che penso: possiamo far incontrare le nostre opinioni, liberamente.
    Per me esiste ancora un solo comandamento, unica vera rivoluzione della storia dell’uomo: “ama il prossimo tuo come te stesso”.
    Ma poi, hai visto qualcuno che riesce, grazie a Dio, a farli tacere? Io vedo semmai il contrario.

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  4. Ma sì, caro Giuseppe, ho la sensazione che stiamo sostenendo le stesse cose utilizzando lingue diverse. saluti gaetano

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  5. Leggi questo emendamento e renditi conto che secondo i firmatari la PEDOFILIA è un “orientamento sessuale”. Hai visto quanto è pericoloso giocare con le parole!

    1.5
    GIOVANARDI, D’ASCOLA, TORRISI, BIANCONI, CHIAVAROLI
    Sostituire l’articolo 1, con il seguente:
    «Art. 1.
    (Disposizioni in materia di contrasto a varie forme di discriminazione)
    1. All’articolo 3 della legge 19 ottobre 1975, n. 654, e successive modificazioni sono apportate le seguenti modificazioni:
    a) al comma 1, alle lettere a) e b) sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: ”o fondate sull’odio ovvero disprezzo o comunque palese ostilità tesa concretamente a ledere l’incolumità, la dignità e il decoro delle persone che manifestino anche solo apparentemente, ancorché non apertamente, orientamenti omosessuali, bisessuali, eterosessuali, pedofili, se tali condotte discriminatorie siano poste in essere a motivo del loro orientamento sessuale e siano espressione di violenza o ostilità verso la persona e non di pensiero verso l’orientamento sessuale e lo stile di vita in sé”;
    b) al comma 3, primo periodo, dopo le parole: ”o religiosi”, sono aggiunte, in fine, le seguenti: ”o fondate sull’odio ovvero disprezzo o comunque palese ostilità tesa concretamente a ledere l’incolumità, la dignità e il decoro delle persone che manifestino anche solo apparentemente, ancorché non apertamente, orientamenti omosessuali bisessuali, eterosessuali, pedofili, se tali condotte siano poste in essere a motivo del loro orientamento sessuale e siano espressione di violenza o ostilità e non di pensiero verso l’orientamento sessuale e lo stile di vita in sé”.
    2. Al decreto-legge 26 aprile 1993, n. 122, convertito con modificazioni, dalla legge 25 giugno 1993, n. 205, sono apportate le seguenti modificazioni:
    a) al titolo, dopo le parole: ‘e religiose’, sono aggiunte le seguenti: ”ovvero fondata sull’omofobia o transfobia” con le parole: ”o fondate sull’odio ovvero disprezzo o comunque palese ostilità tesa concretamente a ledere l’incolumità, la dignità e il decoro delle persone che manifestino anche solo apparentemente, ancorché non apertamente, orientamenti omosessuali omosessuali, bisessuali, eterosessuali, pedofili se tali condotte siano poste in essere a motivo del loro orientamento sessuale e siano espressione di violenza o ostilità e non di pensiero verso l’orientamento sessuale e lo stile di vita in sé”.
    b) alla rubrica dell’articolo 1, dopo le parole ‘o religiosi’ sono aggiunte le seguenti: ‘fondate sull’odio ovvero disprezzo o comunque palese ostilità tesa concretamente a ledere l’incolumità, la dignità e il decoro delle persone che manifestino anche solo apparentemente, ancorché non apertamente, orientamenti omosessuali omosessuali, bisessuali, eterosessuali, pedofili se tali condotte siano poste in essere a motivo del loro orientamento sessuale e siano espressione di violenza o ostilità e non di pensiero verso l’orientamento sessuale e lo stile di vita in sé”;
    c) all’articolo 3, comma 1, le parole ‘o religioso’, sono sostituite dalle seguenti ‘religioso o fondate sull’odio ovvero disprezzo o comunque palese ostilità tesa concretamente a ledere l’incolumità, la dignità e il decoro delle persone che manifestino anche solo apparentemente, ancorché non apertamente, orientamenti omosessuali omosessuali, bisessuali, eterosessuali, pedofili se tali condotte siano poste in essere a motivo del loro orientamento sessuale e siano espressione di violenza o ostilità e non di pensiero verso l’orientamento sessuale e lo stile di vita in sé”;
    d) dopo il comma 3 è aggiunto il seguente:
    ”3-bis. Resta ferma la legge di ratifica della Convenzione di Lanzarote e comunque la punibilità di quei comportamenti e delle opinioni in materia sessuale e non, vietati nelle disposizioni penali vigenti”».

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  6. E già, caro Giuseppe, il furbacchione, l’opportunista è onnipresente. E chissà, magari Giovanardi stava pensando ai pretofili quando ha inserito qualcosa contro la discriminazione della pedofilia.CHE IL SUO DIO LO PERDONI DEL SUO TANTO ARDIRE. Chissà cosa avrà capito, Giovanardi, quando ha letto: “lasciate che i bambini vengano a me”

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  7. CARLA CORSETTI 23 gennaio 2014, 15:51

    Giovanardi, parlamentare del NCD, che chiamare onorevole è un azzardo, ha recentemente inserito un emendamento al disegno di legge contro l’omofobia, equiparando pedofilia e omosessualità e qualificandoli entrambi come orientamenti sessuali legittimi.

    La pedofilia, come sanno bene dalle parti del Vaticano dove un prete su venti, stando alle statistiche da loro stessi diffuse (portavoce Lombardi), è pedofilo (in realtà lo sono quasi tutti e coloro che non lo sono proteggono e coprono gli altri), non è un legittimo orientamento sessuale, ma è una devianza criminale e come tale va punita penalmente.
    Non è pensabile che Giovanardi abbia avuto una svista.
    Viene in mente che l’ONU ha chiesto al Vaticano di presentare una relazione sui casi di pedofilia clericale e che l’audizione, recentemente tenutasi a Ginevra, sia parsa a molti osservatori insufficiente, soprattutto deficitaria nella parte in cui il Vaticano non ha spiegato il motivo per il quale non ha consegnato i suoi criminali alle autorità italiane.
    Poiché le valutazioni finali dell’ONU non sono note, non si può escludere che don Giovanardi stia tentando di modificare la legge italiana in senso favorevole alla pretaglia clericale.
    Scherzi da prete.
    Carla Corsetti
    Segretario Nazionale di Democrazia Atea
    http://www.democrazia-atea.it

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