IDEA DI BELLEZZA

IDEA DI BELLEZZA

Non ho molta dimestichezza con l’arte, mi piace però la bellezza.

Il senso della bellezza l’ho sempre percepito ma è stata una citazione di un grande uomo, sempre poco ricordato, che mi ha fatto scoprire la forza e l’importanza della bellezza: la “Bellezza” come valore.

Se si insegnasse la “Bellezza” alla gente, la si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà. All’esistenza di orrendi palazzi sorti all’improvviso, con tutto il loro squallore, da operazioni speculative, ci si abitua con pronta facilità, si mettono le tendine alle finestre, le piante sul davanzale, e presto ci si dimentica di come erano quei luoghi prima, ed ogni cosa, per il solo fatto che è così, pare dover essere così da sempre e per sempre. È per questo che bisognerebbe educare la gente alla “Bellezza”: perché in uomini e donne non si insinui più l’abitudine e la rassegnazione ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore (Peppino Impastato)“.

La morte di Manuele con tutte le immagini che si sono accavallate nel corso di questi ultimi tragici giorni è stata un inno alla “Bellezza”.

E’ bellissima l’immagine di Manuele nella sua alta uniforme di moderno guerriero.

E’ bellissima, nello strazio del dolore, la moglie di lui, che mostra, con le mani alzate al cielo,   l’impotenza e la sofferenza di una donna che deve affrontare una vita senza il marito amato.

Stupenda è l’immagine del bambino che sotto quel basco celeste sembra volersi già proporre come difensore del futuro della sua famiglia.

E che dire poi della “Bellezza”,  plastificata dal dolore, del volto della madre e del padre di Manuele.

E ancora quanta forza, quanta “Bellezza” scaturisce dai volti del padre e della madre di Federica.

E’ la stessa “Bellezza” che circonda i personaggi di Omero nell’Iliade.

Si potrebbero udire le parole di Andromaca :

“Misero, il tuo coraggio t’ucciderà, tu non hai compassione

del figlio così piccino, di me sciagurata, che vedova presto

sarò, presto t’uccideranno gli Achei,

balzandoti contro tutti: oh meglio per me

scendere sotto terra, priva di te; perche nessun’altra dolcezza,

se tu soccombi al destino, avrò mai, …”

ma anche quelle di Ettore:

“Morto, però m’imprigioni la terra su me riversata,
prima ch’io le tue grida, il tuo rapimento conosca!”

e ancora Achille al cospetto di Priamo

“E come hai potuto alle navi dei Danai venire solo,

sotto gli occhi d’un uomo che molti e gagliardi

figliuoli t’ha ucciso? Tu hai cuore di ferro.

Ma via, ora siedi sul seggio e i dolori

lasciamoli dentro nell’animo, per quanto afflitti:

nessun guadagno si trova nel gelido pianto.”

Non ho voluto cedere alla rassegnazione guardando quelle immagini di dolore e, io stesso, mi sono stupito nel vedere così tanta “Bellezza”.

Non voglio abituarmi a quelle immagini, però voglio continuare a stupirmi perché, parafrasando le parole di Peppino Impastato, a convivere con le guerre, fatte  scoppiare all’improvviso  da squallide operazioni speculative, a convivere con il carico di morti che esse producono,  ci si abitua con pronta facilità. Poi si espongono le bandiere con il drappo nero, si ordina il lutto cittadino, si indossano le fasce a lutto, si recitano ipocrite parole di circostanza, si crea lo spettacolo e presto si dimentica di come quei ragazzi che erano e rimangono “Bellezza” si sono rassegnati all’unica scelta possibile come se tutto è parso dover essere sempre così da sempre e per sempre.

Bisogna costringersi ad essere curiosi, stupirsi continuamente e ancora stupirsi  affinché dentro di noi non si insinui la rassegnazione e ci si abitui  ad ascoltare parole come quelle del ministro Fornero che nel  corso di una intervista rilasciata al Wall Street Journal, nello stesso giorno della morte di Manuele,  avrebbe  dichiarato:

“il lavoro non è un diritto, deve essere guadagnato, anche attraverso il sacrificio”.

Parole immediatamente rettificate ma che fanno ancora più male:

“il diritto al lavoro non è mai stato messo in discussione come non potrebbe essere mai visto quanto affermato dalla nostra Costituzione. Nell’intervista odierna al quotidiano statunitense il ministro ha fatto riferimento alla tutela del lavoratore nel mercato e non a quella del singolo posto di lavoro, come sempre sottolineato in ogni circostanza“,

cioè   “Stiamo cercando di proteggere le persone, non i loro posti”

E allora, le vorrei chiedere  signor Ministro: come aveva pensato di proteggere Manuele?

Le è  sufficiente il sacrificio compiuto da Manuele, per guadagnare un posto di lavoro?

Chiedo ai signori amministratori di Collepasso, ancora costernati dalla circostanza dei fatti, con ancora in bocca il sapore delle belle parole pronunciate,  quale valore di “Bellezza” hanno voluto preservare  in occasione della recente giornata dedicata allo sport, da sempre disciplina  di “Bellezza”, facendo giocare alla guerra, quasi come esempio,  giovani privi dei valori di quella stessa “Bellezza”?

Chiedo ai consiglieri di minoranza, sempre pronti a giuste interrogazioni al Sindaco,  se è diritto o meno del cittadino Collepassese sapere se anche la minoranza condivide gli stessi ideali di “Bellezza”?

La nostra piccola Collepasso ha saputo rappresentare la parte più bella dell’Italia attraverso la “Bellezza” di Manuele, di Federica, della loro piccola creatura. Collepasso, ma vale lo stesso per l’Italia, è bella quando si rappresenta con il volto e lo sguardo fiero dei genitori di Manuele e degli stessi genitori di Federica.

Di fronte a loro mi sono voluto stupire, li ho osservati attraverso lo schermo televisivo con ammirazione, in loro mi sono voluto compiacere perché mai mi rassegnerò a considerare normale qualunque atteggiamento o manifestazione che mi abitui alla guerra come valore di “Bellezza”.

Mai vorrò abituarmi a convivere con la guerra come se fosse una cosa normale, tanto normale da considerarla un gioco o peggio ancora,  un posto di lavoro.

Ciao, Manuele

F.to GIUS alias  Pietro Giuseppe Errico

Collepasso, 30/6/2012

  1. C’è chi si dice poeta e produce solo masturbazioni mentali. Poi ci sono i poeti veri che non si dichiarano mai tali e forse non sanno neanche di esserlo, però producono della vera poesia. Questo è il caso dell’autore di questo articolo, il quale è riuscito commuovermi con le sue bellissime parole su un accadimento terribile. Complimenti a questo nostro paesano sig. Pietro Giuseppe Errico.

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  2. Sarà un poeta come scrive giuseppe75, ma c’è una incongruenza. Ettore era un eroe Omerico troiano, e Troia era stata aggredita, mentre il nostro “eroe” collepassese era lì in Afganistan con un’armata, l’alleanza atlantica che, fino a prova contraria, è l’aggressore. Come lo furono gli Achei che invasero Troia, anche in quella occasione con una pezza d’appoggio ridicola, la famosa Elena rapita. Quindi, il nostro ha aggredito un’altra nazione. Tanto per non fare confusione.

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  3. giacomogrippa 2 luglio 2012, 10:44

    Un grazie all’autore dell’articolo per la importante, profonda riflessione.

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  4. Io lo proporrei come sindaco, un uomo votato alla Bellezza come lui. -.-”’ Mi piacerebbe capire cosa avrebbe fatto lui da amministratore. Certe persone hanno solo voglia di protagonismo, e non essendo tenute a parlare in certi momenti lo fanno solo per ricordare della loro esistenza. Ma poi ci ete quistu???

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  5. X opinionista,
    la critica da destra, con te, è arrivata, e come mio costume l’ho passata, siccome chi ha scritto l’articolo ha strapazzato anche la sedicente sinistra (opposizione), resto in attesa di un ‘altra congrua critica. In realtà, caro opinionista, l’articolista ha firmato quanto ha sostenuto, mentre tu hai bisogno di ricorrere allo pseudonimo, e ti domandi: chi è questo? Tranquillo non è persona che può arrecarti danno. Quindi se vuoi aggiungere altro, puoi firmarti senza paura alcuna, ti assicuro che non morde! Poi, se tutti quelli che hanno qualcosa da dire dovessero fare i sindaci, beh, tu saresti tra i primi candidati, o no? Senza rancore gaetano

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  6. nella convinzione che io sia di destra -.-”’ ti lascio lodare la ricerca della bellezza -.- in un’occasione di questo tipo il silenzio sarebbe segno di rispetto, e non sfruttare un’occasione così dolorosa per fare valere delle opinioni veramente poco utili a chi sta subendo questa situazione. Ridicolo!!! Per l’anonimato è lo strumento che mi consente di non avere ripercussioni, non tutti sono alla ricerca della bellezza.

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    • IL SILENZIO??? Non mi pare che tu sia rimasto in silenzio. Gli unici che erano veramente e profondamente addolorati erano i parenti, e loro sì, sono rimasti in silenzio, un silenzio e una dignità che ha ben saputo elogiare l’autore dell’articolo. Mentre si è assistito ad un cicaleccio continuo dal sapore ipocrita da parte di tanti esibizionisti. E voglio ricordare perché certuni li ritengo ipocriti: non sanno ricordare, questi ipocriti, quanto lutto e lacrime afgane sono state versate dai familiari delle decine di migliaia di vecchi donne e bambini massacrati dalle nostre “bombe intelligenti”. E quando non ci si preoccupa degli altri e li si considera dei nemici, anche se innocenti e indifesi, allora ci siamo, siamo dentro la cultura della guerra: i nostri caduti sono degli eroi, gli altri sono solo esseri vili e terroristi. Ci risiamo, è di ritorno il “sonno della ragione”. E la critica ai giochi guerrafondai organizzati nel castello baronale tempo fa; la defenestrazione della bandiera della pace dal balcone del palazzo comunale; il silenzio dell’opposizione su questi atti dell’amministrazione comunale, anche a mio parere, stigmatizzano bene la poca disponibilità a sostenere i valori della pace e al rispetto dell’articolo 11 della nostra Costituzione da parte di maggioranza e opposizione. Quindi, se mai non fossi stato chiaro, condivido in pieno l’artico. Saluti gaetano

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