REGOLAMENTANDO!!!

 

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NEL METODO

In data 26/1/2011, con  protocollo n°563, è stata avanzata la richiesta di convocazione del Consiglio Comunale da parte di otto consiglieri con  all’O.d G.  la discussione su due regolamenti:  il regolamento  sulla realizzazione di impianti fotovoltaici destinati nelle zone ad uso agricolo, e il regolamento sulla gestione del campo di calcio comunale da rivedere, da ridiscutere.

Intanto, osservando le firme va preso atto di due  novità. La prima è la clamorosa assenza della firma del consigliere d’opposizione Ivan Mazzotta,  la seconda è la significativa presenza di due consiglieri fino a ieri di maggioranza, Antonio Ciccardi e Maurizio Malorgio. Ora prendiamo atto, la maggioranza ha perso due Consiglieri facenti parte della lista che vinse a suo tempo le elezioni, e fanno quattro consiglieri persi per strada se ricordiamo Nuzzo e Marta Sindaco. E, ne incamera uno, che era all’opposizione perché eletto in una lista che risultò perdente.

Infine, su questa situazione di “avanti-ndrè”, si possono cogliere altre indicazioni su quale sarà la possibile mappatura delle future alleanze elettorali. Per esempio, è chiaro che i consiglieri dell’IDV prendono sempre più chiaramente le distanze da quelli che furono gli alleati di ieri, mentre il consigliere dell’UDC, pare si attacchi come l’edera a questa maggioranza, avrà i suoi motivi ma non ce li ha mai detti. La cosa ancora avvolta nella nebbia è, se porterà in “dote” a questa maggioranza l’intero “patrimonio” dell’UDC, oppure solo “armi e bagagli” personali. Né tanto meno il resto di quel partito si è mai preoccupato di farci capire “dove li porta il cuore”.

NEL MERITO

Sul regolamento del fotovoltaico ho l’impressione che si cerca di “chiudere i cancelli dopo che i buoi son scappati”. Comunque è solo una sensazione, forse dovuta ad alcune urla echeggiate tempo fa nella nostra sonnolenta Collepasso. A queste urla, seguì puntuale l’assicurazione che una conferenza chiarificatrice avrebbe disfatto le urla e l’urlatore. La stiamo ancora aspettando.

Il regolamento per il campo di calcio c’è, giurano alcuni. Sarà, però con tutte le polemiche che non accennano a diminuire, evidentemente qualche problema su quel regolamento ci deve essere. Da parte mia auguro comunque che si faccia un regolamento in cui venga sancito chiaramente che le squadre e i ragazzi di Collepasso se non sono professionisti, se non ricevono stipendio, se lo fanno esclusivamente per il piacere di giocare, siano esclusi del tutto dal dover pagare la benché minima somma per poter occupare il campo ad ore stabilite compatibilmente con le altre squadre.  Mentre è giusto che paghino le squadre e/o i giocatori professionisti che ricavano reddito dal gioco. Investa il Comune per questi giovani, almeno una parte di quanto investe ogni anno per gli anziani!!!

F.to, gaetano paglialonga

Collepasso, 28/1/2011

 *****

Mentre sopra otto consiglieri di minoranza chiedono la convocazione di un Consiglio Comunale che potrà tardare fino a venti giorni circa, l’Amministrazione ha convocato un Consiglio Comunale per lunedì 31 gennaio alle ore 17,30 nella sala Riunioni della Scuola Elementare.

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Da quanto si evince dall’oggetto, è un Consiglio Comunale convocato in sessione straordinaria urgente, su richiesta di quattro consiglieri comunali dell’opposizione.

Il primo punto all’ordine del giorno è una questione che coinvolge le cooperative agricole per la loro situazione debitoria dell’ICI degli anni che vanno dal 1993 al 2002.

Al secondo punto, l’Amministrazione chiede di votare la solidarietà a coloro che sono stati offesi (e sarebbero in tanti) dagli attacchi del consigliere Salvatore Perrone.

Due argomenti questi, sui quali non mancheranno certo  motivi di confronto e di scontro. vedremo!

f.to g.p.

Collepasso  28/1/2011

 

  1. Perdonami, caro Cipputi, se utilizzo il tuo blog per manifestare il mio sdegno su quanto l’amministrazione comunale di Collepasso, con la complicità della chiesa di don Celestino, si appresta a fare nella ricorrenza del 30 pv in occasione della festa di San Sebastiano, patrono dei vigili urbani.
    Non mi sono mai voluto interessare della politica collepassese. Sinceramente, forse con un po’ di presunzione, ho sempre mantenuto le distanze, quasi con disgusto, da quelle piccole manovre di paesino che vengono utilizzate per raccogliere il misero consenso elettorale. Questa volta, però, penso che la misura sia colma.
    La BENEDIZIONE DELLA NUOVA MACCHINA IN DOTAZIONE AI VIGILI URBANI DI COLLEPASSO, mi offende sia come cristiano che come cittadino.
    Ho ascoltato per anni il caro don Celestino tuonare contro chiunque, nel rispetto di un’antica tradizione dei giorni successivi la Pasqua, lo invitava a benedire la sua umile dimora. Dall’alto del suo scranno parrocchiale ha sempre gridato che le benedizioni si impartiscono agli uomini e mai alle cose: “… è con il vostro impegno che benedite le vostre case, … siete voi le pietre vive della chiesa e delle vostre case; è il vostro cuore la dimora cara a Cristo”.
    E’ stato lui ad insegnarmi, con le parole di San Giovanni Bosco, che la vita di un uomo vale due o tre “Si” detti bene in giovinezza: ma non sono i “Si” che si dicono in età matura, quelli che testimoniano come hai vissuto la tua vita?
    Cos’è questo strano sentimento che accomuna un’amministrazione a suo dire laica con la chiesa “teutonica”?
    Sta nascendo una nuova coalizione per le prossime elezioni amministrative o è solo il potenziale ringraziamento per aver sistemato il sommo architetto, già celebrato a caratteri lapidei all’interno della chiesa madre, dopo l’orrendo restauro?
    Forse è una mia mania, ma sono le piccole cose che rivelano le verità più difficili da immaginare.
    Dal mio punto di vista spero che il Signore accompagni quella macchina, e sottolineo solo la macchina, fino alla prima curva!

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  2. Per GIUS
    La chiesa “teutonica” l’ho trovata divertente. Il resto è materiale molto serio. Secondo me don Celestino è incoerente. Da un lato parla da cristiano verace, ma ahi lui, spesso tiene d’occhio gli affari della chiesa. Non è che sia una novità per il clero, basti ricordare come la chiesa ha sempre benedetto in pompa magna le armi e i soldati sia quelli di una che dell’altra parte che andavano a massacrarsi. E i preti in uniforme nelle attuali forze armate? Figurati mo’ se si può scandalizzare per un’auto nuova di zecca. Ho l’impressione che don Celestino di questo passo resterà a lungo ospite del purgatorio, anche se l’hanno eliminato. Se penso poi a Dante e a tutto il lavoro che ha fatto per rappresentarcelo … no, non è giusto averlo eliminato, dovrebbero ripristinarlo. Si lo so, non mi riesce di restare serio quando penso a certe stravaganze.
    Per quanto riguarda invece l’amministrazione io non ho dubbi, si sta attaccando a tutto pur di tenersi a galla. La cosa però che trovo strana da parte tua, caro GIUS, è che mentre trovi, giustamente, sconveniente la benedizione della macchina, nulla hai rilevato con quell’immagine enorme che la chiesa e l’amministrazione hanno voluto e piazzato lì sull’orologio, in piena agorà. Dai, stava meglio in chiesa che in piazza!
    Sull’architetto invece non ho certezze, però, siccome lo conosco un po’, mi sembra stravagante l’ipotesi fatta da quell’urlatore di professione secondo il quale avrebbe fatto rocamboleschi accordi sottobanco. Ci sono stati troppi strombazzamenti, troppo rumore e, persino troppe carte bollate. In secondo luogo, se dico che c’è stato dell’orchestrato, sto’ sostenendo anche che la stessa commissione esaminatrice, quindi dirigenti comunali, hanno commesso degli abusi. Beh, devi convenire con me che è quanto meno temerario sostenere tanto. Infine, che questa Amministrazione fosse capace di qualche discutibilissima operazione d’immagine per mantenere o allargare il consenso elettorale, non solo è verosimile, ma è accertato dalle madonne in piazza suddette, ma che abbia operato illegalmente, NO! A tutt’oggi non ho nè motivi personali, nè documentazione per sostenere tesi di questo tipo.
    Saluti, GIUS da gaetano-cipputi

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  3. Avrei preferito non parlarne però devo raccogliere la tua provocazione e per coerenza con me stesso devo risponderti.
    L’immagine della Madonna sulla torre dell’orologio non mi disturba, anzi. Sono anche convinto che ognuno può pensare e vederci quello che vuole se, alzando gli occhi, dovesse incrociare lo sguardo della Vergine Maria. Ritengo che tu sia così intelligente da comprendere immediatamente quello che voglio dire e non mi attarderò in inutili approfondimenti di carattere teologico: non ne sarei capace. Ti garantisco però che sono più che convinto di non essere in contraddizione.
    La benedizione di una macchina è ostentazione, è un ridicolo stratagemma che consente a qualcuno di far confondere l’obiettivo con i mezzi che servono per raggiungerlo. Più si è lontani dalla verità dei nostri obiettivi più diventano futili i traguardi che vogliamo raggiungere.
    Sono stanco di vedere persone che si sono arrese alla vita facilmente ma che continuano a dire che si“sacrificano” (bada, parola, dal latino sacrificium, sacer + facere, che vuol dire rendere sacro) per acquistare un telefonino, una maglietta, una casa al mare, una macchina di lusso. Pronti a tutto, pure a prostituirsi, pur di conquistare il tanto desiderato feticcio. Riusciremo a rendere sacra la prostituzione?
    Non ti sembra esagerata la superficialità che dilaga nel mondo che ti circonda? Non ti viene voglia di dire basta a tutto questo schifo?
    Abbiamo eliminato Dio dalle scuole, dai posti di lavoro, dalle istituzioni: giusto. Ora, però, lo toglieremo anche dalle chiese e trasformeremo i riti liturgici in utili ausili per le pratiche del “bunga-bunga” a favore del primo potente di turno? Cominceremo con la benedizione della macchina dei vigili urbani, poi dei segnali stradali, i passaggi pedonali, i passaggi a livello, i computer nuovi per gli uffici e poi ogni cosa che da normale gestione amministrativa diventa conquista sociale.
    La politica quindi sempre più velocemente, abbandona il suo ruolo di programmazione e diventa pura gestione amministrativa. Ad ognuno di noi spetterà un piccolo ruolo, magari una breve comparsata in spazi sempre più piccoli e guai a nutrire sentimenti di speranza.
    “…. Orsù dunque, Avvocata nostra rivolgi a noi gli occhi tuoi misericordiosi” recita una bella preghiera rivolta a Maria.
    Intercedi per noi in quel dialogo con Dio. Aiutaci ad essere migliori, aiutaci a non essere meschini, a volare alto, aiutaci a superare con dignità e coraggio gli ostacoli che la vita ci impone. Dacci forza, impegno, volontà, accompagnaci e confortaci nel sacrificio, quello vero. Siamo solo uomini!
    Questo e il pensiero che invade la mia mente quando incontro l’immagine della Madonna. Per quanto mi riguarda è sostegno, è forza, è coraggio. Mai, ti è capitato di esclamare: mamma mia, quando gli occhi ti vengono sbarrati dalla paura? E’ Lei, è la Grande Madre, è Gea, è Minerva, la dea tessitrice. In suo onore ci avvolgono in un lenzuolo quando veniamo al mondo e sempre in suo onore lasciamo questa terra avvolti nello stesso lenzuolo. Così sono nato e, se è ancora possibile, così vorrei morire. Queste sono le mie radici, le mie tradizioni. Voglio continuare a passeggiare nelle processioni del Corpus Domini circondato dai lenzuoli, i migliori, quelli del corredo buono, appesi in suo onore sui muri, per le vie. Ho ancora voglia di vedere accese le luci sulle case nelle sere della novena prima della grande festa del 8 settembre. E poi le luminarie, la banda, i fuochi d’artificio. Ho bisogno di recitare l’Ave Maria prima di addormentarmi, soprattutto dopo una giornata carica di emozioni. E’ questo il mio mondo. Sarà perché all’asilo delle suore, nello spazio antistante la grotta della Madonna di Lourdes, immortalata in tutte le foto dei giovani collepassesi che ricevevano il Sacramento della Cresima o della Comunione, poi abbattuta dal sommo architetto, ho marciato per ore al canto dell’unica strofa che precedeva l’identità di una classe sociale: “la Madonnina la vogliamo, siii!!, la Madonnina la vogliamo, siii!!, perché è la mamma degli emigranti, la Madonnina la vogliamo, si!!“. Era un canto che cominciavamo appena arrivati e, considerati i pochi mezzi didattici a disposizione, poteva continuare per ore, ripetuto, come un mantra, in onore dei missionari, dei minatori, dei falegnami, … all’infinito. Ero convinto che mio padre, emigrante, potesse tornare solo impegnandomi in quel canto, fu la mia prima speranza.
    Caro Cipputi se l’immagine della Madonna, sulla torre dell’orologio, non è stato un gesto per accaparrare le simpatie del popolino, ma un atto responsabile compiuto non solo nella convinzione di manifestare un’identità religiosa, ma anche come un segno evidente del patrimonio storico e culturale, o magari anche solo come tradizione della comunità collepassese, non ci vedo assolutamente niente di male. Poi ognuno può vedere quello che vuole, magari a te avrebbe fatto piacere vedere una falce e martello, comunque è, e rimane, una testimonianza della nostra umanità.
    Ora, non puoi confondere come uguali le due cose: quell’immagine non può essere assolutamente accostata alla benedizione della macchina dei vigili urbani: atto blasfemo per l’amministrazione comunale e simoniaco per la chiesa “teutonica”.

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  4. Carissimo GIUS
    Mi piacerebbe rispondere a tutti i problemi da te proposti, ma la farei troppo lunga, invece cercherò di essere breve e se possibile sintetizzare al meglio.
    Io intendevo solo sostenere che: fatte le dovute proporzioni, possiamo dire di assistere all’immortale e immorale connubio tra trono e altare, come nei secoli è stato e sempre sarà. Da una parte la chiesa (per la verità tutte le religioni) che ha sempre avuto la pessima vocazione di andare a “puttaneggiar coi regi” come scrisse il sommo poeta, dall’altra il potere laico che, in modo particolare nei periodi di magra, ha sempre utilizzato i totem religiosi. Quindi dicevo sia la “benedizione” dell’auto dei vigili, sia la “madonnina” in piazza Dante, sono le due facce della stessa medaglia. Per sintetizzare un “do ut des” reciproco e, dal mio punto di vista, senz’altro tutti e due da biasimare, punto.
    In quanto alla tua fede, finchè non cercherai di imporla ad altri, nessuno ha il diritto di farti cambiare idea, e non era certo questo il senso per cui scrissi quella mia risposta alle tue considerazioni sulla benedizione dell’auto. Né tanto meno la contraddizione che rilevavo era per sottolineare una tua incoerenza, ma semmai, per vedermi confermata una mia convinzione. Prendo atto che tu ritieni cosa giusta e buona la madonna in piazza, e blasfema la benedizione dell’auto, mentre io preferisco la madonna in chiesa e la macchina in officina o al lavaggio. Quindi, ognuno di noi resta con le sue convinzioni e non c’è nulla di che lamentarci. Ovvio che, sul consumismo sfrenato, con me sfondi una porta aperta, e capisco benissimo le future benedizioni che adombri per il futuro fino alle strisce pedonali. Comunque, l’unica cosa su cui avrei voluto sentire da te qualche parola di biasimo era sulla benedizione di armi e soldati e dei preti in uniforme, ti sarà sfuggita?
    Mi fermo qui, non vorrei disturbare ulteriormente. Ma non mi spaventa l’idea di un confronto più nel dettaglio, per me si tratterebbe solo di una ulteriore dose di tempo a disposizione.
    Con stima, gaetano_cipputi

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  5. Certo che biasimo la guerra, le missioni di pace, le armi intelligenti (… ah, forza e debolezza del significato delle parole!), la benedizione delle armi, i preti soldati, i pretucoli che benedicono le auto, la bomba atomica e ancora le ideologie e anche le religioni, cosa credi? Pensavo l’avessi capito!
    Ma se non sbaglio stiamo parlando di fede e anche di scienza; di tradizioni e anche di cultura; di diritti e anche di doveri.
    Non sarà certamente la bomba atomica a farmi condannare l’energia nucleare.
    Vedi Gaetano, sono mesi che mi sforzo non di imporre i miei credo, sono sicuro che i tuoi valgono il doppio dei miei, ma non posso seguirti nei tuoi ragionamenti, esclusivamente scientifici, per un semplice motivo: in natura esiste la selezione naturale, solo il più forte vince. Quest’affermazione mi spaventa se dovessimo applicarla, in ossequio alla validità della legge sull’evoluzione di Darwin, anche nei rapporti umani. Lo dico consapevole di avere spalle larghe e convinto di poter occupare il vertice di una piramide naturale. Il mio unico limite è la coscienza.
    Scienza e coscienza si possono solo accompagnare, mai sostituire e formare uomini di coscienza non è meno importante della formazione di uomini di scienza.

    Con altrettanta stima e con grande piacere, semmai potrei essre io a recarti disturbo.

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  6. Da parte mia nessun disturbo, anzi interesse, anche se non sempre ho tempo necessario per rispondere adeguatamente agli innumerevoli e interessanti quesiti che poni.
    Prendo atto che l’antipatia nei confronti dei “pretucoli” è totale. L’altro argomento che mi pare merita una puntualizzazione è sul darwinismo.
    “Sull’evoluzione della specie per selezione naturale”, io non nutro dubbi, anzi, su questo argomento se vuoi saper più dettagliatamente cosa ne penso, ti invito ad andare dietro negli articoli, schiaccia per tre volte sotto lì dove è scritto “ olden entries” e troverai un mio intervento dal titolo “creazionismo? o evoluzionismo?”, con il quale faccio le pulci al libro “alberi senza tronco” di Stefano Marra. Non è una vera recensione, sono solo alcune mie considerazioni.
    Però, occhio a non confondere l’evoluzione della specie di Darwin che ha carattere scientifico col darwinismo sociale che è speculazione socio-politica di estrema destra. Quando nella seconda metà dell’ottocento fu pubblicato il libro, furono in molti a buttarsi a capofitto cercando di trascinarlo ognuno dalla propria parte. La chiesa lo osteggiò in mille modi e solo ora dopo un secolo e mezzo, ha trovato il modo di salvare capre e cavoli con la nuova teoria così detta del “disegno intelligente. ”La destra politica invece la fece sua sostenendo che solo i migliori hanno diritto di andare avanti, il resto è, e deve essere considerata solo zavorra per l’umanità. Fino alle farneticazioni nichiliste di Nietzsche, sia con il suo “Così parlò Zaratustra” di quel suo super uomo e “l’Anti Cristo”con il quale distribuisce odio nei confronti di tutti coloro che cercano di aiutare il debole, che invece a suo modo di vedere non c’è niente di meglio che perisca. Ovvio, per il bene di quell’uomo nuovo, di quel super uomo immaginato. Quindi chiesa e socialismo, che avevano come teoria e prassi, misericordia e elemosina la prima e giustizia e uguaglianza la seconda, erano per Nietzsche dannose per il genere umano. perchè, secondo la sua teoria, sarebbe stato impossibile far nascere quell’uomo nuovo, quel super uomo che vagheggiava. ecco, lui si con la sua teoria, dimostrava di aver preso troppo sul serio la teoria evoluzionista di Darwin. Poi, queste sue teorie, si dice che con l’aiuto di sua sorella divenuta nazista, le fece sue il nazismo. Ti risparmio le lunghe diatribe tra i social democratici riformisti e i rivoluzionari comunisti, incentrate sugli anelli mancanti. I primi a sostenere che l’evoluzione in politica deve essere graduale e ce lo dice anche l’evoluzione naturale in natura, i secondi a sostenere invece che proprio gli anelli mancanti, è la dimostrazione che l’evoluzione è andata avanti per strappi per traumi ecc. Non so se quanto fin qui ricordato è sufficiente per scongiurare l’idea che essere darwinisti, credere nella selezione naturale, sia idea gemella del darwinismo sociale. Infine, sono d’accordo con il tuo richiamo a scienza e coscienza: Sì, sia la scienza senza amore, sia amore senza scienza, nulla di buono hanno prodotto nella storia dell’umanità, ciao a risentirci gaetano

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