QUATTRO ILLUSTRI PERSONAGGI

 

QUATTRO ILLUSTRI PERSONAGGI

gigi riva

-        Rombo di Tuono

Il sinistro di Gigi Riva, il bomber soprannominato “Rombo di Tuono” da Gianni Brera. Riva aveva lo spessore, la forza e la commozione di un romanzo ottocentesco, il ragazzino orfano nato in provincia di Varese, l’arrivo a Cagliari con la preoccupazione di essere finito in una terra ostile fino all’amore infinito e  assoluto che ancora oggi dura tra Riva e la Sardegna senza mai un cedimento o un tradimento . I silenzi di Riva erano e sono i silenzi dei sardi : sì,  anche le parole non andavano consumate, perché anche esse scolpite nella roccia e nel tempo. Boniperti provò a portare Riva a Torino sponda bianconera, arrivò ad offrire 8  giocatori e diversi miliardi, ma la trattativa sfumò davanti al no netto di Rombo di tuono . Aveva giurato fedeltà alla sua gente e non voleva essere trattato come merce di mercato.

La Sardegna di Riva, terra di spagnoli, africani, fenici, cartaginesi, bizantini, terra di Barbagia. Grazia Deledda premio Nobel della letteratura nel 1926 scriveva:  “Siamo le ginestre d’oro giallo sui sentieri rocciosi come grandi lampade accese . Siamo la solitudine selvaggia, il silenzio immenso e profondo, lo splendore del cielo. Siamo il regno interrotto delle onde che ruscellano i graniti antichi del vento, dell’immensità del mare. Siamo una terra antica di lunghi silenzi, di orizzonti ampi e puri, di montagne bruciate dal sole”.

Ma per sempre ci sarà l’ombra lunga del tempo dei gol e del furore di Gigi Riva , quando l’impossibile divenne possibile.

serpico

-         Serpico

La lotta per la giustizia contro la corruzione non è mai  facile. Non lo è mai stata e mai lo sarà. Essa esige il pagamento di un prezzo su noi stessi, la nostra famiglia, i nostri amici, i nostri parenti ecc. Alla fine disse Frank , io credo, come nel mio caso che il prezzo che paghiamo ne valga la pena per costruire la nostra dignità. E con queste parole che Frank Serpico , il celebre poliziotto anticorruzione del dipartimento di New York portato sul grande schermo da Al Pacino commenta la battaglia senza quartiere alle mele marce in Polizia. Frank, fu il primo che svelò le infiltrazioni tra malavita Newyorkese e forze di polizi , non venne creduto e fu messo in condizioni di non nuocere. Si può gridare e urlare, ma dobbiamo accendere le lampade che facciano luce sulla corruzione, l’ingiustizia, l’inettitudine e l’abuso di potere dice Serpico. Quando lo facciamo continua dall’altra parte dell’oceano il poliziotto più famoso del mondo che oggi a 78 anni e vive lontano dai riflettori , vedremo i cattivi scappare nel legno come degli scarafaggi nel momento in cui si accende la luce. Oggi Frank Serpico, gira il mondo  e tiene conferenze dove insegna a combattere la corruzione nei luoghi più impensabili. Ancora oggi, paga il fatto di aver scoperto il malaffare negli anni 60. A causa di ciò è stato negato il permesso di esporre la sua placca al museo della polizia di New York. Nonostante tutto, continua a tenere la schiena dritta . Ricordando a tutti che non bisogna mai abbassare la guardia contro la criminalità e le mele marce impegna dosi sempre in fondo e facendo il proprio dovere. Infatti, il modo migliore per difendere la propria dignità è agire sempre con onestà. Gli anni in cui Serpico si rese conto della corruzione diffusa tra i suoi colleghi sono lontani. Ma ancora oggi, non ritiene che la situazione sia migliorata. Purtroppo dice Frank, se vuoi far carriera molto spesso devi essere marcio. Serpico è stato un grande uomo americano. Conviene ricordare qual è la storia di questo poliziotto newyorkese che per aver fatto il proprio dovere è stato accantonato e messo da parte.

bruce

-         The Boss

Sarà l’età, la sensazione che il tempo che resta va afferrato per la coda, sarà l’assenza nel mondo dei fratelli di sangue Danny e Clarence, insomma sarà quel che sarà , fatto sta che Bruce Springsteen ha deciso di non fermarsi mai e di dare  tutto quello che ha, senza risparmio né calcolo. Ai tempi della meglio gioventù  registrava 100 canzoni per l’album e ne sceglieva 10. Ora, a 65 anni , è immerso in una rivisitazione del suo tesoro discografico muovendosi tra gli archivi personali, aggiorna, rispolvera , porta a termine. Tuttavia  quanto alla mancata unità di intenti di un progetto, il Boss l’ha quasi giustificata, sottolineando che  l’inevitabile disomogeneità, è compensata dalla forza di questo rock diretto ed efficace come poche altre volte. Nel “secondo tempo” della carriera del Boss Springsteen.

Ovunque , la vecchia “E Street Band” è fedele compagna di viaggio di Bruce. Tra Gospel, rock , soul, la cassapanca di Springsteen è come la tasca di Eta Beta : non si finisce mai di trovarci roba. Gioielli, perlopiù!

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-        La valanga Azzurra

Gustavo Thoeni fu l’atleta più rappresentativo di quella che la fantasia eresse per buona parte degli anni 70 a valanga azzurra indicativa di una stagione d’oro dello sci nazionale prima dell’era Tomba. Dall’alto dei suoi silenzi Thoeni fu suo malgrado personaggio. Eppure, così come fu impermeabile agli eccessi, mai euforia smodata neanche nell’affermazione più luminosa , nello stesso modo , in caso di sconfitta fu sempre esente da recriminazioni e vittimismo di comodo. Con 4 titoli mondiali e una Olimpiade l’altoatesino, raggiunse l’apice , trionfando in vari slalom(Gigante e Speciale). Thoeni, visse e fece vivere i momenti più esaltanti di una grande carriera a cospetto di un altro fuoriclasse più giovane, l’impassibile svedese Stenmark, oltre che a incrociare sulla propria strada un altro campione di livello, il connazionale Pierino Gros. Scontro tra fenomeni , con alternanza di esiti. La coppia italiana più forte sino all’arrivo del fenomeno Alberto Tomba “La bomba”. Ma l’affermazione di Gustavo Thoeni fu folgorante e mai di pari livello dalle epoche di Zeno Colò. Fu così che l’Italia  si impadronì della favola della “Valanga Azzurra” , capace di trasformare una società sedentaria. Giovanissimi e maturi, uomini e donne senza distinzione si unirono in una rincorsa inedita ai negozi di articoli sportivi e contribuirono alla crescita impressionante delle settimane bianche  e degli itinerari turistici legati alla neve.

F.to ANTONIO LEO

Collepasso, 29/1/2014

 

 

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