QUANDO LA POLITICA SCIVOLA NELL’INVETTIVA…

 

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Collepasso ha vissuto il mese di maggio politicamente infuocato, dove, invettive da ambedue  gli schieramenti e persino tentativi e/o minacce di aggressioni fisiche hanno realizzato l’inimmaginabile! L’imponderabile!

Iniziò l’opposizione la sera di domenica del  9 maggio, ad alzare il volume della voce e la pesantezza delle accuse, e se non son vere, cosa probabile, però, quanto meno agli ascoltatori possono essere sembrate verosimili. Inoltre, il tono e gli aggettivi furono sicuramente di gran lunga fuori luogo e fuorvianti, se non deliranti. In quattro presero la parola quella sera, e chi più chi meno ognuno diede il proprio contributo a fare alzare l’asticella del nervosismo politico a Collepasso.

La sera di domenica del 16, fu la volta dell’Amministrazione a scendere in piazza e tenere il suo comizio in risposta a quello della domenica precedente tenuto dall’opposizione. Non mancò qualche sberleffo nei confronti di qualche esponente dell’opposizione, l’assessore Tonino Gianfreda intervenne per presentare l’elenco di cose realizzate dall’Amministrazione. Ci fu anche un intervento orgoglioso del sindaco, rivendicando il buon  lavoro svolto dall’Amministrazione. Infine una “scivolata” di un professore su una citazione poco rispettosa del tempo e del luogo in cui fu pronunciata, meglio, fu scritta, (“Galeotto fu il libro e chi lo scrisse”), questo episodio fu causa di una movimentatissima diatriba. Infatti, su questa gaffe, s’innescò uno scontro verbale tra un assessore “irrequieto” e una cittadina collepassese, di cui gli effetti rischiano di essere valutati, per decisione degli interessati, in un’aula degli italici tribunali? 

 La sera di domenica 23, sempre di questo infuocato maggio, ritorna più infuocata che mai l’opposizione. Odio, rancore, risentimenti personali, si grida al “non abbiamo  paura”, come se questa maggioranza avesse minacciato “tremenda vendetta”nei confronti di tutto e di tutti (in realtà, l’opposizione, in seguito ad alcuni fatti discutibilissimi, nei quali è rimasto coinvolto un assessore, ha fatto nascere una “leggenda metropolitana” secondo la quale: “di questi amministratori c’è di che avere paura”). Qualcuno, finalmente, riesce ad accennare a qualche problema: il regolamento per il fotovoltaico che stranamente, a loro dire, non è stato ancora  predisposto né portato per l’approvazione. Per questo si fa balenare l’idea secondo la quale ci sono degli interessi personali e familiari di qualche assessore legato a questo comportamento; altra denuncia degna di nota è quando ci informano che questa Amministrazione, a differenza di quanto avviene su tutto il territorio nazionale, ha imposto una tassa di oltre 30 euro per ogni comizio, come se un comizio politico fosse comune propaganda commerciale. Ma la cosa paradossale, anzi, l’imponderabile, sta nel fatto che, mentre l’opposizione ha già pagato più volte, l’Amministrazione invece non ha pagato la tassa che essa stessa ha ritenuto giusto e opportuno applicare, né intende pagarla. Sostenendo, a difesa di questa loro stravagante decisione, che loro intervengono  solo per la dovuta informazione ai cittadini, mentre l’opposizione fa propaganda politica. E questo atteggiamento sarebbe veramente bizzarro se si dovesse trovare riscontro nei fatti;  altra cosa di rilievo che si denuncia è l’elenco di quanti consiglieri di maggioranza si sono collocati  chi all’opposizione, e chi ha abbandonato del tutto, dimettendosi da consigliere (qui si accenna a Francesco Ria e a Rif. Com.). Il resto è solo odio, rancore. Ma nessuno si è spinto fino alla baldanza del consigliere S.P., il quale così esordisce: “No, io non solo non ho paura, anzi…” Sì, è incazzato, e si sente, “E arma diventa tutto ciò che l’ira afferra”. Dopo una lunghissimo elenco di “malefatte”, tutte da verificare, sfodera anche un lungo elenco  di aggettivi dispregiativi nei confronti sia del sindaco che dell’assessore “irrequieto”. Tutti aggettivi degni di una bettola, o di un bordello e pronunciati con vigore . Quindi, inevitabilmente sarà in una buona aula di tribunale che dovrà spiegare le “ragioni” di tanto suo sproloquiare. Beh, almeno credo! Ma il modo in cui li ha pronunciati e l’inutilità politica degli stessi, si direbbe che lo abbia fatto apposta per farsi querelare per diffamazione. Fiat volontà sua!

DOMENICA PROSSIMA 30 MAGGIO, in piazza ci sarà il consigliere Ciccardi Antonio, il quale, forse stanco (ce lo dirà lui), di alcuni atteggiamenti di questa compagine amministrativa, e deluso, forse (ce lo dirà lui), dall’atteggiamento del suo stesso partito, ci annuncerà come si suol dire, il “cambio di casacca”: dal Partito Democratico, al Partito Italia dei Valori di Di Pietro. Tutti in piazza la sera di domenica 30 maggio per sentire le sue motivazioni e valutarne la validità delle stesse!

firmato: Gino del Tacco

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Collepasso 25/5/2010

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