Problemi o Misteri?

Problemi o Misteri?

Di Errico Pietro Giuseppe

 

Nonostante le critiche, mal riposte, su un semplice ragionamento che ruotava intorno alla necessità dei giovani di Collepasso, e non solo, di trovare nuovi maestri vorrei ulteriormente sollecitare questa necessità perché, mai quanto ora, è importante la figura di uomini che sappiano prendere a cuore l’intelligenza e i limiti di ciascun giovane e lo spingano a valorizzarsi al massimo, in totale libertà, fuori dagli schemi didattici formali.

Veri maestri che, ponendo la propria esperienza al servizio dello studente che ha di fronte, lo tratta alla pari (senza risparmiare discussioni anche forti); maestri capaci  a far capire il valore educativo dello “stupirsi di fatti semplici”, perché solo questo è il modo per formulare nuove domande; domande che, per un  vero maestro, devono avere  sempre al centro il mistero dell’uomo e della sua libertà.

Gaetano, se affermo di essere ignorante, la mia ignoranza può essere divisa in problemi e misteri. Quindi se mi trovo di fronte ad un problema posso non conoscere la soluzione ma il mio intuito e la mia volontà mi porteranno a cercare una soluzione e cercandola aumenterò la mia conoscenza.

Di fronte ad un mistero non posso far altro che stupirmi e meravigliarmi di qualunque possibile soluzione.

Ammetto di averla presa un po’ troppo alla larga, ma non pensi che sia giunto il momento di mettere le cose nel loro giusto ordine.

E’ giusto stupirsi e meravigliarsi del mistero dell’uomo, del libero arbitrio, del mistero del mondo e di quello  dell’universo e forse anche dell’esistenza di Dio, ma perché rendere misteriosi anche i problemi che contengono per loro stessa natura una soluzione?

Il mondo è diventato così difficile che anche le domande più semplici devono essere formulate almeno in inglese per ottenere una risposta?

Se non conosci il  MES, il MIB, il PIL, i PIIGS, lo SPREAD, l’FSE, lo SHARE, il BUND sei destinato a non capire nulla, sei un ignorante e tale devi rimanere perché i nuovi padroni del mondo hanno capito che i problemi non sono utili alla loro causa se non si trasformano in mistero.

E’ come se il potere arrivato ad un certo punto sentisse la necessità di sublimarsi nel mistero.

L’impero romano quando arrivò a dimostrare la massima espressione di potere nel mondo antico ha dovuto sapersi trasformare per giustificare la sua successiva presenza nella storia. Se penso che i principi germanici, a capo delle orde barbariche, che invasero l’Italia intorno al IV secolo, ad impero romano già finito, ignoranti e ancora timorosi del potere che Roma aveva saputo imprimere nella storia, per giustificare la nascita dei loro piccoli o grandi regni, disorganizzati e violenti, cercavano una qualunque consacrazione che potesse richiamare l’antica gloria romana.

Sono convinto che nacque così il mistero della chiesa di Roma: opera di pochi aristocratici romani, ultimi eredi della cultura imperiale,  che cominciano  col consacrare i  principi, regolare la gestione burocratica al loro interno, negoziare i rapporti fra loro, distribuire indulgenze, perdonare peccati ma soprattutto concentrare potere e accumulare denari.

Oggi, l’Europa, culla della democrazia mondiale, sublima la sua esistenza nel MES (mistero: invito tutti a conoscerne l’esistenza), consacra sull’altare della finanza il mistero del dio denaro, ultimo atto di un liberismo che, all’alba della caduta del muro di Berlino, avendo avuto ragione di continuare ad esistere non per meriti propri ma a causa della fine del comunismo ha già dichiarato peccatori i “comunisti” e santifica i rappresentanti del neo-liberismo come icone da adorare al netto di ogni loro azione e nostra possibile obiezione.

Gaetano, tu reclami una nuova generazione responsabile, ma questa potrà  arrivare solo quando avremo maestri che responsabilmente sapranno formare nuovi uomini  coscienti dei propri limiti ma sempre pronti a stupirsi, meravigliarsi mettersi in gioco, assumere responsabilità. Persone capaci di prendere le distanze anche da chi vigliaccamente, anche nella nostra piccola Collepasso, lancia, addolorato, inviti a diserzioni di massa dall’esercizio del diritto di voto.

Il voto, nostra ultima arma di cittadinanza attiva,  deve tornare ad essere segreto, prezioso, riservato. Bisogna coltivarlo nel terreno della conoscenza e della coerenza. Sradicarlo dalle paludi dell’ignoranza, perché è un problema che ci appartiene, che abbiamo il dovere di imparare a conoscere: il voto appartiene all’uomo libero, guai farlo diventare un “carisma”, il dono del nuovo dio Denaro.

Errico Pietro Giuseppe

Collepasso, 6/10/2012

 

 

 

  1. un collepassese 6 ottobre 2012, 19:08

    Un collepassese
    Penso che insieme agli insegnanti, non tutti, andrebbero annoverati tra i cattivi maestri anche i politici, non tutti, e persino i genitori, non tutti,dei ragazzi. I politici ce li ha raccontati gaetano, e anche tu ci hai messo del tuo, fino a che punto di degenerazione sono arrivati e quali pessimi insegnamenti propagano con le loro ruberie di ogni genere. Ma c’è anche l’aspetto negativo di molti genitori che viziano i loro figli dando a questi l’impressione che si può tutto. Invece di far riflettere i figli sulle conseguenze di certe scelte politiche le quali riducono alla fame milioni di italiani, incuranti di queste condizioni li viziano comprando vestiario tutto firmato. Anche questi sono pessimi insegnamenti per un giovane. Certo non lo fanno tutti, non tutti sono così poco accorti, o forse è perché non tutti se lo possono permettere? Io non ho ancora dei figli, ma il giorno che li avrò, so già cosa devo evitare per non diventare un pessimo maestro anch’io.

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