PRESIDENZIALISMO? SCELLERATI!

 

PRESIDENZIALISMO? SCELLERATI!

“Gli italiani mi voteranno per il Colle”

         Così si è espresso, senza tanti giri di parole, il cavalier pregiudicato. Ed ha aggiunto: “sono l’unico che può farcela, se riusciamo a votare col nuovo sistema, anche tra uno o due anni, posso ancora spuntarla e salvarmi”.

Il Governo Letta aveva assunto degli impegni precisi: ridare fiato all’economia, ridurre la disoccupazione, far ripartire i consumi, realizzare la riforma elettorale e togliere il finanziamento ai partiti. Non era un programma da poco, certo, c’era tanto da fare per realizzare quei cinque punti, eppure è andato a parare addirittura sulle modifiche della Costituzione e proposto il presidenzialismo o il semipresidenzialismo. Sarà questa riforma sul presidenzialismo il costo che questo governo deve pagare “all’utilizzatore finale” per sopravvivere?

Per realizzare una modifica alla Carta Costituzionale sarebbe necessaria una convergenza enorme tra le forze politiche, come quella verificatasi ne 1946, oggi invece constatiamo una forte divergenza al di là delle affermazioni di facciata. Infatti, quando alcuni hanno proposto la riforma elettorale subito, il PDL gli ha sbarrato la strada, ma, anche la maggioranza del PD ha sostenuto che “la proposta è intempestiva”, rischiava di far deragliare il governo e, di conseguenza, non si è fatto nulla. Manco a dirlo, ha vinto ancora una volta il kaimano, ma non per sua bravura ma per ignavia del PD. Quindi, ancora una volta il PD, toglie le castagne dal fuoco al pregiudicato nazionale senza neanche vergognarsi con la solita foglia di fico della “governabilità innanzi tutto”. Ora la democrazia è tra due fuochi: tra un Grillo, aspirante RE, e il kaimano aspirante Duce. E il PD, ancora una volta, si avvicina pericolosamente all’aspirante Duce. E QUESTO HA A CHE FARE BEN POCO CON LA DIGNITA’ DELLA POLITICA E TANTO CON IL “TEATRINO DELLA POLITICA“.

La personalizzazione della politica, ha realizzato un arretramento significativo della democrazia negli stessi partiti, sostituendola con il leaderismo. E pur essendo evidente che il leaderismo  è la malattia senile dei partiti e di conseguenza della democrazia, tante cose si propongono e si fanno al di fuori di ciò che sarebbe necessario. È risaputo che è necessario ripartire dal basso, ritornare a quel contatto costante con la base, con i lavoratori, questa è la strada maestra per sconfiggere le tendenze antidemocratiche così diffuse nei partiti attuali, nonchè per rinvigorire la democrazia. Mentre il presidenzialismo o semipresidenzialismo alla francese o all’americana o alla “matriciana”, non fa altro che elevare alla massima potenza questa tendenza antidemocratica. Troppi sono coloro che hanno dimenticato che questo obiettivo faceva parte del progetto della P2 del “venerabile” pregiudicato Licio Gelli.

E mentre i Parlamentari vecchi e nuovi, discutono di come stravolgere la Costituzione e la democrazia, concretamente è questo il risultato al quale mirano, i cittadini cominciano a perdere la pazienza, i lavoratori giustamente sono sempre più incazzati, e non sfugge, a questi, che la nostra casa è squassata e che va decolonizzata, invece… Insomma con tutti i guai che ci troviamo ad affrontare tutti i giorni, questi partiti e i loro parlamentari non pensano altro che salvare il culo al pregiudicato aspirante Duce?

La nostra Carta Costituzionale se ha un difetto è quello di non essere stata ancora applicata. Oggi, più che mai, è necessario il corretto ripristino, la puntuale applicazione della Carta Costituzionale, altro che presidenzialismi ad personam.

F.to gaetano paglialonga

Collepasso, 6/6/2013

 

  1. Questa riforma sul presidenzialismo è il classico fumo negli occhi il cui unico scopo reale è perdere tempo.
    A cosa servono i 35 nuovi saggi?C’erano già stati 10 saggi nominati da Napolitano il cui scopo dichiarato era prendere tempo e la cui relazione finale tra le tante ovvietà da uomo della strada, si segnalava per il bavaglio alle intercettazioni(richiesta PDL) e la non totale abolizione del finanziamento pubblico ai partiti(richiesta PD).
    Far passare la richiesta PDL è difficile, mentre stiamo assistendo all’esecuzione della richiesta PD, imbrogliandoci con le parole. L’abolizione sarà graduale e i partiti saranno finanziati tramite donazioni e direttamente(o indirettamente) con il 2×1000 dalla dichiarazione dei redditi.
    E’ bastato che un grillino andasse in TV e dicesse che in questo modo i partiti sarebbero più avvantaggiati delle onlus e avrebbero preso di più rispetto a quanto instascano adesso, che “apriti cielo”, il 2×1000 va allo Stato.
    E quest’ultima affermazione vuol dire tutto e niente.
    Sebbene appaia come una precisazione positiva, il 2×1000 allo Stato dentro una legge di abolizione del finanziamento ai partiti puzza lontano un miglio. Stiamo attenti!

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